{"id":1003,"date":"2022-01-31T16:27:13","date_gmt":"2022-01-31T16:27:13","guid":{"rendered":"https:\/\/dajemo.com\/?p=1003"},"modified":"2022-01-31T16:27:14","modified_gmt":"2022-01-31T16:27:14","slug":"interamna-history-23","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/dajemo.com\/?p=1003","title":{"rendered":"Interamna History &#8211; 23"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>Il post Risorgimento e l&#8217;industrializzazione (Terza parte)<\/strong><\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignleft size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"300\" height=\"300\" src=\"http:\/\/dajemo.com\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/Terni_-_Piazza_Cornelio_Tacito_1910.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1004\" title=\"\" srcset=\"https:\/\/dajemo.com\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/Terni_-_Piazza_Cornelio_Tacito_1910.jpg 300w, https:\/\/dajemo.com\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/Terni_-_Piazza_Cornelio_Tacito_1910-100x100.jpg 100w, https:\/\/dajemo.com\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/Terni_-_Piazza_Cornelio_Tacito_1910-150x150.jpg 150w, https:\/\/dajemo.com\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/Terni_-_Piazza_Cornelio_Tacito_1910-80x80.jpg 80w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Agli inizi del \u2018900, Terni era certamente annoverata tra le pi\u00f9 importanti citt\u00e0 industriali italiane e non solo. Chiaramente il suo repentino sviluppo e la relativa trasformazione del tessuto sociale, non portarono solo benefici ma anche una serie di problemi che andavano rapidamente risolti; sullo scorso numero abbiamo visto come si cerc\u00f2 di dare una soluzione a quello abitativo ridisegnando addirittura lo schema urbanistico della citt\u00e0, arrivando sino a definire i nuovi cardo e decumano e realizzando un nuovo baricentro in quella che oggi conosciamo come Piazza Tacito.&nbsp; Non soltanto di alloggi per\u00f2 &nbsp;si aveva necessit\u00e0 perch\u00e9 con l\u2019industrializzazione che l\u2019aveva riguardata durante tutta la seconda met\u00e0 del XIX secolo, anche l\u2019istruzione assumeva una importanza fondamentale. Per quella di base il contributo della chiesa era stato sempre concreto ma il problema si faceva cruciale a livelli pi\u00f9 alti. Mancava infatti qualsiasi tipo di scuola professionale che riuscisse a formare ed avvicinare i giovani alla nuova realt\u00e0 che si era andata a creare in citt\u00e0. Fu cosi che attuando un decreto predisposto dal&nbsp;<strong><em>Commissario Straordinario per le Provincie dell\u2019Umbria<\/em><\/strong>, nel 1861 fu aperto a Terni il&nbsp;<strong><em>Regio Istituto Tecnico<\/em><\/strong>, vale la pena ricordare che ve ne erano soltanto quattro in Italia, che sulla fine del secolo, e diretto dal&nbsp;<strong><em>prof. Luigi Corradi<\/em><\/strong>, crebbe talmente di importanza tanto da divenire attrattivo per gli studenti di tutta la penisola. Fu dallo stesso istituto che successivamente presero vita quello per&nbsp;<strong><em>Geometri&nbsp;<\/em><\/strong>ed il&nbsp;<strong><em>Liceo Scientifico<\/em><\/strong>. Successivamente, ma siamo gi\u00e0 nel 1912, venne istituito il&nbsp;<strong><em>Regio Liceo Ginnasio<\/em><\/strong>&nbsp;con il nome di Tito Maccio Plauto&nbsp; che nel 1937 cambi\u00f2 in quello attuale di Gaio Cornelio Tacito dopo essersi trasferito dalla iniziale sede di Palazzo Mariani alla attuale di Via Fratti. Tornando all\u2019ing. Luigi Corradi, c\u2019\u00e8 da dire che &nbsp;nacque a Senigallia nel pieno degli anni tumultuosi antecedenti l\u2019Unit\u00e0 d\u2019Italia laureandosi a Roma nel 1872 e, soltanto due anni dopo, gli venne dato l\u2019incarico di docente di fisica e agronomia presso il Regio Istituto Tecnico di Terni appunto e del quale, successivamente ne divenne preside nel 1883.&nbsp; Fu nello stesso anno che present\u00f2 al&nbsp;<strong><em>Ministro della Pubblica Istruzione Michele Coppino<\/em><\/strong>, il progetto&nbsp;<strong><em>Della istituzione di una Scuola di Meccanica Industriale e Metallurgica presso il Regio istituto Tecnico di Terni<\/em><\/strong>. Il progetto, ambizioso e all\u2019avanguardia per il tempo, voleva creare quella connessione necessaria tra scuola e fabbrica al fine di mettere in pratica quelle nozioni teoriche che gli studenti apprendevano tra i banchi, il tutto facendoli frequentare le tante piccole officine presenti in citt\u00e0 o i grandi complessi industriali. &nbsp;Il progetto fu approvato con il supporto dello stesso allora sindaco di Terni&nbsp;<strong><em>Alessandro Fabri<\/em><\/strong>, dal direttore degli Alti Forni e Fonderie di Terni&nbsp;<strong><em>Zanolini<\/em><\/strong>, dall\u2019ing.&nbsp;<strong><em>Della Volta<\/em><\/strong>&nbsp;e dal Cav.&nbsp;<strong><em>Jacoboni<\/em><\/strong>. L\u2019ing. Corradi per\u00f2, non si limitava alla sua attivit\u00e0 di preside e professore ma si dimostrava molto attivo anche rispetto alla vita sociale e politica della citt\u00e0; nel 1885 entra addirittura a far parte della commissione urbanistica per il nuovo piano regolatore. Nel 1900 il suo prestigio, e quello dell\u2019Istituto Tecnico, si arricchirono della medaglia d\u2019oro conferitagli in occasione dell\u2019<strong><em>Esposizione Universale di Parigi<\/em><\/strong>&nbsp;e tra i vari incarichi somma anche quello amministratore della&nbsp;<strong><em>Cassa di Risparmio di Terni e Narni<\/em><\/strong>. Di lui troviamo traccia anche nella toponomastica cittadina con una via intitolata a suo nome. L\u2019inizio del nuovo secolo, per ci\u00f2 che concerne l\u2019industria locale, coincise con un consolidamento della stessa nel settore bellico e la Societ\u00e0 degli Alti Forni e Fonderie implement\u00f2 la ricerca rispetto a nuove forme di fusione e laminazione dell\u2019acciaio dismettendo allo stesso tempo i vecchi convertitori e sostituendoli con nuovi, e pi\u00f9 efficienti, Martin-Siemens dei quali progett\u00f2 e realizz\u00f2 una nuova generazione conosciuta come Martin-Terni. Molte delle corazze destinate alle navi da guerra italiana vennero realizzate negli stabilimenti ternani. Non soltanto questo per\u00f2 perch\u00e9 in collaborazione con la&nbsp;<strong><em>Vickers<\/em><\/strong>&nbsp;cre\u00f2 a La Spezia un insediamento per la produzione di cannoni, componenti e proiettili.&nbsp; Ma la Societ\u00e0 degli Alti Forni si espanse anche in altri settori come nel caso dell\u2019acquisizione della&nbsp;<strong><em>Societ\u00e0 Italiana per il Carburo di Calcio, Acetilene ed altri Gas<\/em><\/strong>&nbsp;che a sua volta controllava la&nbsp;<strong><em>STET<\/em><\/strong>, colei che gestiva la tranvia Terni-Ferentillo, o nella produzione idroelettrica con quelle delle centrali elettriche&nbsp; o nel polo chimico. Nello stesso periodo La Reale Fabbrica d\u2019Armi sfornava migliaia di Carcano mod. 91 al giorno, la Bosco si espandeva nei settori dei manufatti metallici e il Tipografico Alterocca produceva e distribuiva oltre il 30% delle cartoline illustrate in Italia insomma, il nome di&nbsp;<strong><em>Manchester italiana<\/em><\/strong>&nbsp;era pi\u00f9 che meritato. Oltre il 70% della popolazione censita era costituita da operai.&nbsp; Il 1890 aveva visto la costituzione a Terni del&nbsp;<strong><em>Partito Repubblicista Italiano<\/em><\/strong>&nbsp;il cui orientamento politico esprimeva i valori del nazionalismo di sinistra, cosi come della&nbsp;<strong><em>Camera del Lavoro di Terni<\/em><\/strong>, la prima in Umbria, che per\u00f2 venne chiusa in base alle leggi Pelloux e riaperta soltanto nel 1901. Furono anni complicati perch\u00e9 Terni si vivevano anche forti contrapposizioni politiche e sociali. Nel 1907 per esempio, a fronte di una nuovo regolamento emanato dalla direzione delle acciaierie, si assistette alla reazione degli operai sopportati dalla Camera del Lavoro ma non dai sindacati. La conseguente crisi dovuta alla serrata da parte dell\u2019azienda port\u00f2 alla fame quasi quattromila famiglie che furono costrette a vivere di solidariet\u00e0. I fatti del \u20187 lacerarono i rapporti tra operai e FIOM incidendo anche sulla stessa sopravvivenza della Camera del Lavoro che nonostante potesse contare 41 tra leghe e associazioni ed oltre 5300 soci venne sciolta, riuscendo a ricostituirsi soltanto nel 1909.&nbsp; Terni, nei secoli, \u00e8 stata papalina, anarchica e poi comunista, a volte prona alla Stato pontificio a volte anticlericale sino al midollo ma, quando si \u00e8 trattato di fabbrica e acciaio l\u2019appartenenza si \u00e8 trasformata in fede. E\u2019 in quegli anni che appare sulla scena cittadina&nbsp;<strong><em>Pietro Farini<\/em><\/strong>, uno dei padri fondatori del socialismo italiano. Farini nasce a Russi nel giugno del 1862 per poi trasferirsi a Terni nel \u20193 per dirigere una farmacia. E\u2019 tra coloro che fanno rinascere la Camera del Lavoro ed il suo attivismo politico lo porta ad essere eletto deputato nel 1919 ed aderire al PCI nel \u201925.&nbsp; A Terni si rende protagonista di oltre venti anni di lotte operaie, diviso tra i contrasti esistenti tra repubblicani e socialisti da una parte e, all\u2019interno di questi ultimi, tra l\u2019ala riformista e quella formata dai sindacalisti rivoluzionari. Arriva sino a formare un gruppo socialista autonomo.&nbsp; Contrario alla guerra in Libia ed antinterventista convinto, subisce minacce ed aggressioni da parte di chi invece nella guerra crede. E\u2019 critico, come nel caso del Congresso del \u201921, delle strategie politiche socialiste del dopoguerra ma, nonostante questo, ottiene la direzione del periodico Umbria proletaria, organo ufficiale della Federazione provinciale. Aderisce al movimento terzinterzionalista del PSI, si oppone fermamente alle violenze fasciste ed organizza gli Arditi del Popolo di cui entra a diritto nel comitato politico. Gli squadristi non lo risparmiano, lo controllano e lo perseguitano; la sua malattia agli occhi peggiora e questo, insieme al consolidamento del regime fascista, lo costringe a sospendere la sua attivit\u00e0 politica, trasferirsi prima a Genova poi a Parigi e, in fine, a morire esule in Unione Sovietica, a Mosca, dove muore il 29 novembre del 1940.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00a0<strong><em>di Roberto Pagnanini<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<div style=\"text-align:center\" class=\"wp-block-algori-social-share-buttons-block-algori-social-share-buttons\"><button class=\"bttn-pill bttn-md bttn-primary algori-social-share-buttons-settings algori-social-share-buttons-facebook\" onclick=\"window.open('https:\/\/www.facebook.com\/sharer.php?u=https:\/\/dajemo.com\/?p=1003', '_blank')\"><i class=\"fab fa-facebook-f\"><\/i>\u00a0 \u00a0Facebook<\/button><button class=\"bttn-pill bttn-md bttn-primary algori-social-share-buttons-settings algori-social-share-buttons-email\" onclick=\"window.open('mailto:?body=https:\/\/dajemo.com\/?p=1003', '_blank')\"><i class=\"fas fa-envelope\"><\/i>\u00a0 \u00a0Email<\/button><button class=\"bttn-pill bttn-md bttn-primary algori-social-share-buttons-settings algori-social-share-buttons-whatsapp\" onclick=\"window.open('https:\/\/web.whatsapp.com\/send?text=https:\/\/dajemo.com\/?p=1003', '_blank')\"><i class=\"fab fa-whatsapp\"><\/i>\u00a0 \u00a0WhatsApp<\/button><button class=\"bttn-pill bttn-md bttn-primary algori-social-share-buttons-settings algori-social-share-buttons-telegram\" onclick=\"window.open('https:\/\/t.me\/share\/url?url=https:\/\/dajemo.com\/?p=1003', '_blank')\"><i class=\"fab fa-telegram\"><\/i>\u00a0 \u00a0Telegram<\/button><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il post Risorgimento e l&#8217;industrializzazione (Terza parte) Agli inizi del \u2018900, Terni era certamente annoverata tra le pi\u00f9 importanti citt\u00e0 industriali italiane e non solo. 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