{"id":3644,"date":"2022-08-09T17:00:25","date_gmt":"2022-08-09T17:00:25","guid":{"rendered":"https:\/\/dajemo.com\/?p=3644"},"modified":"2022-12-24T09:34:48","modified_gmt":"2022-12-24T09:34:48","slug":"interamna-history-33","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/dajemo.com\/?p=3644","title":{"rendered":"Interamna History &#8211; 33"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>Dal nero al rosso, dal fascismo alla Repubblica &#8211; terza parte: La tragica estate del \u201843<\/strong><\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignleft size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"434\" height=\"434\" src=\"https:\/\/dajemo.com\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/Tenente-Albert-Fensel-al-centro-nella-foto-edited.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-3979\" title=\"\" srcset=\"https:\/\/dajemo.com\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/Tenente-Albert-Fensel-al-centro-nella-foto-edited.jpg 434w, https:\/\/dajemo.com\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/Tenente-Albert-Fensel-al-centro-nella-foto-edited-300x300.jpg 300w, https:\/\/dajemo.com\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/Tenente-Albert-Fensel-al-centro-nella-foto-edited-150x150.jpg 150w, https:\/\/dajemo.com\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/Tenente-Albert-Fensel-al-centro-nella-foto-edited-80x80.jpg 80w, https:\/\/dajemo.com\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/Tenente-Albert-Fensel-al-centro-nella-foto-edited-320x320.jpg 320w, https:\/\/dajemo.com\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/Tenente-Albert-Fensel-al-centro-nella-foto-edited-100x100.jpg 100w\" sizes=\"auto, (max-width: 434px) 100vw, 434px\" \/><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\">Come accaduto pi\u00f9 volte nel corso della sua millenaria storia Terni, attraversando i secoli e gli eventi, ha rappresentato spesso un obbiettivo strategico e politico fondamentale; in questa ottica, soprattutto dopo il 25 luglio del \u201943, non \u00e8 importato fosse una citt\u00e0 di frontiera o un ponte tra culture, ci\u00f2 che la rendeva degna di attenzioni fu il fatto di essere un sito centrale per la presenza della grande industria fascista e, soprattutto, un obbiettivo propagandistico degno di nota e per questo meritevole di attenzione. Fu cos\u00ec che a seguito della esautorazione proposta ed approvata con 19 voti favorevoli, 7 contrari ed un astenuto da parte del <strong><em>Gran Consiglio del Fascismo, <\/em><\/strong>mozione portata in discussione da <strong><em>Dino Grandi<\/em><\/strong> e capace di togliere a Benito Mussolini le funzioni di Capo del governo, cosi come alle successive dichiarazioni del <strong><em>Maresciallo d\u2019Italia Badoglio<\/em><\/strong>, i bombardamenti strategici perpetrati in tutta Italia non risparmiano neppure Terni. Alle<strong><em> 10:13 di mercoled\u00ec 11 agosto 1943<\/em> <\/strong>in citt\u00e0 risuonano i primi allarmi aerei con l\u2019urlo delle sirene che inizi\u00f2 a squarciare l\u2019aria. I dodici <em>B17<\/em> carichi di bombe da 420 libbre, per un totale di 236 tonnellate, che giungono sopra la citt\u00e0 appartengono al <em>301\u00b0 gruppo della 12\u00b0 Army Air Force Usa<\/em> di stanza in Tunisia e sono preceduti da un velivolo che traccia una scia fumosa bianca quasi a indicare loro la strada. Con una contraerea capace di una potenza di fuoco utile a colpire gli obiettivi fino a circa 3500 metri di altezza, le fortezze volanti americane si sentono al sicuro viaggiando bel oltre i 6000 ma, secondo le cronache del tempo, un immediato intervento dei caccia italo-tedeschi causa alcuni abbattimenti. Una prima incursione alle 10:29 vede in azione nove aerei\u00a0 che si concentrano sulle zone di viale Battisti, via Mazzini, viale Brin e viale della Stazione. Quattro minuti di inferno ai quali ne faranno seguito altrettanti tra le 12:00 e le 12:04 quando, ulteriori trentadue apparecchi decollati sempre dall\u2019aeroporto di Port du Fahs in Tunisia seminano morte e distruzione in citt\u00e0. Molti concittadini rimangono uccisi nei pressi degli ingressi dei rifugi, soprattutto in quello di Via Pacinotti dove un ordigno esplode proprio in prossimit\u00e0 dell\u2019accesso, altri lungo le strade, in casa e nei posti di lavoro. Chi si salva cercando scampo e rifugiandosi nei campi della prima periferia, viene raggiunto dai colpi delle mitragliatrici in dotazione ai caccia. Il 28 agosto si replica ed anche il polo produttivo della Terni ne paga le conseguenze ma in maniera calcolata perch\u00e9 l\u2019intenzione \u00e8 chiaramente quella di fermare, o quanto meno rallentare, la produzione e non di distruggere gli impianti che poi sarebbero serviti agli Alleati una volta liberata la citt\u00e0. Le foto del report, documenti eccezionali, sono quelle pubblicate a corredo di questo articolo; una relazione stilata da Comando americano certifica la portata di un attacco cruento e pesante, strategicamente pensato per colpire la popolazione. Tutto questo \u00e8 anche verificabile dall\u2019articolo pubblicato dalla Stampa il giorno successivo; in citt\u00e0 la linea di demarcazione tra la parte abitativa e quella industriale era ben distinguibile ed il fatto di colpire civili, chiese, case fu preciso e voluto. <strong><em>Nel pomeriggio dell\u201911 agosto, i Reali italiani giungono in citt\u00e0 provenienti da Villa Ada <\/em><\/strong>e si trovano dinnanzi a desolazione, macerie e sconforto.Un esodo dovuto alla paura ed a questa nuova situazione che si era venuta a creare, porta la quasi la totalit\u00e0 della popolazione ad essere <strong><em>sfollata <\/em><\/strong>e cercare rifugio fuori Terni. La difesa aerea era affidata al <strong><em>CPPAA<\/em><\/strong> (Comitato Provinciale Protezione Antiaerea) da cui dipendeva la <strong><em>Milizia Artiglieria Contraerea.<\/em><\/strong> All\u2019avvistamento degli aerei nemici, il segnale di allarme veniva dato da apposite sirene e dalle campane; nello stesso istante venivano allertati i Vigili del Fuoco, la Croce Rossa e la Guardia Nazionale Repubblicana; tutta la popolazione era obbligata al rispetto delle norme previste in caso di allarme. A Terni si ha notizia di 141 rifugi divisi in 5 zone capaci di dare ricovero a circa 15.000 persone. In questo scenario fatto di morte che arrivava dal cielo, <strong>s<\/strong>i inserisce anche un aneddoto interessante verificatosi in occasione del primo bombardamento dell\u201911 agosto e che riguarda un <em><strong>P38 statunitense<\/strong><\/em>, preda bellica ripristinata successivamente con insegne italiane, ed un <strong><em>Macchi 205<\/em> <\/strong>che rappresentava al momento il pi\u00f9 moderno caccia italiano; il colonnello <em><strong>Angelo Tondi<\/strong>,<\/em> pilota personale di Mussolini \u00e8 ai comandi del primo, il capitano <em><strong>Franco Bennato<\/strong><\/em> del secondo. Finito il raid su Terni, i B17 sono di ritorno alla base quando il colonnello Tondi decollato dall\u2019aeroporto di Guidonia abbatte il velivolo del tenente <em><strong>Albert Fensel <\/strong><\/em>(al centro nella foto di gruppo) assegnato appunto al 301\u00b0, 419\u00b0 squadrone, ultimo velivolo in coda alla formazione. \u00a0L\u2019equipaggio era composto, oltre che dal pilota Fensel, dal co-pilota <em>Bobbie Follet<\/em>, dal navigatore <em>Richard Jameson<\/em>, dal bombardiere <em>Peter Robeck<\/em>, dall\u2019ingegnere <em>Martin Poler<\/em>, dal mitragliere <em>Robert Kennedy<\/em>, dal radio operatore <em>Rodman Robinson<\/em>, dal mitragliere in Ball Turret <em>William Cummings<\/em> e dal mitragliere di coda <em>Jack Ledford<\/em>; precipitando in mare, insieme a Fensel, muoiono ulteriori sei aviatori mentre altri vengono recuperati dopo alcune ore dalla nave Catalina; un altro B17, quello del tenente Silvestri, si schianta a dieci miglia ad est da St. Donat in fase di atterraggio, senza per\u00f2 causare vittime. La vista del P38 Lockheed sgomenta gli americani che procedono in formazione e che subito lo riconoscono come quello catturato nel sud della Sardegna pochi giorni prima. L\u2019azione temeraria del colonnello Tondi \u00e8 raccontata nel sito ufficiale del <em>Bomber Group<\/em> che cita testimonianze dirette; una delle tante descrive come <em><strong>\u201cL\u2019ufficiale italiano si avvicin\u00f2 talmente tanto per sparare che qualcuno dell\u2019equipaggio disse che era un uomo di bell\u2019aspetto\u201d<\/strong><\/em><strong>. <\/strong>La maniera di combattere la guerra era cambiata e mentre prima gli obiettivi erano strettamente militari, o quanto meno legati alla logistica della guerra come ponti, snodi ferroviari, porti, truppe, etc., adesso si puntava a terrorizzare la popolazione. Se fino al \u201942 i bombardamenti si erano concentrati su obbiettivi industriali ed appunto militari, da segnalare con risultati non sempre apprezzabili, successivamente si punt\u00f2 molto di pi\u00f9 sulla valenza psicologica che gli stessi avevano sui civili. Tra l\u2019autunno del 1943 e l\u2019estate del 1944, il centro Italia viene a trovarsi tra le linee <strong><em>Gustav<\/em><\/strong> e <strong><em>Gotica, <\/em><\/strong>in pratica un doppio sbarramento che almeno nelle intenzioni doveva impedire l\u2019avanzata Alleata da Sud. La strategia pensata dagli anglo-americani prevede non solo bombardamenti ma anche mitragliamenti a raso e utilizzo di <strong><em>bombe sporche<\/em><\/strong> con il chiaro intento di colpire i civili. Dopo quello dell\u201911 agosto, la pi\u00f9 cruenta e tragica incursione in citt\u00e0 fu quella del <strong><em>14 ottobre<\/em><\/strong> quando ad essere colpiti furono anche il Palazzo del Governo ed il Palazzo di Giustizia. I morti si contarono a centinaia ed i fori causati dalle schegge contenute all\u2019interno delle <strong><em>cluster bomb<\/em><\/strong>, le famose bombe a frammentazione, sono ancora visibili sul alcune pietre di quella che adesso \u00e8 la sede della Prefettura. Nei pressi di Piazza Tacito sono circa 150 le vittime che rimangono a terra mentre sono in fila per accedere ad uno spaccio della Terni. Gli aerei anche in questa occasione sono scortati dai caccia che con voli radenti mitragliano successivamente ai bombardamenti. Molti uffici furono trasferiti a Sangemini dove nel frattempo si era costituito il Comando tedesco. Tra l\u201911 agosto del \u201943 e giugno del \u201944 le vittime riconosciute dovute ai bombardamenti a Terni furono 1016; di queste si ha certezza che soltanto una fosse all\u2019interno della Terni e forse di un\u2019altra che operava nella Fabbrica d\u2019Armi, a testimonianza che la volont\u00e0 fosse appunto quella di inculcare nelle persone quel terrore capace poi di generare quell\u2019ondata di pacifismo, paura, emozioni contraddittorie in grado di mutare le sorti del conflitto. Politiche e strategie dei bombardamenti venivano decise a Londra ed a Washington negli incontri periodici tra il presidente americano <strong><em>Roosevelt<\/em><\/strong> e il primo ministro britannico <strong><em>Churchill<\/em><\/strong>; le due forze aeree avevano comunque approcci diversi rispetto alle modalit\u00e0 di bombardare i civili. Gli inglesi attaccavano di notte, gli americani di giorno; i primi affidando i velivoli anche a piloti yugoslavi. La guerra psicologica ambiva, insieme alle bombe, a convincere gli italiani ad allontanarsi da Mussolini e soprattutto a farli rifiutare la collaborazione con i tedeschi. La popolazione divenne in breve ostaggio della guerra e soggetta da una parte alle bombe e dall\u2019altra ai tedeschi appunto, verso i quali veniva incoraggiata ad insorgere. Una strategia che era per\u00f2 inattuabile vista la presenza di questi ultimi su tutto il territorio. Per chi volesse approfondire l\u2019argomento, molto interessanti sono i proclami radiofonici che <strong><em>Eisenhower <\/em><\/strong>indirizz\u00f2 agli italiani e con i quali, in maniera molto esplicita, descriveva intenti, strategie e conseguenze per la popolazione civile. In ogni caso i bombardamenti non riuscirono a capovolgere la situazione cosi come sperato, almeno nell\u2019immediato, e quindi una sorta di ritorno alla normalit\u00e0 inizi\u00f2 a farsi largo in provincia. La mancanza di quadri intellettuali adeguatamente preparati nelle file dell\u2019opposizione antifascista, non gener\u00f2 una reazione scomposta ne contro la parte badogliana ne contro i tedeschi tanto che in citt\u00e0 la transizione avvenne in una relativa tranquillit\u00e0. Il <strong><em>Prefetto Antonio Antonucci, <\/em><\/strong>gi\u00e0 in carica dal 1938, pot\u00e9 conservare il suo ufficio cos\u00ec come <strong><em>Arturo Bocciardo<\/em><\/strong>,amico personale di Mussolini, mantenne la sua carica di Consigliere Delegato e Presidente della Societ\u00e0 Terni. Insomma, la simbiosi tra citt\u00e0 e fabbrica creata dal fascismo continuava e sembrava essere la unica via verso la normalizzazione e la ricerca di un dialogo da una parte con gli anglo-americani e dall\u2019altra con i tedeschi. Sono ormai molti gli studiosi che sostengono come l\u2019esperimento dei bombardamenti sull\u2019Italia durante la Seconda guerra mondiale, accompagnato dall\u2019affermazione ideologica della loro efficacia, ebbe un seguito nelle guerre successive fino a quelle recenti contro l\u2019Iraq, l\u2019Afghanistan e l\u2019ex Yugoslavia. Con l\u2019aggettivo <strong><em>strategico <\/em><\/strong>viene definito infatti un bombardamento aereo non direttamente collegato alle operazione attive sul campo di battaglia ma quando lo stesso cerca di colpire la fonte della potenza nemica e questo pu\u00f2 essere ottenuto attraverso la distruzione dei mezzi materiali oppure, sconvolgendo la vita della popolazione civile, in modo da renderla durissima ed inaccettabile. Quest\u2019ultimo aspetto, il fatto cio\u00e8 di colpire indiscriminatamente le citt\u00e0 nemiche, aspira appunto alla circostanza che sia poi la stessa popolazione a richiedere al proprio governo la stipula di un trattato di pace, intento che, nella fattispecie italiana, era rivolto verso lo stesso Badoglio che l\u20198 settembre del 1943 annunci\u00f2 l\u2019entrata in vigore dell\u2019<strong><em>armistizio di Cassabile<\/em><\/strong>, firmato il 3 dello stesso mese. Un armistizio che nell\u2019intento aveva quello, sue testuali parole, di <strong><em>risparmiare ulteriori e pi\u00f9 gravi sciagure alla Nazione<\/em><\/strong> ma che nei fatti diede inizio alla guerra civile. La sua fuga dalla Capitale, insieme a quella dei vertici militari, del re Vittorio Emanuele III, del principe Umberto, unita alla confusione generata dalla non ben chiara comprensione delle stesse clausole armistiziali port\u00f2 per esempio, soltanto per ci\u00f2 che riguarda le forze armate, alla cattura ed all\u2019internamento nei lager nazisti, di oltre 815.000 soldati italiani.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>di Roberto Pagnanini<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dal nero al rosso, dal fascismo alla Repubblica &#8211; terza parte: La tragica estate del \u201843 Come accaduto pi\u00f9 volte nel corso della sua millenaria storia Terni, attraversando i secoli e gli eventi, ha&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":3979,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_eb_attr":"","pgc_sgb_lightbox_settings":"","footnotes":""},"categories":[6],"tags":[],"class_list":["post-3644","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-interamna-history"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/dajemo.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3644","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/dajemo.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/dajemo.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/dajemo.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/dajemo.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=3644"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/dajemo.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3644\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3980,"href":"https:\/\/dajemo.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3644\/revisions\/3980"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/dajemo.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/3979"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/dajemo.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=3644"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/dajemo.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=3644"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/dajemo.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=3644"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}