{"id":3057,"date":"2022-03-24T10:04:35","date_gmt":"2022-03-24T10:04:35","guid":{"rendered":"https:\/\/dajemo.com\/?p=3057"},"modified":"2022-03-24T10:04:37","modified_gmt":"2022-03-24T10:04:37","slug":"umberto-berti-e-la-mille-miglia-una-amore-lungo-una-vita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/dajemo.com\/?p=3057","title":{"rendered":"Umberto Berti e la Mille Miglia: una amore lungo una vita"},"content":{"rendered":"\n<div class=\"wp-block-image is-style-rounded\"><figure class=\"alignleft size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"300\" height=\"300\" src=\"https:\/\/dajemo.com\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/mille-miglia-1948_berti-tarigi_2.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-3056\" title=\"\" srcset=\"https:\/\/dajemo.com\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/mille-miglia-1948_berti-tarigi_2.jpg 300w, https:\/\/dajemo.com\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/mille-miglia-1948_berti-tarigi_2-150x150.jpg 150w, https:\/\/dajemo.com\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/mille-miglia-1948_berti-tarigi_2-80x80.jpg 80w, https:\/\/dajemo.com\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/mille-miglia-1948_berti-tarigi_2-100x100.jpg 100w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p style=\"font-size:18px\">La Mille Miglia, pi\u00f9 una favola che una corsa, pi\u00f9 un sogno che una gara. E\u2019 certamente la competizione automobilistica disputata su strade normalmente aperte al traffico pi\u00f9 famosa al mondo che, per ben 24 edizioni, ha letteralmente catalizzato l\u2019attenzione di migliaia di sportivi, appassionati o semplici curiosi tra il 1927 ed il 1957, modificandone, e non \u00e8 una esagerazione sostenerlo, anche gli usi ed i costumi. Brescia-Roma andata e ritorno, circa 1600 chilometri di emozioni, adrenalina e glamour equivalenti appunto a 1000 miglia di imperiale memoria. Il tutto con un solo ed unico stop nell\u2019organizzazione di questa gara, voluta e pensata dal conte Aymo Maggi con l\u2019aiuto di Renzo Castagnedo, pilota e dirigente sportivo di grande esperienza, e Giovanni Canestrini decano del giornalismo sportivo dell\u2019epoca, e cio\u00e8 quello causato dal secondo conflitto mondiale per cui, negli gli anni che andarono dal 1941 al 1946, niente Mille Miglia. Ma l\u2019articolo che state leggendo non vuole celebrare questa gara bellissima ma bens\u00ec un ternano, Umberto Berti, che a vi partecip\u00f2 per ben undici volte! Umberto Berti nasce a Terni nel 1893 per poi trasferirsi a Citt\u00e0 di Castello dove nel tempo si fa conoscere anche come titolare di una rivendita Moto Guzzi, concessionaria che trova sede all\u2019interno dell\u2019Auto-Garage Tiferno. Non si pu\u00f2 certo dire che la passione per le competizioni automobilistiche lo coinvolse in tenera et\u00e0 dato che, vi si avvicina soltanto nel 1928 partecipando al Circuito Marchigiano al termine del quale si classifica quarto. Nello stesso anno per\u00f2, Berti prende parte anche alla seconda edizione della Mille Miglia in coppia con un altro ternano, Antonio Tomassini, personaggio che ebbe anche gran rilievo nella vita di Mario Umberto Borzacchini. In quella prima occasione, la coppia Tomassini-Berti part\u00ec da Brescia con una OM tipo 665 con il numero di gara 43 dipinto in bianco sul cofano, per poi farvi ritorno concludendo in ventiquattresima posizione, sesta di categoria. In una gara vinta dall\u2019equipaggio Campari-Ramponi su Alfa Romeo 6C 1500 Sport Spider Zagato alla media di 84,100 km\/h, i due ternani impiegarono 22h31\u201936\u201d per compiere l\u2019intero tragitto. A causa di problemi familiari, Umberto Berti salta l\u2019edizione del 1929 ma a partire dalla successiva, e per ben otto anni consecutivi, vi prende parte alternando al suo fianco coequipier del calibro di Giovan Battista Santinelli, Gennaro Auricchio e Bindocci ma sempre e soltanto alla guida di Alfa Romeo. Si inizia con una 6C 1750 GS per passare poi alla 8C 2300, alla 8C 2300 Monza e ritornare alla 1750GS nel 1937. Arrivano anche dei buoni risultati come il 7\u00b0 posto assoluto nel \u201932, anno in cui trionf\u00f2 Borzacchini che, con una gran rimonta a suon di record sulla tratta Roma-Brescia, precedette gli equipaggi Trossi-Brivio e Scarfioti-D\u2019Ippolito, e un 6\u00b0, 8\u00b0 e 13\u00b0 rispettivamente nel 1933,\u201934 e \u201935. Inevitabilmente il periodo bellico determin\u00f2 una pausa nelle attivit\u00e0 sportive e cosi Berti torn\u00f2 a competere soltanto nel 1948 e sul traguardo di quella gara, in coppia con Aldo Tarigi ed alla guida di una Stanguellini S1100 Spider, costruita ex novo per ospitare il motore FIAT 1100 con la prima testa bialbero che comport\u00f2 anche complessi interventi al monoblocco di serie, con il tempo di 16h57\u201910\u201d si classific\u00f2 4\u00b0 nell\u2019assoluta. A termine di quella edizione dominata da Bracco-Rolfo su Ferrari 250 Berlinetta, motore dodici cilindri di 3000cc e 230 CV, Berti raccolse il suo risultato migliore nelle undici presenze collezionate alla Mille Miglia perch\u00e9 in seguito, nel 1949, in coppia con D\u2019Addato ed al volante di una Lancia Aurelia, dovette ritirarsi e nel 1952 su Ferrari 166 Inter. concluse 170\u00b0 ma i partecipanti erano gi\u00e0 pi\u00f9 di seicento \u2026 La carriera sportiva di Umberto Berti si conclude con la partecipazione ai due Giri Automobilistici del\u2019Umbria del \u201952 e \u201953. Umberto Berti morir\u00e0 nel 1974 dopo essere tornato pienamente ad occuparsi delle sue attivit\u00e0 commerciali. La bella favola della Mille Miglia si conclude in pratica nel 1957 quando, per colpa dell\u2019incidente causato dello scoppio di un pneumatico nei pressi di Guidizzolo sulla strada Goitrese, persero la vita Alfonso de Portago, pilota spagnolo, il suo navigatore Edmund Gurner e nove spettatori dei quali cinque erano bambini. Un incidente terribile che diede vita anche un lungo processo ad Enzo Ferrari in qualit\u00e0 di costruttore dell\u2019autovettura coinvolta nell\u2019incidente, processo dal quale usc\u00ec poi assolto. Tra l\u2019altro, quello del \u201957 non fu il primo incidente grave che si registrava nella storia della Mille Miglia: gi\u00e0 nel 1938 per esempio, sulla circonvallazione di Bologna, la Lancia Aprilia di Bruzzo-Mignanego sband\u00f2 travolgendo una scolaresca causando dieci morti tra gli spettatori, tra i quali sette bambini, e 23 feriti gravi. Le autorit\u00e0 competenti iniziarono a negare le varie autorizzazioni necessarie per organizzare queste gare su strada per il timore che si potessero ripetere fatti del genere. Era senza dubbio difficilissimo garantire degli standard di sicurezza adeguati lungo i 1600 km di strada sia per i piloti che per gli spettatori, si guidava anche di notte a velocit\u00e0 folli e, non per ultimo, quella tragedia aveva lasciato un segno indelebile nell\u2019opinione pubblica. L\u2019era di una tra corse automobilistiche pi\u00f9 belle al mondo, che tra l\u2019altro sino all\u2019edizione del 1952 vedeva le vetture transitare anche da Terni, vinta da Campioni leggendari come Giuseppe Campari, Tazio Nuvolari, Mario Umberto Borzacchini passando per Varzi, Biondetti, Villoresi, Ascari e tantissimi altri, era definitivamente terminata non prima per\u00f2 di aver consegnato alla storia ed alla fama, automobili GT (Gran Turismo) costruite da marchi come Alfa Romeo, undici successi, Ferrari, otto, e Lancia. Gli organizzatori, nonostante insistessero nel chiedere una Mille Miglia di velocit\u00e0, si videro costretti a trasformarla in gara di regolarit\u00e0 e cosi le edizioni disputate nel 1958, 1959 e 1961, pur conservando il nome e approssimativamente la medesima distanza da percorrere, si presentavano completamente differenti da quelle che l\u2019avevano precedute ed anche la qualit\u00e0 delle vetture partecipanti fu modesta. Un epilogo senz\u2019altro triste. La Mille Miglia \u00e8 stata qualcosa di differente, addirittura fonte di ispirazione per registi come Mario Baffico e Federico Fellini che le hanno dedicato capolavori del calibro di La danza delle lancette del 1936 e Amarcord del 1973, o come nel caso di Claudio Uberti per il suo Rosso Mille Miglia del 2015. Centinaia sono stati i libri scritti per raccontare Lei ed i piloti che vi corsero e trionfarono e, non per ultimo, anche qualche canzone: non ditemi che nessuno di voi non si \u00e8 mai perso sulle note di Mille Miglia di Lucio Dalla.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>di Roberto Pagnanini<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<div style=\"text-align:center\" class=\"wp-block-algori-social-share-buttons-block-algori-social-share-buttons\"><button class=\"bttn-minimal bttn-md bttn-primary algori-social-share-buttons-settings algori-social-share-buttons-facebook\" onclick=\"window.open('https:\/\/www.facebook.com\/sharer.php?u=https:\/\/dajemo.com\/?p=3057', '_blank')\"><i class=\"fab fa-facebook-f\"><\/i>\u00a0 \u00a0Facebook<\/button><button class=\"bttn-minimal bttn-md bttn-primary algori-social-share-buttons-settings algori-social-share-buttons-twitter\" onclick=\"window.open('https:\/\/twitter.com\/intent\/tweet?url=https:\/\/dajemo.com\/?p=3057', '_blank')\"><i class=\"fab fa-twitter\"><\/i>\u00a0 \u00a0Twitter<\/button><button class=\"bttn-minimal bttn-md bttn-primary algori-social-share-buttons-settings algori-social-share-buttons-whatsapp\" onclick=\"window.open('https:\/\/web.whatsapp.com\/send?text=https:\/\/dajemo.com\/?p=3057', '_blank')\"><i class=\"fab fa-whatsapp\"><\/i>\u00a0 \u00a0WhatsApp<\/button><button class=\"bttn-minimal bttn-md bttn-primary algori-social-share-buttons-settings algori-social-share-buttons-telegram\" onclick=\"window.open('https:\/\/t.me\/share\/url?url=https:\/\/dajemo.com\/?p=3057', '_blank')\"><i class=\"fab fa-telegram\"><\/i>\u00a0 \u00a0Telegram<\/button><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La Mille Miglia, pi\u00f9 una favola che una corsa, pi\u00f9 un sogno che una gara. 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