{"id":3543,"date":"2022-06-21T16:28:32","date_gmt":"2022-06-21T16:28:32","guid":{"rendered":"https:\/\/dajemo.com\/?p=3543"},"modified":"2022-07-14T12:20:55","modified_gmt":"2022-07-14T12:20:55","slug":"dal-nero-al-rosso-dal-fascismo-alla-repubblica-prima-parte-le-figure-di-tito-oro-nobili-e-carlo-farini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/dajemo.com\/?p=3543","title":{"rendered":"Interamna History &#8211; 31"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>Dal nero al rosso, dal fascismo alla Repubblica \u2013 prima parte: Le figure di Tito Oro Nobili e Carlo Farini<\/strong><\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignleft size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"417\" height=\"335\" src=\"https:\/\/dajemo.com\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/metelli-visita-di-mussolini.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-3542\" title=\"\" srcset=\"https:\/\/dajemo.com\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/metelli-visita-di-mussolini.jpg 417w, https:\/\/dajemo.com\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/metelli-visita-di-mussolini-300x241.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 417px) 100vw, 417px\" \/><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"has-text-align-justify\">Abbiamo pi\u00f9 volte raccontato su queste pagine di cosa rappresent\u00f2 il fascismo per Terni e di come la stessa citt\u00e0 cambi\u00f2 sotto il suo effetto, sotto tutti i sensi. Pagine di storia che rappresentano in pieno, ed altrettanto rispecchiano, quel dramma italiano che per\u00f2 vale la pena ricordare, nel caso della <em>Conca <\/em>assunserosembianze meno disumane. Questo perch\u00e9, come il <strong><em>prof. Sergio Bellezza<\/em><\/strong> scrive nel suo libro <strong><em>Dal fascismo alla repubblica<\/em><\/strong>, i rapporti personali prima ancora delle contrapposizioni politiche, ebbero in molti casi il sopravvento.&nbsp; <strong><em>Mino Lorusso<\/em><\/strong>, <strong><em>giornalista RAI<\/em><\/strong> che ne ha vergato la presentazione, arriva a dire che <em>\u201c\u2026 C\u2019erano modi e modi di essere fascisti, cosi come uomini della Resistenza. Ed \u00e8 questo il principale motivo che ha contribuito a tenere unita la societ\u00e0 ternana, anche nella fase successiva alla guerra, impedendo che lo scontro si radicalizzasse, divenendo resa dei conti, come invece \u00e8 avvenuto in altre regioni d\u2019Italia\u201d. <\/em>Tra le due guerre Terni mantenne, anzi accrebbe, la sua vocazione industriale che diede vita ad un grande movimento politico-operaio, molto attivo e capace di lottare per le esigenze degli stessi lavoratori e non soltanto. Nonostante che a ridosso della Prima guerra mondiale gi\u00e0 in citt\u00e0 operassero centinaia di squadristi fascisti, l\u2019amministrazione comunale, almeno sino al 1922, rimase socialista e con grande maggioranza. La propaganda del <strong><em>PNF<\/em><\/strong>, il <strong><em>Partito Nazionale Fascista<\/em><\/strong>, pass\u00f2 anche dal finanziare la costruzione di interi quartieri abitativi destinati sia agli operai che agli impiegati, alla realizzazione di spacci aziendali, centri sportivi, chiese, sino a giungere all\u2019istituzione della provincia nel \u201826. Un esempio tra tutti fu l\u2019edificazione del villaggio semirurale <strong><em>Italo Balbo<\/em><\/strong>, l\u2019attuale <strong><em>nuovo quartiere Matteotti<\/em><\/strong>, opera realizzata tra il 1934 ed il \u201838 per ospitare i lavoratori della Terni e le loro famiglie. Un aspetto non trascurabile per\u00f2, risiedeva nel fatto che lo stesso PNF viveva di differenti correnti interne che vedevano contrapporsi chi da un lato spingeva e scommetteva sull\u2019industria e chi, invece, ne &nbsp;contrastava lo sviluppo; l\u2019ago della bilancia si spost\u00f2 rapidamente ed inesorabilmente a favore dei primi che incarnavano in pieno le idee di Mussolini e questo, per Terni, signific\u00f2 sotto certi punti di vista divenire una sorta di esempio. Il <strong><em>Duce<\/em><\/strong> venne in citt\u00e0 in due occasioni: la prima il <strong><em>14 novembre del 1931<\/em><\/strong> ed una seconda volta il <strong><em>17 ottobre del \u201940<\/em><\/strong>. Entrambe le visite rappresentarono momenti molto importanti rispetto alla propaganda che il regime gli attribu\u00ec. Quella del \u201931 ricadeva giusto dieci anni dopo la sua salita al potere mentre nel \u201940, Mussolini visit\u00f2 gli stabilimenti dove <em>\u201c\u2026 le gigantesche macchine forgiano gli strumenti della potenza bellica della Nazione \u2026\u201d <\/em>Una curiosit\u00e0:tra le opere di<em> <strong>Orneore Metelli<\/strong>, <\/em>calzolaio ma soprattutto grande artista ternano, se ne ritrova una relativa alla prima venuta dove viene appunto rappresentato un momento della parata del Duce mentre attraversa la citt\u00e0. E\u2019 fuor di dubbio che le visite servirono tra l\u2019altro a verificare il livello di fascistizzazione raggiunto, l\u2019esaltazione dei benefici portati e la verifica della tenuta del partito sul territorio. In tutto ci\u00f2 per\u00f2, gi\u00e0 dal 1924, aveva preso forma una contropropaganda organizzata dal <strong><em>Partito Comunista d\u2019Italia<\/em><\/strong>, chiaramente in forma clandestina,&nbsp; all\u2019interno delle Acciaierie. In ogni caso Terni era comunque ben adagiata sul consenso al fascismo tanto da essere considerata dal regime la <strong><em>Pupilla del Duce. <\/em><\/strong>Presa come data di riferimento il <strong><em>7 ottobre del 1920 per la nascita ufficiale del fascismo ternano<\/em><\/strong>,si pu\u00f2 senz\u2019altro asserire che il nuovo movimento non attecch\u00ec rapidamente ma che poi, nel tempo, fu capace di radicalizzarsi nel tessuto sociale e di farlo anche in maniera convinta. La mancanza di una vera sede, riunioni organizzate e tenute in locali differenti tra loro in base all\u2019abbisogna, i continui cambi dovuti alle dimissioni dei vari segretari politici che si susseguirono, testimoniano soltanto le difficolt\u00e0 della prima ora tanto che una volta giunto al potere, il fascio ternano design\u00f2 come propria sede <strong><em>Palazzo Mazzancolli<\/em><\/strong>, una location, come si direbbe oggi, di gran effetto e prestigio. Terni, agli occhi di chi gi\u00e0 intravedeva il regime come un male e soprattutto una cosa nefasta e contraria alla democrazia, voleva apparire da un lato sempre pi\u00f9 come la <strong><em>roccaforte dell\u2019antifascismo umbro<\/em><\/strong> mentre dall\u2019altro era censita dalla polizia come un <strong><em>covo di sovversivi<\/em><\/strong>. In realt\u00e0, lo spessore politico degli esponenti ternani in Camicia nera non era cos\u00ec grande quindi, ci\u00f2 che determin\u00f2 la sua diffusione fu l\u2019azione trainante dell\u2019industria ed il forte impegno dei Sindacati fascisti che trovarono soprattutto un grande supporto nel lavoro di <strong><em>Tullio Cianetti <\/em><\/strong>cosi come lo fu quello dato dall\u2019<strong><em>OND<\/em><\/strong>, l\u2019Opera Nazionale Dopolavoro. Tutti questi fattori insieme, alimentarono un importante consenso popolare. A testimoniare tutto questo sono i numeri come riportati fedelmente nel libro <strong><em>Il partito comunista a Terni <\/em><\/strong>scritto dal<strong><em> prof. Vincenzo Pirro. <\/em><\/strong>Dal febbraio del 1935 allo stesso mese del \u201938, l\u2019incremento degli iscritti al PNF fu del 75,6%, cosa che port\u00f2 il numero dei tesserati ad oltre 14.000; una crescita che coinvolse anche gli iscritti ai Sindacati fascisti cosi come quelli alla Giovent\u00f9 fascista. Una crescita che per certi versi sembrava irrefrenabile perch\u00e9 quando Mussolini venne a Terni per la seconda volta, nel \u201940, i numeri erano ancora pi\u00f9 importanti tanto da giustificare una relazione positiva a seguito di una ispezione richiesta direttamente dal PNF. La situazione veniva cosi descritta: \u2026 <em>Soddisfacente perch\u00e9 nell\u2019animo della popolazione regna la maggiore fiducia nell\u2019avvenire, una situazione economica ottima perch\u00e9 non vi \u00e8 disoccupazione grazie all\u2019intenso ritmo produttivo delle industrie di guerra. <\/em>L\u2019indottrinamento passava anche per la scuola tanto che per l\u2019attuazione della <strong><em>riforma Gentile<\/em><\/strong>,vennero addirittura chiamati in citt\u00e0 insegnanti da fuori. In una situazione siffatta, se da una parte <strong><em>Tito Oro Nobili<\/em><\/strong> riusc\u00ec a guidare un governo cittadino a maggioranza rossa, era il \u201920, dall\u2019altro <strong><em>Carlo Farini<\/em><\/strong> era stato capace di costituire un gruppo di <strong><em>Arditi del Popolo <\/em><\/strong>con i quali provava a contrastare le prepotenze dei fascisti. Due figure quelle del Nobili e del Farini di incredibile spessore storico e politico. Il primo, socialista, gi\u00e0 da giovanissimo ad appena quindici anni partecipa ai primi scioperi e poco pi\u00f9 che ventenne diviene uno tra i pi\u00f9 attivi politici del suo tempo; eletto sindaco nel \u201920 si dimetter\u00e0 l\u2019anno successivo per andare poi ad occupare uno scranno in Parlamento. La violenza fascista per\u00f2 si abbatt\u00e9 su di lui; viene picchiato, la sua casa \u00e8 data alle fiamme e da qui il suo trasferirsi a Roma dove viene eletto <strong><em>Segretario Nazionale del Partito Socialista<\/em><\/strong>. E\u2019 in questa sede che si oppone fermamente al volere dei comunisti che vorrebbero il PSIUP confluire all\u2019interno del PCd\u2019I. L\u2019assassinio di <strong><em>Giacomo Matteotti<\/em><\/strong> lo vede cavalcare l\u2019<strong><em>Aventino<\/em><\/strong> e per questo, al pari di altri deputati, gli viene revocata la carica parlamentare. Dopo essere stato ancora percosso dalle squadracce fasciste viene condannato a cinque anni di confino che per\u00f2, viste le sue precarie condizioni fisiche, sconter\u00e0 agli arresti domiciliari. Emarginato professionalmente e seriamente provato nel corpo, ormai quasi cieco rimane ferito nel bombardamento della stazione di Cesi nel \u201944 ma, nonostante questo, aderisce al <strong><em>CLN<\/em><\/strong> e lavora alla ricostituzione del Partito Socialista. L\u2019anno successivo viene designato all\u2019unanimit\u00e0 Presidente della Terni, incarico che affronta con il coraggio di scelte innovative come quella della costituzione dei <strong><em>Consigli di Gestione<\/em><\/strong>, una sorta di joint ventures dove gli attori erano gli operai ed il capitale, capaci di discutere insieme su tutto, dai costi di produzione ai prezzi di mercato, dalle assunzioni ai licenziamenti delle maestranze. Dopo essersi dimesso dalla carica di Presidente della Terni, Tito Oro Nobili mor\u00ec a nella nostra citt\u00e0 nel febbraio del 1967 all\u2019et\u00e0 di 85 anni. <strong><em>Carlo Farini<\/em><\/strong> invece, vantava nella genesi della sua famiglia forti tradizioni democratiche e risorgimentali; sulle orme del padre Pietro, gi\u00e0 deputato, consigliere provinciale e comunale per il PSI, poi costretto a riparare in Russia per evitare le rappresaglie fasciste, ad appena 12 anni si iscrive alla Federazione Giovanile Socialista. Lo scoppio della Prima guerra mondiale lo vede, come nella sua indole, pacifista e antimilitarista ma nulla pu\u00f2 rispetto alla chiamata alle armi. Al ritorno si impegna nella ricostituzione e l\u2019organizzazione della federazione ternana. Siamo per\u00f2 nel <strong><em>Biennio rosso<\/em><\/strong> dove a regnare \u00e8 forte il malessere dovuto alla disattenzione riservata dallo Stato alle mille promesse fatte e mai mantenute, con contadini ed operai esasperati e reduci che venivano sempre pi\u00f9 emarginati. Fu cos\u00ec che Farini, in occasione del Congresso tenutosi a Bologna nel 1919, spos\u00f2 la tesi portata aventi dalla componente comunista del partito che il <strong><em>21 gennaio del 1921<\/em><\/strong> si costitu\u00ec&nbsp; con il nome di <strong><em>Partito Comunista d\u2019Italia<\/em><\/strong>. Di fronte all\u2019avanzare della violenza fascista, organizza gi Arditi del Popolo, una organizzazione di tipo paramilitare che come obbiettivo aveva quello di contrastare appunto lo squadrismo. Ben presto per\u00f2, decimati da arresti, traditi da infiltrati e perseguitati, persero di forza e combattivit\u00e0. Lo stesso Farini fu fatto segno di un attentato quando venne raggiunto da diversi colpi di pistola in prossimit\u00e0 di Piazza Tacito insieme alla sua consorte al tempo incinta e, successivamente, venne aggredito pi\u00f9 volte. Anche per lui trasferirsi nella capitale rappresent\u00f2 una scelta obbligata; intanto la sua posizione all\u2019interno del PCd\u2019I si faceva sempre pi\u00f9 attiva ma anche polemica. Spedito a Parigi per organizzare il <strong><em>Soccorso rosso, <\/em><\/strong>un servizio capace digarantire aiuti ed assistenza per i compagni che riparavano all\u2019estero nell\u2019intento di sfuggire al regime, riusc\u00ec a tessere una rete internazionale per i rifugiati comunisti ma, contrario alle direttive del partito che voleva che gli stessi tornassero in Italia per organizzare la lotta contro il Fascismo, venne estromesso della direzione e dopo una parentesi a Nizza, e poi ancora a Parigi, emigr\u00f2 in Russia. Neppure l\u00ec trov\u00f2 pace perch\u00e9 non appena riusciva a procurarsi un lavoro, causa le informazioni inviate dal PCd\u2019I, veniva puntualmente licenziato. Su intercessione di Togliatti riusc\u00ec a farsi inviare in Spagna in occasione della Guerra civile ma neppure li le cose andarono per il meglio. Infatti, persa la guerra e rifugiatosi nuovamente in Francia, venne prima arrestato e poi internato in un campo di prigionia prima di essere inviato in Italia e ritrovare la libert\u00e0 soltanto dopo la caduta del regime fascista. L\u20198 settembre lo vide entrare nella Resistenza come <strong><em>Ispettore delle Brigate Garibaldi<\/em><\/strong> e <strong><em>Membro del Comitato Insurrezionale del PCI in Liguria <\/em><\/strong>sinoa ricoprire l\u2019incarico di <strong><em>Vice comandante del Comitato Militare del CLN ligure. <\/em><\/strong>Le sue capacit\u00e0 gli permisero di raggiungere il grado di <strong><em>Colonnello<\/em><\/strong> e venne insignito della <strong><em>Medaglia d\u2019Argento al valor civile<\/em><\/strong>. <strong><em>Deputato<\/em><\/strong>, <strong><em>Consigliere Nazionale dell\u2019ANPI<\/em><\/strong> mor\u00ec nella Capitale nel gennaio del 1974.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-justify\"><strong><em>di Roberto Pagnanini<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dal nero al rosso, dal fascismo alla Repubblica \u2013 prima parte: Le figure di Tito Oro Nobili e Carlo Farini Abbiamo pi\u00f9 volte raccontato su queste pagine di cosa rappresent\u00f2 il fascismo per Terni&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":3542,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_eb_attr":"","pgc_sgb_lightbox_settings":"","footnotes":""},"categories":[6],"tags":[],"class_list":["post-3543","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-interamna-history"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/dajemo.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3543","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/dajemo.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/dajemo.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/dajemo.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/dajemo.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=3543"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/dajemo.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3543\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3546,"href":"https:\/\/dajemo.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3543\/revisions\/3546"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/dajemo.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/3542"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/dajemo.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=3543"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/dajemo.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=3543"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/dajemo.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=3543"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}