{"id":3061,"date":"2022-03-24T10:08:02","date_gmt":"2022-03-24T10:08:02","guid":{"rendered":"https:\/\/dajemo.com\/?p=3061"},"modified":"2022-03-24T10:08:03","modified_gmt":"2022-03-24T10:08:03","slug":"quando-i-sogni-diventano-realta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/dajemo.com\/?p=3061","title":{"rendered":"Quando i sogni diventano realt\u00e0"},"content":{"rendered":"\n<div class=\"wp-block-image is-style-rounded\"><figure class=\"alignleft size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"300\" height=\"300\" src=\"https:\/\/dajemo.com\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/13901374_1130445306998489_4038147585522204669_n_1.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-3060\" title=\"\" srcset=\"https:\/\/dajemo.com\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/13901374_1130445306998489_4038147585522204669_n_1.jpg 300w, https:\/\/dajemo.com\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/13901374_1130445306998489_4038147585522204669_n_1-150x150.jpg 150w, https:\/\/dajemo.com\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/13901374_1130445306998489_4038147585522204669_n_1-80x80.jpg 80w, https:\/\/dajemo.com\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/13901374_1130445306998489_4038147585522204669_n_1-100x100.jpg 100w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p style=\"font-size:18px\">\u201cE conserva i tuoi sogni &#8211; disse Miquel &#8211; Non puoi sapere quando ne avrai bisogno\u201d. \u00a0<br>Se a qualcuno di voi \u00e8 capitato di leggere L\u2019ombra del vento, romanzo ambientato nella Barcellona degli anni \u201950 scritto da Carlos Ruiz Zaf\u00f3n nel 2001, si sar\u00e0 certamente imbattuto in questa frase che, personalmente, condivido pienamente. Credo altres\u00ec lecito che vi domandiate cosa c\u2019entrino i sogni con una rubrica all\u2019interno della quale, normalmente, scriviamo di motori e di ternanit\u00e0 ma, per quello che mi riguarda, i sogni c\u2019entrano eccome! E gi\u00e0 perch\u00e9 come tutti voi anche io da ragazzo ne avevo di miei, e continuo ad avere anche a oggi, \u00a0ed esattamente come tutti voi, anche io avrei dato tutto me stesso affinch\u00e9 si fossero realizzati. Io non ho un pap\u00e0, uno zio, un cugino pi\u00f9 grande o chiss\u00e0 chi che all\u2019interno della mia famiglia fu pilota oppure meccanico o che avesse avuto a che fare con le moto ed i motori ma, ho avuto un nonno (Pietro) che si, fu presidente del Moto Club Terni negli anni \u201950. Quelli erano gli anni di Libbero, dei sogni e delle speranze di una citt\u00e0, delle cambiali firmate per compragli una vera moto da corsa e sicuramente la passione che metteva nei suoi racconti, insieme a quella di tutta la mia famiglia, mamma compresa, per lo sport in generale e per il motociclismo in particolare, devono aver fatto il resto. Conservo ancora tutti i miei diari di scuola, non per mania ma perch\u00e9 l\u00ec dentro, su ogni loro pagina, c\u2019\u00e8 ancora tutta indelebile e visibile la voglia che avevo di diventare presto grande. La presunzione, e di certo l\u2019ingenuit\u00e0, faceva credere a tutti noi che per esserlo diventati era sufficiente lasciare a casa la cartella ed andare a scuola con i libri sotto al braccio legati con un elastico. Era normale perch\u00e9 quello lo facevano i grandi. E cosi, legati con un elastico, libri e quaderni ti facevano sentire pi\u00f9 grande. Poi c\u2019era l\u2019ET3, i Levi\u2019s 501, i camperos da tagliargli il tacco e da infilare sotto i jeans che non c\u2019entravano. C\u2019era quel piumino o quell\u2019eskimo che ti faceva stare da una parte o dall\u2019altra del muretto e ne mancava ancora di tempo per capire che, nella vita, \u00e8 meglio costruire dei ponti piuttosto che dei muri. Tutte cose che per\u00f2 ti facevano sentire pi\u00f9 grande. E poi c\u2019era lui, il diario, dove le frasi copiate da qualche libro, o da qualche muro, quella voglia di crescere la raccontavano con modelli da imitare, spesso da sognare, sempre da capire perch\u00e9, a quell\u2019et\u00e0, cerchi forse pi\u00f9 una vita da interpretare piuttosto che vivere la tua. E sul mio diario ce n\u2019erano tante di frasi e di foto. Io sono nato nel \u201964 e a partire dal momento nel quale la memoria mi permette di accedere ai ricordi, mi rivedo davanti alla TV a guardare indistintamente corse di auto e di moto rigorosamente in bianco e nero ed a viaggiare con i miei genitori in giro per l\u2019Italia per assistere a quelle gare al di l\u00e0 delle reti dei pi\u00f9 bei circuiti nazionali. Cosa non avrei fatto per oltrepassare quelle reti \u2026 E gi\u00e0 che c\u2019ero, anche io avevo il mio sogno: \u00a0diventare un pilota. Ma ben presto mi sono reso conto che non bastava avere la tessera di un moto club, la prima me la fecero a tredici anni, o comprare Motosprint tutte le settimane per diventarlo. Un pilota \u00e8 un\u2019altra cosa ed esserlo \u00e8 un privilegio riservato a pochi, immaginatevi poi diventare un Campione. Come se non bastasse poi, \u00e8 indubbio e risaputo che la vita \u00e8 strana ed a volte sembra prendersi gioco di te o, bene che vada, diciamo che non perde mai l\u2019occasione per metterti davanti a tuoi sogni. Era il 1984 ed io insieme a tutti i miei compagni del V superiore (ITIS), tra un ventaglio di opzioni scegliemmo come meta della gita scolastica di fine anno di andare a Barcellona. Nelle nostre menti ci attendeva una settimana di spensieratezza dove gli elementi culturali alla base della stessa gita, avrebbero ben presto fatto largo a divertimenti ed emozioni varie. La mia passione per moto e motori era al culmine e non ho vergogna a dichiarare che molte volte i sogni, intesi come quelli notturni, avevano come protagonisti Barry Sheene alle prese con Kenny Roberts nell\u2019affrontare l\u2019ultima chicane di Assen, piuttosto che Marco Lucky Lucchinelli o Franco Uncini nelle vesti di Campioni del mondo della 500 saltare sui binari che attraversavano il centro della citt\u00e0 di Imatra dove si correva il Gran Premio di Finlandia e dove le balle di paglia erano messe a protezione delle sbarre del passaggio a livello. Ma tornando alla gita in terra spagnola, come non ricordarsi della Derbi che in quegli anni, ma gi\u00e0 a partire dalla fine del \u201960, spadroneggiava nelle piccole cilindrate con un pilota del calibro di Angel Nieto, e lo avrebbe fatto in seguito anche con Martinez, Herreros e molti altri ancora. Saliti sul pullman parcheggiato dinnanzi al nostro hotel di fronte alla Estaci\u00f2n de Francia con destino la fabbrica della Pioneer, la cui sede era nel poligono industriale di Martorelles, iniziammo questo breve trasferimento per giungere ben presto poco fuori dalla capitale catalana. Arrivato alla periferia di Mollet il pullman attravers\u00f2 un cavalcavia e, giusto il tempo di guardare in avanti, fu un tutt\u2019uno ritrovarmi dinnanzi allo stabilimento della Derbi. In alto, sull\u2019ingresso, campeggiava un alloro enorme che cingeva il nome ed un grande 1. La sorpresa e lo stupore di ritrovarmi l\u00ec ed il pensare \u201cChe sogno sarebbe un giorno poter lavorare qui dentro nel loro reparto corse, conoscere tutti i loro piloti, viaggiare per il mondo. Sarei disposto anche a lavare i cerchi e rimboccare la benzina!\u201d , fu un \u00a0tutt\u2019uno. Non ho mai pi\u00f9 dimenticato quel momento e mai dimenticher\u00f2 quello che provai, esattamente quindici anni dopo, nell\u2019entrare in quello che sarebbe stato in nuovo reparto corse della Derbi, sempre l\u00ec, sempre a Martorelles, sempre dentro quello stabilimento. Era il 1999 e gi\u00e0 da qualche anno quella mia passione si era a poco a poco trasformata da gioco in lavoro. Agli inizi degli anni \u201990, insieme ad alcuni amici dei quali nonostante gli anni trascorsi sono ancora oggetto di giuste recriminazioni per averli trascinati nell\u2019avventura, avevamo appunto giocato alle corse allestendo una piccola squadra, l\u2019Interamna Racing Team, con la quale partecipammo prima al Campionato Italiano della Sport Production e poi a quello GP con Simone Cerasani ma parlando di cose serie, e ringraziando Giampiero Sacchi che mi volle nel suo gruppo gi\u00e0 dalla fine del \u201995, a partire da quello \u00a0successivo \u00a0inizi\u00f2 la mia avventura mondiale. Subito con Valentino Rossi nella Scuderia AGV, poi arriv\u00f2 il mondiale vinto nel 1997 e poi, con una squadra in cui molti di noi erano ternani e sempre con Sacchi al comando, giusto alla fine del \u201998 venimmo chiamati per far rinascere il reparto corse delle Bolas rojas e firmare cosi il loro alle competizioni mondiali. La Derbi Racing, trasformata poi con l\u2019arrivo del Gruppo Piaggio in DRD Derbi Racing Development, era nata e per me quello che molti anni prima era stato un sogno si era trasformato in realt\u00e0! Quel cancello si era aperto ed io ero entrato li dentro, in quella fabbrica, passando sotto quell\u2019 1 enorme che mi aveva rubato il sonno. Barcellona divenne un po\u2019 la mia seconda casa e tanti ragazzi che vi vivevano divennero miei amici. Di quegli anni in Derbi, sportivamente parlando resta molto. Dallo stesso reparto corse nacque la gemella Gilera 125GP con la quale Manuel Poggiali conquist\u00f2 il mondiale nel 2001, arrivando poi \u00a0secondo nel 2002, mentre Youichi Ui, in sella alla Derbi, secondo lo era stato nel 2000 e nel 2001. Poi arriv\u00f2 la Piaggio e con lei l\u2019Aprilia, arriv\u00f2 la 250, arriv\u00f2 Marco ed il mondiale del 2008 e tanti altri titoli iridati sia nella quarto che nella ottavo di litro e sia piloti che marche e poi, arriv\u00f2 la SBK con \u00a0la RSV4 e l\u2019avventura tra le derivate di serie. E\u2019 vero, non sono diventato un pilota, le cose sono andate diversamente e le paure, i riti fatti dei soliti gesti nell\u2019indossare la tuta, i guanti, il casco, il modo di guardare la moto con un rispetto che rasenta l\u2019amore, sono rimasti un privilegio riservato ai piloti veri. Ho fatto per\u00f2 mie le gioie per le vittorie, cosi come le amarezze per le sconfitte, che mi hanno regalato Campioni come Vale, Poggiali, Ui, Alzamora, Lorenzo, Locatelli, Simoncelli, Biaggi e tantissimi altri con i quali ho avuto la fortuna ed il piacere di lavorare, ringraziandoli sempre per avere avuto la fortuna di poter condividere quelle emozioni. Pu\u00f2 sembrare strano ma anche al di qua del muretto il cuore batte forte e, se cosi non fosse tutto questo, insieme a tanti sacrifici, non avrebbe avuto senso. Conoscerli, guardarli da un po\u2019 pi\u00f9 da vicino rispetto a tanti altri ragazzi che forse avevano i miei stessi sogni, ha avuto e continua ad avere per me \u00a0un valore enorme. So di essere stato fortunato perch\u00e9 il mio, di sogno, si \u00e8 avverato oltre che essersi trasformato nel mio lavoro, nella mia professione e come disse qualcuno \u201cFai quello che ami e non lavorerai un solo giorno nella vita!\u201d \u00a0<br>Che dire, Miguel aveva ragione: \u201cConserva i tuoi sogni, perch\u00e9 non puoi sapere quando ne avrai bisogno\u201d \u2026 Io ne ho ancora un cassetto pieno!<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>di Roberto Pagnanini<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<div style=\"text-align:center\" class=\"wp-block-algori-social-share-buttons-block-algori-social-share-buttons\"><button class=\"bttn-minimal bttn-md bttn-primary algori-social-share-buttons-settings algori-social-share-buttons-facebook\" onclick=\"window.open('https:\/\/www.facebook.com\/sharer.php?u=https:\/\/dajemo.com\/?p=3061', '_blank')\"><i class=\"fab fa-facebook-f\"><\/i>\u00a0 \u00a0Facebook<\/button><button class=\"bttn-minimal bttn-md bttn-primary algori-social-share-buttons-settings algori-social-share-buttons-twitter\" onclick=\"window.open('https:\/\/twitter.com\/intent\/tweet?url=https:\/\/dajemo.com\/?p=3061', '_blank')\"><i class=\"fab fa-twitter\"><\/i>\u00a0 \u00a0Twitter<\/button><button class=\"bttn-minimal bttn-md bttn-primary algori-social-share-buttons-settings algori-social-share-buttons-whatsapp\" onclick=\"window.open('https:\/\/web.whatsapp.com\/send?text=https:\/\/dajemo.com\/?p=3061', '_blank')\"><i class=\"fab fa-whatsapp\"><\/i>\u00a0 \u00a0WhatsApp<\/button><button class=\"bttn-minimal bttn-md bttn-primary algori-social-share-buttons-settings algori-social-share-buttons-telegram\" onclick=\"window.open('https:\/\/t.me\/share\/url?url=https:\/\/dajemo.com\/?p=3061', '_blank')\"><i class=\"fab fa-telegram\"><\/i>\u00a0 \u00a0Telegram<\/button><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cE conserva i tuoi sogni &#8211; disse Miquel &#8211; Non puoi sapere quando ne avrai bisogno\u201d. \u00a0Se a qualcuno di voi \u00e8 capitato di leggere L\u2019ombra del vento, romanzo ambientato nella Barcellona degli anni&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":3060,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_eb_attr":"","pgc_sgb_lightbox_settings":"","footnotes":""},"categories":[63],"tags":[],"class_list":["post-3061","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-blog"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/dajemo.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3061","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/dajemo.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/dajemo.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/dajemo.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/dajemo.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=3061"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/dajemo.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3061\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3062,"href":"https:\/\/dajemo.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3061\/revisions\/3062"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/dajemo.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/3060"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/dajemo.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=3061"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/dajemo.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=3061"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/dajemo.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=3061"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}