{"id":3076,"date":"2022-03-25T10:33:07","date_gmt":"2022-03-25T10:33:07","guid":{"rendered":"https:\/\/dajemo.com\/?p=3076"},"modified":"2022-04-05T16:34:00","modified_gmt":"2022-04-05T16:34:00","slug":"renzo-rossi-una-vita-al-di-qua-e-al-di-la-del-muretto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/dajemo.com\/?p=3076","title":{"rendered":"Renzo Rossi: una vita al di qua e al di l\u00e0 del muretto"},"content":{"rendered":"\n<div class=\"wp-block-image is-style-rounded\"><figure class=\"alignleft size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"300\" height=\"300\" src=\"https:\/\/dajemo.com\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/Renzo-Rossi-al-centro-senza-casco-in-compagnia-di-John-Hartle-e-Geoffrey-Duke-in-occasione-della-giornata-di-prove-con-la-Gilera-Quattro-cilindri-500cc-a-Monza-1963.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-3075\" title=\"\" srcset=\"https:\/\/dajemo.com\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/Renzo-Rossi-al-centro-senza-casco-in-compagnia-di-John-Hartle-e-Geoffrey-Duke-in-occasione-della-giornata-di-prove-con-la-Gilera-Quattro-cilindri-500cc-a-Monza-1963.jpg 300w, https:\/\/dajemo.com\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/Renzo-Rossi-al-centro-senza-casco-in-compagnia-di-John-Hartle-e-Geoffrey-Duke-in-occasione-della-giornata-di-prove-con-la-Gilera-Quattro-cilindri-500cc-a-Monza-1963-150x150.jpg 150w, https:\/\/dajemo.com\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/Renzo-Rossi-al-centro-senza-casco-in-compagnia-di-John-Hartle-e-Geoffrey-Duke-in-occasione-della-giornata-di-prove-con-la-Gilera-Quattro-cilindri-500cc-a-Monza-1963-80x80.jpg 80w, https:\/\/dajemo.com\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/Renzo-Rossi-al-centro-senza-casco-in-compagnia-di-John-Hartle-e-Geoffrey-Duke-in-occasione-della-giornata-di-prove-con-la-Gilera-Quattro-cilindri-500cc-a-Monza-1963-100x100.jpg 100w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-justify\" style=\"font-size:18px\">Giusto sullo scorso numero di&nbsp;<em>Daje mo\u2019<\/em>, abbiamo ricordato un personaggio che, anche se di Terni non era, con Terni aveva avuto molto a che fare: Pirro Loreti. Lo abbiamo ricordato perch\u00e9 Pirro era stato il meccanico di&nbsp;<em>Libbero<\/em>&nbsp;e per tutto quello che esserlo stato aveva comportato, compreso il condividere il giorno funesto della sua dipartita. Ma quel giorno di Carnevale, quel 5 marzo del \u201962, per quella girata in moto che doveva essere un allenamento in vista della stagione del rientro ufficiale, insieme a<em>&nbsp;Libbero<\/em>&nbsp;doveva esserci anche un altro pilota. Era di luned\u00ec ed insieme avevano deciso di uscire per un allenamento in moto, una&nbsp;<em>girata&nbsp;<\/em>appunto, ma il destino, discreto come sempre, fece la sua apparizione: piove, si ritarda, per di pi\u00f9 il magnete della Gilera di Liberati fa le bizze e l\u2019appuntamento viene rimandato. Renzo Rossi, giovane ed emergente pilota ternano del tempo, decide di non andare e Liberati, dopo che Pirro riesce a sistemare il guasto, parte da solo per quello che fu il suo ultimo viaggio. Un aneddoto che valeva la pena di raccontare ma non certamente per raccontare Renzo Rossi che fu molto pi\u00f9 di questo. Le strade di Renzo e Libero si erano gi\u00e0 incrociate e non poteva che essere cosi in una Terni&nbsp; illuminata dalla gesta del&nbsp;<em>Ternano volante.&nbsp;<\/em>Inoltre<em>,&nbsp;<\/em>se la tua passione era quella di correre in moto, prima o poi&nbsp;<em>Libbero<\/em>&nbsp;lo dovevi incontrare. Ma se possibile, quelle strade erano destinate ad incrociarsi di nuovo ed in maniera ancora pi\u00f9 significativa dopo l\u2019incontro che Liberati ebbe ad Arcore con i vertici della Gilera. Era l\u2019inizio del \u201962 e quel viaggio aveva lasciato nel cuore del nostro Campione tanta gioia e speranza dopo anni bui e tristi. Fu quella gioia che insieme al suo fido meccanico Loreti, estern\u00f2 all\u2019amico di sempre Remo Venturi (Campione spoletino del quale racconteremo le gesta in un altro articolo), per aver definito tutti i particolari con la Gilera tanto che, per lui era pronta una 500cc Quattro cilindri con la quale rientrare seriamente nel motociclismo che contava. Conseguenza di tale circostanza, fu quella di potersi sbilanciarsi con Renzo Rossi promettendo di dargli la sua Saturno per l\u2019inizio del campionato. Ma non solo perch\u00e9 se si fosse allenato costantemente, ed i risultati fossero venuti, c\u2019era anche l\u2019ulteriore impegno da parte di Libero affinch\u00e9 pi\u00f9 avanti, nel corso della stessa stagione, a Rossi fosse permesso di utilizzare una 350cc, anche questa quattro cilindri, per correre ad Imola. Renzo Rossi, pilota di un certo rilievo nel panorama ternano e di indiscusso talento,&nbsp; si affaccia sul palcoscenico sportivo in quel periodo che va dal 1954 al 1962. Un periodo che coincide con quello che per Liberati era stato prima il momento della gloria e poi la parentesi buia del dopo titolo mondiale del \u201957. Una parentesi che il Campione ternano visse con orgoglio e fedelt\u00e0 tanto che, nonostante il ritiro della Gilera e di tutte le Case italiane che decisero di non partecipare pi\u00f9 in maniera ufficiale alle competizioni lo avesse lasciato a piedi, rifiut\u00f2 delle offerte per cambiare marca. Classe 1933, Renzo nasce a San Gemini e colleziona tantissime partenze in gare sia in circuito che in salita ed \u00e8 soprattutto in questa specialit\u00e0 che coglie i maggiori successi conquistando numerose vittorie. Non si possono per\u00f2 dimenticare il terzo posto assoluto nel Campionato Italiano Seniores classe 500cc del 1962, primo dei monocilindrici, e il quinto assoluto l\u2019anno seguente sempre in sella alla Gilera Saturno. Dopo la morte di Liberati, la casa di Arcore ebbe una certa attenzione nei suoi confronti e sempre nello stesso anno Rossi partecipa al Gran Premio delle Nazioni di Monza utilizzando una Saturno in versione&nbsp;<em>special<\/em>. Una sorta di prototipo, un allestimento particolare che vedeva montati su un telaio&nbsp;<em>Piuma,&nbsp;<\/em>sospensioni e freni della Quattro cilindri. C\u2019\u00e8 da dire che dopo il ritiro della Gilera, alcuni piloti, tra i quali lo stesso Liberati, Milani e Campanelli, avevano realizzato delle versioni particolari utilizzando come base questa moto, delle special appunto che rimasero competitive sino agli anni \u201970. Ma tornando alla gara di Monza che fu letteralmente dominata dalle MV Agusta di&nbsp;<a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Mike_Hailwood\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Mike Hailwood<\/a>&nbsp;e Remo Venturi, Renzo riusc\u00ec a concludere dodicesimo. Nel frattempo per\u00f2, Rossi continua a gareggiare anche con la Bianchi e l\u2019anno seguente, sempre a Monza e sempre in occasione del Gran Premio delle Nazioni, si iscrive alle classi 350cc e 500cc. Durante la gara della mezzo litro la sua moto rompe il motore ma rimane comunque la possibilit\u00e0 di ben figurare nella corsa delle&nbsp;<em>tre e mezzo<\/em>&nbsp;dove in prova aveva fatto realizzare il quinto tempo. Mentre si accinge a prendere posto sulla griglia di partenza per\u00f2, gli viene comunicato che la bicilindrica del suo compagno di squadra Venturi ha dei problemi. Lui, senza pensarci un attimo, gli cede la sua rinunciando a correre ma guadagnandosi all\u2019istante i complimenti del conte Agusta, testimone dell\u2019accaduto. Per la cronaca Remo Venturi, terzo al traguardo, venne comunque squalificato per aver appunto corso con la moto punzonata da un altro pilota. Nel frattempo ad Arcore, i responsabili della Gilera lo tentano convocandolo sempre sul tracciato lombardo nell\u2019ottobre del 1963 e, con la supervisione di Geoffrey Duke che nel frattempo era passato dall\u2019altra parte del muretto gestendo la&nbsp;<em>Scuderia Duke,&nbsp;<\/em>gli fanno provare la Quattro cilindri insieme a Franco Mancini, Gilberto Milani, Derek Minter e John Hartle. Questa situazione genera all\u2019istante la gelosia e la preoccupazione della Bianchi che intravedeva in Rossi un pilota dalle buone potenzialit\u00e0. Un giudizio tra l\u2019altro del tutto condiviso ed avallato da Remo Venturi, ugualmente convinto delle sue capacit\u00e0. L\u2019interessamento del pilota spoletino fu determinante e cosi, in occasione della Fiera di Milano, a Rossi viene proposto un contratto con la Casa dei&nbsp;<em>Due anelli&nbsp;<\/em>&nbsp;per disputare, nel 1964, il Campionato Italiano con le moto ufficiali. Una grande occasione ed un contratto che Renzo firma ed onora fino a quando, in un incidente in cui incorre a Vallelunga, dove si disputava la gara internazionale del Gran Premio di Roma, si procura la frattura del femore sinistro che lo costringe all\u2019abbandono della attivit\u00e0 agonistica. Un evento triste ed inatteso che per\u00f2 non gli impedir\u00e0 in futuro di seguire in prima persona, questa volta in veste di direttore sportivo, differenti iniziative nate per aiutare quei piloti, ternani e non, che si affacciavano al mondo delle competizioni. Una carriera che nella met\u00e0 degli anni \u201970 porta Renzo Rossi a ricoprire lo stesso incarico per conto della Morbidelli e questo gli permetter\u00e0 di essere testimone e protagonista dei campionati mondiali vinti da Paolo Pileri, Pierpaolo Bianchi e Mario Lega. Renzo Rossi muore a Terni il 9 marzo del 2010 all\u2019et\u00e0 di 77 anni. Il mio ricordo di Renzo lo porto ben custodito dentro di me; una brava persona, un amico, anche se la differenza di et\u00e0 era tanta, una persona disponibile e attenta con la quale passavi le ore senza stancarti e che, insieme a Remo Venturi, ti permetteva di fare tue quelle storie, quegli aneddoti e quei particolari che erano stati del mondo delle corse degli anni \u201950 e \u201960. Momenti bellissimi che mi hanno fatto innamorare di questo sport molto pi\u00f9 di quanto gi\u00e0 non lo fossi.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>di Roberto Pagnanini<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<div style=\"text-align:center\" class=\"wp-block-algori-social-share-buttons-block-algori-social-share-buttons\"><button class=\"bttn-minimal bttn-md bttn-primary algori-social-share-buttons-settings algori-social-share-buttons-facebook\" onclick=\"window.open('https:\/\/www.facebook.com\/sharer.php?u=https:\/\/dajemo.com\/?p=3076', '_blank')\"><i class=\"fab fa-facebook-f\"><\/i>\u00a0 \u00a0Facebook<\/button><button class=\"bttn-minimal bttn-md bttn-primary algori-social-share-buttons-settings algori-social-share-buttons-twitter\" onclick=\"window.open('https:\/\/twitter.com\/intent\/tweet?url=https:\/\/dajemo.com\/?p=3076', '_blank')\"><i class=\"fab fa-twitter\"><\/i>\u00a0 \u00a0Twitter<\/button><button class=\"bttn-minimal bttn-md bttn-primary algori-social-share-buttons-settings algori-social-share-buttons-whatsapp\" onclick=\"window.open('https:\/\/web.whatsapp.com\/send?text=https:\/\/dajemo.com\/?p=3076', '_blank')\"><i class=\"fab fa-whatsapp\"><\/i>\u00a0 \u00a0WhatsApp<\/button><button class=\"bttn-minimal bttn-md bttn-primary algori-social-share-buttons-settings algori-social-share-buttons-telegram\" onclick=\"window.open('https:\/\/t.me\/share\/url?url=https:\/\/dajemo.com\/?p=3076', '_blank')\"><i class=\"fab fa-telegram\"><\/i>\u00a0 \u00a0Telegram<\/button><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Giusto sullo scorso numero di&nbsp;Daje mo\u2019, abbiamo ricordato un personaggio che, anche se di Terni non era, con Terni aveva avuto molto a che fare: Pirro Loreti. 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