{"id":3187,"date":"2022-04-05T16:31:42","date_gmt":"2022-04-05T16:31:42","guid":{"rendered":"https:\/\/dajemo.com\/?p=3187"},"modified":"2022-04-07T09:18:40","modified_gmt":"2022-04-07T09:18:40","slug":"remo-venturi-uno-spoletino-con-terni-nel-cuore","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/dajemo.com\/?p=3187","title":{"rendered":"Remo Venturi: uno spoletino con Terni nel cuore"},"content":{"rendered":"\n<div class=\"wp-block-image is-style-rounded\"><figure class=\"alignleft size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"300\" height=\"300\" src=\"https:\/\/dajemo.com\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/MotoGuzziV7Sport1969MonzaRecord.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-3186\" title=\"\" srcset=\"https:\/\/dajemo.com\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/MotoGuzziV7Sport1969MonzaRecord.jpg 300w, https:\/\/dajemo.com\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/MotoGuzziV7Sport1969MonzaRecord-150x150.jpg 150w, https:\/\/dajemo.com\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/MotoGuzziV7Sport1969MonzaRecord-80x80.jpg 80w, https:\/\/dajemo.com\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/MotoGuzziV7Sport1969MonzaRecord-100x100.jpg 100w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-justify\" style=\"font-size:18px\">Molte volte lo abbiamo nominato e, raccontando di moto e motori a Terni, non poteva che essere cosi. Remo Venturi non \u00e8 ternano ma bens\u00ec di Spoleto, non vive e tanto meno ha mai vissuto a Terni ma il suo passato di Campione e di uomo con Terni ha avuto molto a che vedere, non fosse altro che per la grande amicizia che lo legava a due concaroli e motociclisti DOC: Libero Liberati e Renzo Rossi. Remo, persona mite, modesta e di cui la grande umanit\u00e0 traspare in ogni occasione, nasce a Spoleto il 21 aprile del 1927 e dopo un breve trascorso prima da pattinatore e poi da ciclista, nel 1950 inizia la sua carriera di pilota di moto. Gli inizi sono casuali e simili a quelli di altre mille storie: un\u2019officina gestita con il fratello, una DKV che durante la settimana serve al noleggio e che, il sabato e la domenica, si trasforma in bolide indossando cilindro, pistone, testata e carburatore della festa, tanto coraggio e un pizzico di fantasia. Un mix perfetto per affrontare di buona lena le gare di terza categoria. Un motto di dannunziana memoria recita memento audere semper e per certo, quella voglia di osare non \u00e8 mai mancata a Remo che, con grinta e cattiveria in pista, si guadagna uno sconto, concesso direttamente dal signor Morini in persona, per l\u2019acquisto di una 125cc, moto con la quale inizi\u00f2 a raccogliere qualche soddisfazione nel 1951. Il primo grande successo per\u00f2 arriva soltanto nel \u201854 quando, alla guida di una FB Mondial 175cc, vince la Milano-Taranto. Ma il sogno era il mondiale e il debutto nel Circus si materializza su quello che ancora oggi rimane una delle icone degli appassionati: il teutonico tracciato del Norburgring. Sui quasi 23 chilometri di curve da percorrere pi\u00f9 volte, Remo conclude la sua prima gara iridata in terza posizione a soltanto 1,6 secondi del vincitore Ubbiali e praticamente al fotofinish con lo svizzero Taveri, il tutto in sella ad una MV Agusta 125. Terzo lo sar\u00e0 anche a fine campionato avendo collezionato, oltre a quello tedesco, altri due podi rispettivamente in Olanda ed in Italia, terminando secondo in entrambi gli appuntamenti. Sempre nel 1954, in occasione del 6\u00b0 Circuito dell\u2019Acciaio a Terni vinto da Liberati, Remo viene ingaggiato grazie anche al fresco trionfo nella Milano-Taranto; per lui sono pronte 100.000 lire ed una Gilera Saturno 500cc messagli a disposizione dagli organizzatori. Sulla moto di propriet\u00e0 di Alessandro Marconi, grande appassionato e amico del dottor Giulivi allora presidente del Moto Club Terni, viene sostituito il motore con uno buono normalmente usato dal pilota ternano. E\u2019 la prima volta che Venturi gareggia con una moto di grande cilindrata e forse anche per questo non riesce a partire bene ed \u00e8 cosi costretto ad una rimonta che, a suo dire, risulta per\u00f2 abbastanza facile tanto da convincerlo a continuare a cimentarsi in futuro tra le 500cc. Senza dubbio una scelta vincente visti i risultati che poi arriveranno. Dal 1955 sino al 1962, lo spoletino \u00e8 pilota ufficiale MV e con la casa varesina partecipa nel mondiale sia nella ottavo che nella quarto di litro, cosi come nella 350 e nella classe regina. Le migliori annate sono senz\u2019altro quelle del 1959 e del \u201860 quando colleziona due titoli italiani e due di vice-campione del mondo nella mezzo litro alle spalle di John Surtees, vincendo anche il GP d\u2019Olanda. Nel frattempo, nel 1957, sempre in sella alla MV, Remo si aggiudica anche il Motogiro d\u2019Italia. E\u2019 ancora campione italiano nel 1962 e poi nel \u201864 ma questa volta in sella alla Bianchi che per\u00f2, dopo la sua liquidazione avvenuta nello stesso anno, lo vede costretto a migrare verso la Benelli prima e la Gilera poi. Venturi pu\u00f2 anche vantare un ulteriore primato e cio\u00e8 quello di aver portato alla vittoria per l\u2019ultima volta la Gilera 4 cilindri concludendo primo nel 1966 in occasione della Mototemporada Romagnola corsa a Riccione, davanti ad un certo Giacomo Agostini \u2026 A proposito di record poi, c\u2019\u00e8 da segnalare la sua presenza all\u2019interno dello squadrone Guzzi che nel 1969, sul circuito di Monza, stabil\u00ec ben 19 record mondiali di velocit\u00e0 pi\u00f9 uno: si quello stabilito proprio da Remo capace di uscire miracolosamente incolume da una incredibile caduta causata dallo scoppio del pneumatico posteriore! Una carriera da ricordare che soltanto nel mondiale lo ha visto collezionare ventidue podi con una vittoria, quattordici secondi posti e sette terzi, tre giri veloci e due titoli di vice-campione del mondo. Ma Remo non \u00e8 soltanto questo, Remo non \u00e8 soltanto un Campione ma una persona splendida con la quale trascorrere il tempo ascoltandolo raccontare cento, mille aneddoti. In occasione del GP d\u2019Italia di Enduro che si disput\u00f2 a Piediluco nel 2008, fu pubblicato il libro Nessuno Mai, la presunzione dei fatti che raccontava quasi un secolo di motorismo ternano. Bene, quella fu per me l\u2019ottima scusa per trascorrere insieme a lui interi pomeriggi a Monteluco, seduti al fresco e li, raccogliere quei ricordi ancora vivi e perfettamente conservati che portava nel cuore, il tutto insieme al suo amico Pirro Loreti, il meccanico di Liberati e di Renzo Rossi. Ho visto pi\u00f9 di una volta i suoi occhi velarsi di tristezza ed anche di qualche lacrima quando mi raccontava di Libbero cosi come di quella infanzia difficile e povera dalla quale proveniva, dei mille sacrifici e, finalmente, di quel successo che per\u00f2 non lo aveva cambiato. Ricordi capaci di dipingere un mondo che oggi sarebbe impossibile anche soltanto immaginare come quello legato alla sua prima partecipazione al Circuito dell\u2019Acciaio nel 1950 che lo vide protagonista insieme a Paolo Campanelli. Remo, attento all\u2019abbigliamento per quanto possibile, riusc\u00ec in quella occasione a rimediare una tuta di pelle, gli stivaletti, i guanti ed il casco, forse una taglia pi\u00f9 grande, tanto da doverlo indossare sopra ad un cappello per aggiustarlo alle sue necessit\u00e0 mentre Campanelli si present\u00f2 al via con i calzoni corti. Si correva cos\u00ec ed era importante portare a casa la diaria. Oppure quando la sua amicizia con Liberati lo port\u00f2 a condividere con lui molti momenti, viaggi, trasferte ed anche scaramanzie. Un esempio? Remo non pot\u00e9 mai pi\u00f9 poggiare tuta e casco sul letto in presenza di Libbero da quando una sera, in albergo, lo rimprover\u00f2 dicendogli che quel fare avrebbe portato sfortuna. Una amicizia vera quella tra Remo ed il ternano cosi come quella con Renzo Rossi. Amicizie che si sono intrecciate anche nella tragedia cosi che, il primo al quale Liberati volle raccontare della opportunit\u00e0 datagli dalla Gilera per il suo ritorno alla corse nel 1962, fu proprio Remo; una opportunit\u00e0 che di conseguenza apriva le porte ad una altrettanto importante per Rossi che avrebbe potuto cosi usare la vecchia moto del ternano, lasciata libera, che per certo era pi\u00f9 performante della sua. Quel 5 marzo poi, il destino ha voluto cambiare sogni e speranze trasformandole in disperazione e rabbia, ma quella \u00e8 tutta un\u2019altra storia. Oggi Remo, alla bellissima et\u00e0 di novantadue anni, sembra voler vincere anche il tempo e di sicuro ci sta riuscendo perch\u00e9 quella sua modestia, quella sua gentilezza, quella sua semplicit\u00e0 non hanno tempo ma bens\u00ec lo attraversano esattamente come lui ha attraversato la storia delle corse motociclistiche e del motociclismo. Dall\u2019era pionieristica delle corse di paese, tra la gente, senza nemmeno le balle di paglia, sino ai circuiti cittadini e poi le corse di Gran Fondo in mezzo al traffico, fino agli autodromi permanenti. Ha sfidato i pi\u00f9 grandi miti da Bandirola a Liberati, da Mendogni a Masetti, passando per Provini, Ubbiali, Surtees, Read, Hailwood, Agostini, Pasolini. Ha incontrato i personaggi che hanno fatto la Moto: i Conti Agusta e Boselli, Arturo Magni, Giuseppe Taglioni, Lino Tonti, Checco Costa, De Deo Ceccarelli, Giuseppe Gilera, Morini, i fratelli Benelli. Cosa dire? Grazie Remo, non sarai nato a Terni, ma sappiamo che la porti nel cuore cosi come nel nostro c\u2019\u00e8 un posto per te.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"text-align:center\" class=\"wp-block-algori-social-share-buttons-block-algori-social-share-buttons\"><button class=\"bttn-minimal bttn-md bttn-primary algori-social-share-buttons-settings algori-social-share-buttons-facebook\" onclick=\"window.open('https:\/\/www.facebook.com\/sharer.php?u=https:\/\/dajemo.com\/?p=3187', '_blank')\"><i class=\"fab fa-facebook-f\"><\/i>\u00a0 \u00a0Facebook<\/button><button class=\"bttn-minimal bttn-md bttn-primary algori-social-share-buttons-settings algori-social-share-buttons-twitter\" onclick=\"window.open('https:\/\/twitter.com\/intent\/tweet?url=https:\/\/dajemo.com\/?p=3187', '_blank')\"><i class=\"fab fa-twitter\"><\/i>\u00a0 \u00a0Twitter<\/button><button class=\"bttn-minimal bttn-md bttn-primary algori-social-share-buttons-settings algori-social-share-buttons-whatsapp\" onclick=\"window.open('https:\/\/web.whatsapp.com\/send?text=https:\/\/dajemo.com\/?p=3187', '_blank')\"><i class=\"fab fa-whatsapp\"><\/i>\u00a0 \u00a0WhatsApp<\/button><button class=\"bttn-minimal bttn-md bttn-primary algori-social-share-buttons-settings algori-social-share-buttons-telegram\" onclick=\"window.open('https:\/\/t.me\/share\/url?url=https:\/\/dajemo.com\/?p=3187', '_blank')\"><i class=\"fab fa-telegram\"><\/i>\u00a0 \u00a0Telegram<\/button><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Molte volte lo abbiamo nominato e, raccontando di moto e motori a Terni, non poteva che essere cosi. 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