{"id":1001,"date":"2022-01-31T16:22:47","date_gmt":"2022-01-31T16:22:47","guid":{"rendered":"https:\/\/dajemo.com\/?p=1001"},"modified":"2022-01-31T16:22:49","modified_gmt":"2022-01-31T16:22:49","slug":"interamna-history-22","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/dajemo.com\/?p=1001","title":{"rendered":"Interamna History &#8211; 22"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>Il post Risorgimento e l&#8217;industrializzazione (Seconda parte)<\/strong><\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignleft size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"300\" height=\"300\" src=\"http:\/\/dajemo.com\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/accaieria-epoca.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1000\" title=\"\" srcset=\"https:\/\/dajemo.com\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/accaieria-epoca.jpg 300w, https:\/\/dajemo.com\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/accaieria-epoca-100x100.jpg 100w, https:\/\/dajemo.com\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/accaieria-epoca-150x150.jpg 150w, https:\/\/dajemo.com\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/accaieria-epoca-80x80.jpg 80w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Soltanto pochi anni dopo che i Bersaglieri del colonnello Brignone entrarono a Terni attraversando Porta Spoletina per dirigersi poi alla volta di Roma, tutto era cambiato e la citt\u00e0 che doveva la parte predominante del suo DNA all\u2019agricoltura, e dove il latifondismo era la base del rapporto lavorativo, si stava velocemente trasformando in quella che tutti iniziavano a conoscere come la&nbsp;<strong><em>Manchester italiana<\/em><\/strong>. Non soltanto acciaio e cannoni per\u00f2;&nbsp;<strong><em>Virgilio Alterocca<\/em><\/strong>&nbsp;su tutti. Dal suo stabilimento tipografico avviato nel 1877, part\u00ec infatti la produzione della&nbsp;<strong><em>cartolina illustrata<\/em><\/strong>, una invenzione che cambier\u00e0 la maniera di rapportarsi tra le persone e che permetter\u00e0 a tutti noi di tenere memoria di momenti belli, luoghi e ricordi. La prima prodotta non poteva tra l\u2019altro che raffigurare la&nbsp;<strong><em>Cascata delle Marmore<\/em><\/strong>. Di convinta fede socialista, Alterocca non si ferma a questa attivit\u00e0 ma contribuisce alla nascita della&nbsp;<strong><em>Scuola Professionale<\/em><\/strong>, rende viva l\u2019<strong><em>Arena Gazzoli<\/em><\/strong>, poi Politeama, ed avvia il&nbsp;<strong><em>servizio telefonico in Umbria<\/em><\/strong>. Grande esteta, Alterocca ci ha lasciato un segno tangibile del suo gusto ed amore per la bellezza; grazie all\u2019architetto&nbsp;<strong><em>Cesare Bazzani<\/em><\/strong>&nbsp;fa progettare e realizzare il nuovo stabilimento lungo l\u2019asse principale della citt\u00e0, oggi Corso Tacito, e la splendida palazzina stile Liberty, sede attualmente del Monte dei Paschi di Siena, ne \u00e8 testimonianza. Purtroppo per\u00f2, e questo \u00e8 un denominatore che ritroveremo comune anche agli anni a seguire, l\u2019imprenditoria nostrana non cavalc\u00f2 molto le opportunit\u00e0 che si stavano creando e demand\u00f2 quasi totalmente l\u2019iniziativa a finanziatori venuti da fuori citt\u00e0. L\u2019industrializzazione port\u00f2 con se uno sviluppo forte, rapido, importante ma non privo di problematiche. Nel giro di qualche decennio la popolazione quadruplic\u00f2 per l\u2019arrivo da fuori della forza lavoro necessaria. Interi nuclei familiari giunsero non soltanto dal resto della regione ma anche dal Lazio, dalle Marche, dalla Toscana e dalla Romagna. La citt\u00e0 non era pronta ad allinearsi a questo nuovo scenario e la scarsa disponibilit\u00e0 di alloggi, di servizi e, non ultimi, i pregiudizi verso gli immigrati, furono problemi tangibili ai quali dover porre rimedio alla svelta. In ogni dove si udivano lingue straniere intrecciarsi con i pi\u00f9 disparati dialetti; quando si usciva dalla fabbrica, dopo dieci o pi\u00f9 ore di lavoro, non sempre si aveva la possibilit\u00e0 di disporre di un alloggio caldo e pulito dove potersi risposare ed allora in conforto lo si trovava in una delle tante osterie della citt\u00e0, magari in compagnia di un bicchiere di vino ed anche chi, magari, un posto dove andare lo aveva, vi avrebbe trovato la promiscuit\u00e0 di doverlo condividere con tante altre persone. Scantinati, sottoscale, soffitte, cantine sterrate con condizioni igienico sanitarie certamente non idonee; tutto veniva utilizzato. Un primo progetto urbanistico per adeguare la citt\u00e0 alle nuove esigenze fu redatto nel 1884 dall\u2019<strong><em>ing. Pier Gaetano Possenti&nbsp;<\/em><\/strong>che la dota cos\u00ec di un piano regolatore; l\u2019idea si basa sul concetto di risanare il tessuto urbano tramite l\u2019abbattimento delle vecchie e fatiscenti unit\u00e0 abitative del centro storico e l\u2019ampliamento verso nuove aree. La citt\u00e0 si sviluppava ancora all\u2019interno di quelli che erano i limiti segnati dagli antichi cardo e decumano romani; il primo andava da Porta Sant\u2019Angelo sino a Porta Garibaldi, il Decumano da Porta Romana sino a Porta Spoletina, il nucleo centrale era quindi rappresentato da Piazza del Popolo che tra le altre cose era anche in posizione pi\u00f9 alta rispetto alla planimetria cittadina. Con la nuova concezione, il fulcro viene spostato a Piazza Tacito che diventa cosi il baricentro verso il futuro. Da qui prendono il via i nuovi assi:&nbsp;<strong><em>Viale Brin<\/em><\/strong>&nbsp;verso la zona industriale,&nbsp;<strong><em>Viale della Stazione<\/em><\/strong>&nbsp;verso la stazione appunto che tra le altre cose era gi\u00e0 unita con le acciaierie da una linea ferroviaria privata. Un terzo asse era costituito da&nbsp;<strong><em>Viale Battisti<\/em><\/strong>&nbsp;e congiungeva alla zona dove risiedevano i&nbsp;<strong><em>Colletti bianchi<\/em><\/strong>, gli impiegati ed i dirigenti dell\u2019epoca, una quarto \u00e8 quello che conosciamo come&nbsp;<strong><em>Corso Tacito<\/em><\/strong>&nbsp;che congiungeva la nuova citt\u00e0 alla vecchia.&nbsp; In pratica vengono realizzati i nuovi Cardo e Decomano che congiungono industria, residenze, trasporti e citt\u00e0 antica. Ma ci sono da fare nuove strade, opere di urbanizzazione, nuove abitazioni e ci vogliono soldi e capitali. L\u2019aspetto residenziale destinato alla forza operaia va affrontato e risolto; si inizia a farlo e lo si far\u00e0 anche nei primi decenni del \u2018900 quando il carattere sociale del Fascismo rappresenter\u00e0 un fulcro importante sotto questo aspetto. Cassian Bonn \u00e8 l\u2019unico che gi\u00e0 si adopera per costruire case per i suoi operai e si dice disponibile a sposare questo nuovo progetto e cosi, in cambio della realizzazione di opere necessarie per il comune nella zona nord della citt\u00e0, ottiene aree per la costruzione di alloggi propri. Esempi di come si intendesse trovare una soluzione alle esigenze abitative degli operai e delle loro famiglie sono ancora visibili al n\u00b0 111 di Viale Brin, rappresentato da quello che comunemente conosciamo come il&nbsp;<strong><em>Palazzone<\/em><\/strong>, e dal&nbsp;<strong><em>Grattacielo<\/em><\/strong>&nbsp;che praticamente si affaccia sulla stessa arteria ma dall\u2019altra parte della strada e che \u00e8 leggermente successivo essendo stato concluso nel 1935. Relativamente al primo, si tratta di un edificio a pianta rettangolare di oltre duemila metri quadri che si sviluppa su cinque livelli pi\u00f9 uno interrato; tutti gli appartamenti si affacciano su un ballatoio uguale su ogni piano ed incidono su una corte interna. Costruito intorno al 1890, lo si ritrova indicato insieme al Quartiere operaio o al Casone Spadoni in quella che era la tipologia abitativa&nbsp;<strong><em>a caserma<\/em><\/strong>; all\u2019inizio del XX secolo, al suo interno vi si contavano cento appartamenti occupati da oltre seicento persone. Sicuramente non il massimo ne per le condizioni abitative ne per quelle igienico-sanitarie; un\u2019unica fontanella infatti distribuiva l\u2019acqua potabile all\u2019interno del cortile ed era a servizio di tutti gli appartamenti dentro i quali, un unico locale fungeva da cucina\u2013latrina. In ogni caso il Palazzone rappresenta ancora oggi il simbolo della storia operaia di Terni e di come abbia impersonato il nucleo della socializzazione del quartiere. &nbsp;Il Grattacielo invece, essendo stato costruito successivamente, viene edificato in cemento armato e questo giustifica anche l\u2019altezza del nuovo fabbricato. Ma su quello che sar\u00e0 lo sviluppo urbanisto ci torneremo pi\u00f9 ampiamente nelle prossime uscite. Nel 1889 inizia la stampa del&nbsp;<strong><em>Il Banderaro<\/em><\/strong>, il primo giornale operaio che prendeva il nome dalla famosa rivolta del 1564 che vide borghesia e popolo invadere le case dei nobili, uccidendone alcuni, considerarti rei di aver fatto abolire appunto l\u2019istituzione che vedeva rappresentare appunto i non-nobili. Una rivolta sedata nel sangue dall\u2019inviato papale Monti dei Valenti. All\u2019inizio del XX secolo comunque, Terni era tra le prime e pi\u00f9 importanti citt\u00e0 industriali italiane e non soltanto. Anche da un punto di vista della istruzione c\u2019era bisogno di adeguarla al nuovo status anche in considerazione del fatto che la situazione era a dir poco disagiata.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>di Roberto Pagnanini<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<div style=\"text-align:center\" class=\"wp-block-algori-social-share-buttons-block-algori-social-share-buttons\"><button class=\"bttn-pill bttn-md bttn-primary algori-social-share-buttons-settings algori-social-share-buttons-facebook\" onclick=\"window.open('https:\/\/www.facebook.com\/sharer.php?u=https:\/\/dajemo.com\/?p=1001', '_blank')\"><i class=\"fab fa-facebook-f\"><\/i>\u00a0 \u00a0Facebook<\/button><button class=\"bttn-pill bttn-md bttn-primary algori-social-share-buttons-settings algori-social-share-buttons-email\" onclick=\"window.open('mailto:?body=https:\/\/dajemo.com\/?p=1001', '_blank')\"><i class=\"fas fa-envelope\"><\/i>\u00a0 \u00a0Email<\/button><button class=\"bttn-pill bttn-md bttn-primary algori-social-share-buttons-settings algori-social-share-buttons-whatsapp\" onclick=\"window.open('https:\/\/web.whatsapp.com\/send?text=https:\/\/dajemo.com\/?p=1001', '_blank')\"><i class=\"fab fa-whatsapp\"><\/i>\u00a0 \u00a0WhatsApp<\/button><button class=\"bttn-pill bttn-md bttn-primary algori-social-share-buttons-settings algori-social-share-buttons-telegram\" onclick=\"window.open('https:\/\/t.me\/share\/url?url=https:\/\/dajemo.com\/?p=1001', '_blank')\"><i class=\"fab fa-telegram\"><\/i>\u00a0 \u00a0Telegram<\/button><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il post Risorgimento e l&#8217;industrializzazione (Seconda parte) Soltanto pochi anni dopo che i Bersaglieri del colonnello Brignone entrarono a Terni attraversando Porta Spoletina per dirigersi poi alla volta di Roma, tutto era cambiato e&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":1000,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_eb_attr":"","pgc_sgb_lightbox_settings":"","footnotes":""},"categories":[6],"tags":[],"class_list":["post-1001","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-interamna-history"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/dajemo.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1001","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/dajemo.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/dajemo.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/dajemo.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/dajemo.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=1001"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/dajemo.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1001\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1002,"href":"https:\/\/dajemo.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1001\/revisions\/1002"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/dajemo.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/1000"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/dajemo.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=1001"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/dajemo.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=1001"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/dajemo.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=1001"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}