{"id":3169,"date":"2022-04-05T10:54:17","date_gmt":"2022-04-05T10:54:17","guid":{"rendered":"https:\/\/dajemo.com\/?p=3169"},"modified":"2022-04-05T16:35:39","modified_gmt":"2022-04-05T16:35:39","slug":"mario-umberto-baconin-borzacchini-le-gesta-2-parte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/dajemo.com\/?p=3169","title":{"rendered":"Mario Umberto Baconin Borzacchini: le gesta \u2013 2\u00b0 parte"},"content":{"rendered":"\n<div class=\"wp-block-image is-style-rounded\"><figure class=\"alignleft size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"300\" height=\"300\" src=\"https:\/\/dajemo.com\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/2_uscita_1930monza_principessa-maria-jose.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-3171\" title=\"\" srcset=\"https:\/\/dajemo.com\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/2_uscita_1930monza_principessa-maria-jose.jpg 300w, https:\/\/dajemo.com\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/2_uscita_1930monza_principessa-maria-jose-150x150.jpg 150w, https:\/\/dajemo.com\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/2_uscita_1930monza_principessa-maria-jose-80x80.jpg 80w, https:\/\/dajemo.com\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/2_uscita_1930monza_principessa-maria-jose-100x100.jpg 100w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-justify\" style=\"font-size:18px\">Il 29 ottobre 1922, giorno successivo alla Marcia su Roma, come prima cosa si pens\u00f2 bene di iniziare a numerare gli anni partendo dal I\u00b0 dell\u2019era fascista che iniziava dunque quel giorno e si sarebbe concluso il 28 ottobre 1923 per poi, nell\u2019intenzione di chi lo aveva immaginata, prolungarsi all\u2019infinito. Addirittura, a partire dal 1927, venne introdotto l\u2019obbligo di aggiungere, in numero romano, l&#8217;anno dell&#8217;era fascista accanto a quello dell&#8217;era cristiana. Non erano certamente ne tempi semplici ne tempi tranquilli ed in questa sorta di atmosfera modificata le gesta di Campari, Brilli Peri, Materassi, Ascari o Masetti, diventano gli argomenti con i quali far trascorrere il tempo in tranquillit\u00e0; una sorta di panacea per la tensione che appunto gi\u00e0 si respira nell\u2019aria. Siamo nel 1923, Sua Eccellenza Benito Mussolini \u00e8 Capo del Governo. La passione di Borzacchini \u00e8 cosa ben diversa dal solo averla messa in mostra dinnanzi ai suoi concittadini e cosi, grazie all\u2019industriale Giovanni Buitoni e ad un gruppo di sportivi perugini che organizzano una gara in salita, per lui si presenta l\u2019occasione per cimentarsi nella sua prima corsa in auto. Si parte da Ponte Felcino e si arriva, dopo ventidue chilometri, sulla cima del monte Mengara lungo la strada che porta verso Gubbio. Se il buon giorno si vede dal mattino, quell\u2019alba del 13 maggio per Baconino fu un\u2019alba raggiante: prima gara, prima vittoria di categoria il tutto alla guida di una Ansaldo 4C con la &nbsp;media oraria di di 55,580 km. Bisogna per\u00f2 attendere il 1925 per registrare la prima vittoria assoluta che arriva al termine della Spoleto-Forca di Cerro e poverino il secondo classificato che arriva in cima dopo 32\u201d. Terni sembra pervasa da un entusiasmo mai provato prima tanto che con un finanziamento spontaneo al quale si sottopongono alcuni concittadini, Borzacchini pu\u00f2 acquistare una Salmson AL3 capace di raggiungere i 150 km\/h, una velocit\u00e0 importante per quei tempi e, proprio con quell\u2019auto, conquista la vittoria di categoria nella Targa Florio. I suoi successi non restano vani ed anche Alfieri Maserati si rende conto delle sue grandi potenzialit\u00e0 e cosi gli affida una tipo 26B con la quale, subito, si afferma nella Terni-Passo della Somma. Baconino \u00e8 un fiume in piena, vince, stravince, domina e diventa ben presto il baluardo che la stessa Maserati erge di fronte alle armate nemiche che in quel tempo, ed ancora oggi, al solo nominarle facevano tremare. D\u2019innanzi a lui ci sono le Alfa Romeo di Campari e Ferrari, la Talbot di Materassi, la Ballot di Brilli Peri, semplicemente l\u2019elite dell\u2019epoca! Ma la ruota sembra un po\u2019 girare dalla parte sbagliata e per lui arrivano anche stagioni buie fatte di ritiri e vittorie sfuggite all\u2019ultimo. Nel 1929 per\u00f2, nel giorno del suo trentunesimo compleanno, realizza qualcosa di incredibile per quei tempi: con i 247,933 kmh fatti registrare sul rettilineo di andata, che inglobava anche una parte del circuito di Cremona, e i 244,233 al ritorno, Borzacchini stabilisce con una media di 246,069 km\/h, migliorando il precedente record di oltre venti km\/h, il nuovo limite sui 10 km lanciati e tanto basta per farsi proclamare primatista mondiale di velocit\u00e0. Il record adesso \u00e8 suo e la Maserati V4 con il quale lo ha realizzato, entra anch\u2019essa nella storia. Centonove gare disputate in dieci anni di attivit\u00e0 delle quali trentatr\u00e9 i gran premi mondiali. Diciassette le vittorie assolute in circuito, diciannove quelle in salita, quattro quelle in linea, ventuno podi, un titolo di Campione del Mondo di velocit\u00e0 ed uno di Vice-campione d\u2019Europa. Ansaldo, Salmson, Bugatti, Maserati, Fiat, Itala, Alfa Romeo le auto che ha portato al successo. I trionfi nelle edizioni del 1926 e \u201827 nella Targa Florio, quella della Mille Miglia del 1932 dove stabilisce anche il nuovo record alla media di 109,602 km\/h cosi come la partecipazione alla 500 Miglia di Indianapolis del 1930, dove purtroppo a causa di un cavillo tecnico deve dare forfait, ne hanno costruito la fama. Quella negli states \u00e8 l\u2019ultima gara alla guida della Maserati; riprender\u00e0 quell\u2019auto soltanto per l\u2019ultimo fatale appuntamento in pista qualche anno dopo. Da l\u00ec in poi Borzacchini passer\u00e0 all\u2019Alfa Romeo, il tutto grazie anche alla intermediazione dell\u2019ingegner Jano. Mario Umberto Borzacchini, cosi nel 1930 aveva cambiato il suo nome per renderlo meno sovversivo e pi\u00f9 gradito agli occhi del regime e della monarchia, \u00e8 stato un pilota del periodo eroico dell\u2019automobilismo fatto di polvere e strade sterrate. L\u2019idea di quel cambio di nome avviene a seguito di un incontro con il Principe Mario Umberto di Savoia e la Principessa Maria Jos\u00e8 giunti a Monza per provare, con alla guida proprio lui, le nuove Alfa 175MM e Corsa. L\u2019ultima vittoria della sua fantastica carriera \u00e8 quella della Susa-Moncenisio del 1933, la stessa che lo fece arrivare all\u2019appuntamento del Gran Premio di Italia, e con la morte, come favorito. Gli epici duelli con Tazio Nuvolari, grande avversario e compagno in pista cosi fraterno amico nella vita, tanto che per tutti loro erano i fratellini, sono rimasti nella storia di uno sport fantastico come l\u2019automobilismo. Nel 1931 arrivano le Alfa ufficiali e con loro arriva anche Tazio Nuvolari. Insieme sono dappertutto, in qualsiasi gara, in coppia o su auto differenti dominano, si proteggono, si aiutano e, soprattutto, vincono. In occasione del Tourist Trophy, il Saturday Night ne canta le gesta e con l\u2019enfasi di chi era chiamato a scrivere in quell\u2019occasione giunge a noi un \u201cBorzacchini si fa luce con impeto terrificante, lanciandosi al disperato inseguimento di Black e sotto l\u2019incalzare tutto cede, avversari e ostacoli si piegano innanzi a questo italiano dal freddo ed inesauribile coraggio\u201d. Per Mario Umberto Borzacchini c\u2019\u00e8 anche un matrimonio con Ferrari quando, sulle Alfa Romeo rosso scuro dell\u2019Ingegnere, campeggiava per la prima volta il Cavallino Rampante di Francesco Baracca. Una stima, quella di Enzo Ferrari nei suoi confronti, destinata a crescere di gara in gara. Un matrimonio che per\u00f2, come spesso avviene anche nella vita di tutti i giorni, si ruppe con molte polemiche tra le parti. Erano tempi in cui le vittorie si comunicavano con poche parole mezzo telegramma che poi, per darne notizia a tutti gli appassionati ternani, veniva esposto da Pazzaglia. Le fotografie di quell\u2019epoca sono testimonianze di imprese che oggi risultano sconosciute ai pi\u00f9, ma non a noi, perch\u00e9 fanno parte della nostra cultura di ternani, del nostro DNA. Ma per una volta quelle notizie non giunsero per descrivere una delle tante vittorie di quel concittadino che, per uno strano senso del destino, cosi come in futuro lo sarebbe stato per Libero Liberati e per Paolo Pileri, vedeva legato il suo nome alla voglia di riscatto e crescita di una Terni incompiuta, ma per raccontare l\u2019inizio di un mito.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"text-align:center\" class=\"wp-block-algori-social-share-buttons-block-algori-social-share-buttons\"><button class=\"bttn-minimal bttn-md bttn-primary algori-social-share-buttons-settings algori-social-share-buttons-facebook\" onclick=\"window.open('https:\/\/www.facebook.com\/sharer.php?u=https:\/\/dajemo.com\/?p=3169', '_blank')\"><i class=\"fab fa-facebook-f\"><\/i>\u00a0 \u00a0Facebook<\/button><button class=\"bttn-minimal bttn-md bttn-primary algori-social-share-buttons-settings algori-social-share-buttons-twitter\" onclick=\"window.open('https:\/\/twitter.com\/intent\/tweet?url=https:\/\/dajemo.com\/?p=3169', '_blank')\"><i class=\"fab fa-twitter\"><\/i>\u00a0 \u00a0Twitter<\/button><button class=\"bttn-minimal bttn-md bttn-primary algori-social-share-buttons-settings algori-social-share-buttons-whatsapp\" onclick=\"window.open('https:\/\/web.whatsapp.com\/send?text=https:\/\/dajemo.com\/?p=3169', '_blank')\"><i class=\"fab fa-whatsapp\"><\/i>\u00a0 \u00a0WhatsApp<\/button><button class=\"bttn-minimal bttn-md bttn-primary algori-social-share-buttons-settings algori-social-share-buttons-telegram\" onclick=\"window.open('https:\/\/t.me\/share\/url?url=https:\/\/dajemo.com\/?p=3169', '_blank')\"><i class=\"fab fa-telegram\"><\/i>\u00a0 \u00a0Telegram<\/button><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il 29 ottobre 1922, giorno successivo alla Marcia su Roma, come prima cosa si pens\u00f2 bene di iniziare a numerare gli anni partendo dal I\u00b0 dell\u2019era fascista che iniziava dunque quel giorno e si&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_eb_attr":"","pgc_sgb_lightbox_settings":"","footnotes":""},"categories":[63],"tags":[],"class_list":["post-3169","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-blog"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/dajemo.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3169","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/dajemo.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/dajemo.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/dajemo.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/dajemo.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=3169"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/dajemo.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3169\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3196,"href":"https:\/\/dajemo.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3169\/revisions\/3196"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/dajemo.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=3169"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/dajemo.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=3169"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/dajemo.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=3169"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}