{"id":928,"date":"2022-01-27T10:34:46","date_gmt":"2022-01-27T10:34:46","guid":{"rendered":"https:\/\/dajemo.com\/?p=928"},"modified":"2022-01-27T10:42:52","modified_gmt":"2022-01-27T10:42:52","slug":"hintermna-history-1","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/dajemo.com\/?p=928","title":{"rendered":"Hinteramna History &#8211; 1"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>Le origini, la nazione dei Naharti<\/strong><\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignleft size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"300\" height=\"300\" src=\"http:\/\/dajemo.com\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/guerriero-naharti.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-927\" title=\"\" srcset=\"https:\/\/dajemo.com\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/guerriero-naharti.jpg 300w, https:\/\/dajemo.com\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/guerriero-naharti-100x100.jpg 100w, https:\/\/dajemo.com\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/guerriero-naharti-150x150.jpg 150w, https:\/\/dajemo.com\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/guerriero-naharti-80x80.jpg 80w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Iniziando&nbsp;da oggi e con cadenza settimanale, la redazione di&nbsp;<em><strong>Daje m\u00f2&nbsp;<\/strong><\/em>riproporre&nbsp;on-line gli articoli relativi ad&nbsp;<em><strong>Interamna History<\/strong><\/em>,<em><strong>&nbsp;<\/strong><\/em>una rubrica che vuole semplicemente raccontare la storia, i fatti e gli episodi salienti che hanno caratterizzato il nostro territorio, e nella fattispecie la nostra citt\u00e0, nell\u2019arco dei secoli. Una storia lunga oltre tremila anni e che da sempre, ben prima della nascita di Cristo, ha visto la nostra comunit\u00e0 al centro di eventi importanti a causa della sua posizione geografica centrale e strategica che, conseguentemente, giustificando lotte e guerre per la supremazia su queste terre, ne ha segnato il destino.&nbsp;<em><strong>Interamna History<\/strong><\/em>&nbsp;non vuole essere, e non ne ha neppure la presunzione, una&nbsp;<em>lezione di storia&nbsp;<\/em>ma soltanto una rubrica che prover\u00e0 a raccontare tutto questo. E se tutte le storie che si rispettano iniziano con&nbsp;<em>C\u2019era una volta \u2026<\/em>, volendo fissare un periodo storico dal quale far prendere le mosse a questo racconto, \u00e8 necessario sottolineare come gi\u00e0 dal XII secolo a.c. incominciarono ad arrivare in Italia popolazioni provenienti dall\u2019Europa centro orientale, gli&nbsp;<strong><em>Osco-umbri<\/em><\/strong>, genti che svilupparono poi quella che comunemente venne chiamata&nbsp;<strong><em>Cultura proto villanoviana<\/em><\/strong>.<strong>&nbsp;&nbsp;<\/strong>Nel nostro territorio, quello sud-orientale dell\u2019attuale Umbria, tutto questo diede a sua volta vita alla<strong>&nbsp;<em>Cultura di Terni<\/em><\/strong>&nbsp;tra la tarda et\u00e0 del bronzo e la prima et\u00e0 del ferro<strong>.&nbsp;<em>Plinio il vecchio<\/em>,&nbsp;<\/strong>comandante militare, governatore romano, scrittore e filosofo vissuto tra il 23 ed il 79 d.c., non manca di sottolineare come gli Umbri fossero considerati il popolo pi\u00f9 antico d\u2019Italia e la sua citazione presente nel<strong>&nbsp;<em>Naturalis historia<\/em><\/strong>, viene presa sempre pi\u00f9 in seria considerazione dagli studiosi: \u201c<em>Umbrorum gens antiquissima Italiae existimatur, ut quos Ombrios a Graecis putent dictos, quod in inundatione terrarum imbribus superfuissent. Trecenta eorum oppida Tusci debellasse reperiuntur\u201d&nbsp;<\/em>e cio\u00e8&nbsp;<em>\u201cLa popolazione umbra \u00e8 ritenuta la pi\u00f9 antica d&#8217;Italia, si crede infatti che gli Umbri fossero stati chiamati Ombrici dai Greci perch\u00e9 sarebbero sopravvissuti alle piogge quando la terra fu inondata. \u00c8 attestato che gli Etruschi sottomisero trecento citt\u00e0 umbre\u201d.&nbsp;<\/em>Nel corso dei secoli, causa l\u2019espansione dei Celti e degli Etruschi, gli Umbri furono confinati ad est del corso del Tevere mentre sull\u2019altra riva del fiume prendeva vita, e si amplificava, la potenza etrusca. Ma mentre sulla presenza dei Celti nelle nostre terre si sono accesi negli anni grandi dibattiti, le tesi portate avanti dal professor&nbsp;<strong><em>Manlio Farinacci<\/em><\/strong>&nbsp;sono state dibattute lungamente e per onor di cronaca bisogna anche sottolineare come lo stesso professore le suffragasse con la presenza di reperti e ritrovamenti, di certo c\u2019\u00e8 il fatto che gli Umbri fossero divisi in differenti comunit\u00e0 tribali, una delle quali era costituita dai<strong>&nbsp;<em>Naharki<\/em>&nbsp;<\/strong>o&nbsp;<strong><em>Naharci,&nbsp;<\/em><\/strong>la stessa<strong>&nbsp;&nbsp;<\/strong>che occup\u00f2 il territorio ternano. Quella di Terni era allora una zona costituita da una pianura alluvionale stretta tra il fiume&nbsp;<strong><em>Nera<\/em><\/strong>&nbsp;ed il torrente&nbsp;<strong><em>Serra<\/em><\/strong>&nbsp;ed il fatto che fu abitata a partire dall\u2019et\u00e0 del rame \u00e8 testimoniata dal ritrovamento di numerosi reperti ceramici che fanno pensare ad una popolazione prima pastorale e dedita alla transumanza e poi, ad una struttura sociale pi\u00f9 radicata ed importante sul territorio come fanno invece intuire i ritrovamenti legati alla grande necropoli scoperta sotto le attuali acciaierie nel 1884, considerata la pi\u00f9 grande dell\u2019Europa meridionale con oltre 2500 tombe. Sono le&nbsp;<strong><em>Tavole eugubine<\/em><\/strong>, sette tavole bronzee scritte in umbro rinvenute nel XV secolo, a sancire la presenza dei Naharki sul nostro territorio ed a far risalire a loro la fondazione della citt\u00e0 di&nbsp;<strong><em>Interamna<\/em>&nbsp;<\/strong>nel 672 ac, prendiamo in questo caso per buona una iscrizione risalente all\u2019et\u00e0 dell\u2019imperatore romano Tiberio, e di quella di&nbsp;<strong><em>Clusiolum<\/em><\/strong>&nbsp;(Cesi) dando vita cosi alla&nbsp;<strong><em>Nazione dei Naharki<\/em>.&nbsp;<\/strong>D\u2019altra parte la stessa primitiva etimologia del nome&nbsp;<strong><em>Nahar<\/em><\/strong>, in lingua indoeuropea, starebbe a significare il termine<strong><em>&nbsp;fiume<\/em><\/strong>&nbsp;e da li Naharti, le&nbsp;<em>Genti del fiume<\/em>. Non \u00e8 certamente una coincidenza che il successivo municipio romano fosse conosciuto come&nbsp;<strong><em>Interamna Nahars<\/em><\/strong>, l\u2019<strong><em>Interamna dei Naharti.<\/em><\/strong>&nbsp; Sono numerosissime le testimonianze dell\u2019epoca della Nazione dei Naharki: dalle tracce di un abitato presso la zona di Villa Valle passando per la necropoli scoperta nella zona delle acciaierie, ad un insediamento nei pressi di Papigno, alle tracce lasciate da alcuni buchi per palificazioni rinvenute durante delle opere di sondaggio nei pressi di Piazza Clai sino ad arrivare a quello che attualmente viene chiamato&nbsp;<strong><em>Il ponte del Toro.&nbsp;<\/em><\/strong>Il manufatto riportato alla luce da Luigi Lanzi agli inizi del XX secolo, e del quale venne datata la&nbsp; costruzione a tempi precedentemente al taglio Curiano della Cascata delle Marmore quindi prima del 271 a.c., viene considerato l\u2019insediamento umano pi\u00f9 &nbsp;antico del nostro &nbsp;territorio. La presenza dei Naharti dur\u00f2 oltre cinquecento anni e si ritagli\u00f2 una entit\u00e0 autonoma all\u2019interno della stessa penisola italiana. Anche successivamente all\u2019annessione a Roma, il loro peso etnico ed identitario risult\u00f2 molto forte tanto da permettergli di far riconoscere i propri territori come provincia romana ed gli stessi guerrieri di essere elementi essenziali all\u2019interno delle guarnigioni militari Umbro-romane. Una leggenda, un mito, una storia della quale si ricercano conferme \u00e8 costituita dalla citt\u00e0 di&nbsp;<strong><em>Valentia,&nbsp;<\/em><\/strong>la capitale dei Naharti, la citt\u00e0 progenitrice. In alcuni passaggi ripresi da un articolo pubblicato al tempo dal sito&nbsp;<em>umbiasud.com<\/em>, si parla appunto di questa citt\u00e0 e di come una lastra di marmo conservata inizialmente a Palazzo Carrara riportasse una iscrizione trascritta anche nel libro Interamna Nahars pubblicato ne 1932 da&nbsp;<strong><em>Elia Rossi Passavanti<\/em><\/strong>&nbsp;che recitava una sorta di avvertimento:&nbsp;<em>Chiunque tu sia che entri nel mio possedimento sottostante ai boschi e ai monti bigemini di Interamna \u2026 del tempio santo \u2026 diruto di Valenzia santa \u2026<\/em>&nbsp;E sempre di una santa Valenzia parla Francesco Angeloni cosi come ci sono altre testimonianze raccolte nel corso degli anni. Forse troppo poco per dare forma al mito di una citt\u00e0 leggendaria ma abbastanza per sognare.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>di Roberto Pagnanini<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<div style=\"text-align:center\" class=\"wp-block-algori-social-share-buttons-block-algori-social-share-buttons\"><button class=\"bttn-pill bttn-md bttn-primary algori-social-share-buttons-settings algori-social-share-buttons-facebook\" onclick=\"window.open('https:\/\/www.facebook.com\/sharer.php?u=https:\/\/dajemo.com\/?p=928', '_blank')\"><i class=\"fab fa-facebook-f\"><\/i>\u00a0 \u00a0Facebook<\/button><button class=\"bttn-pill bttn-md bttn-primary algori-social-share-buttons-settings algori-social-share-buttons-email\" onclick=\"window.open('mailto:?body=https:\/\/dajemo.com\/?p=928', '_blank')\"><i class=\"fas fa-envelope\"><\/i>\u00a0 \u00a0Email<\/button><button class=\"bttn-pill bttn-md bttn-primary algori-social-share-buttons-settings algori-social-share-buttons-whatsapp\" onclick=\"window.open('https:\/\/web.whatsapp.com\/send?text=https:\/\/dajemo.com\/?p=928', '_blank')\"><i class=\"fab fa-whatsapp\"><\/i>\u00a0 \u00a0WhatsApp<\/button><button class=\"bttn-pill bttn-md bttn-primary algori-social-share-buttons-settings algori-social-share-buttons-telegram\" onclick=\"window.open('https:\/\/t.me\/share\/url?url=https:\/\/dajemo.com\/?p=928', '_blank')\"><i class=\"fab fa-telegram\"><\/i>\u00a0 \u00a0Telegram<\/button><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Hintermna History &#8211; 1<br \/>\nLe origini, la nazione dei Naharti<\/p>\n<p>Iniziando\u00a0da oggi e con cadenza settimanale, la redazione di\u00a0Daje m\u00f2\u00a0riproporre\u00a0on-line gli articoli relativi ad\u00a0Interamna History,\u00a0una rubrica che vuole semplicemente raccontare la storia, i fatti e gli episodi salienti che hanno caratterizzato il nostro territorio, e nella fattispecie la nostra citt\u00e0, nell\u2019arco dei secoli.<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":927,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_eb_attr":"","pgc_sgb_lightbox_settings":"","footnotes":""},"categories":[6],"tags":[],"class_list":["post-928","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-interamna-history"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/dajemo.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/928","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/dajemo.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/dajemo.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/dajemo.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/dajemo.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=928"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/dajemo.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/928\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":937,"href":"https:\/\/dajemo.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/928\/revisions\/937"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/dajemo.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/927"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/dajemo.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=928"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/dajemo.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=928"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/dajemo.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=928"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}