{"id":943,"date":"2022-01-28T10:33:55","date_gmt":"2022-01-28T10:33:55","guid":{"rendered":"https:\/\/dajemo.com\/?p=943"},"modified":"2022-01-28T10:34:52","modified_gmt":"2022-01-28T10:34:52","slug":"interamna-history-4","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/dajemo.com\/?p=943","title":{"rendered":"Interamna History &#8211; 4"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>Le testimonianze medioevali nel tessuto urbano ternano<\/strong><\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignleft size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"300\" height=\"300\" src=\"http:\/\/dajemo.com\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/Il-forte-del-Cassero.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-944\" title=\"\" srcset=\"https:\/\/dajemo.com\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/Il-forte-del-Cassero.jpg 300w, https:\/\/dajemo.com\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/Il-forte-del-Cassero-100x100.jpg 100w, https:\/\/dajemo.com\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/Il-forte-del-Cassero-150x150.jpg 150w, https:\/\/dajemo.com\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/Il-forte-del-Cassero-80x80.jpg 80w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Nell\u2019articolo pubblicato nello scorso numero di Daje m\u00f2 abbiamo cercato di descrivere l\u2019essere per Terni, nel Medioevo, una citt\u00e0 di frontiera. Riprendiamo quindi il discorso partendo degli ultimi anni di quel periodo cercando anche di individuare quali segni che inseriti nel tessuto urbano, ha lasciato. Intorno al 1300, dovuta anche allo sviluppo della citt\u00e0 con il conseguente fiorire di arti e mestieri, fu istituita una nuova magistratura, quella dei&nbsp;<strong><em>Priori<\/em><\/strong>, che and\u00f2 ad aggiungersi ai&nbsp;<strong><em>Quattro di Credenza<\/em><\/strong>&nbsp;o, come normalmente venivano chiamati,&nbsp;<strong><em>Difensori del Popolo<\/em><\/strong>. La natura anticlericale della citt\u00e0 tendeva sempre pi\u00f9 a farsi presente e durante la&nbsp;<strong><em>Cattivit\u00e0 avignonese,&nbsp;<\/em><\/strong>periodo durante il quale il papato venne trasferito presso la citt\u00e0 francese, a causa di questo, oltre del fatto che si trovasse schiacciata tra le cattoliche Narni e Spoleto, si rese necessaria la sua alleanza con Todi che per\u00f2 si arrog\u00f2 il diritto, tra il 1338 ed il 1354, di eleggere ben sette Podest\u00e0. Fu proprio in quest\u2019ultimo anno che si sottomise al cardinale spagnolo&nbsp;<strong><em>Gil Alvarez Camillo de Albornoz<\/em><\/strong>. Il cardinale gli riserv\u00f2 delle condizioni economiche molto vantaggiose rispetto a quelle che erano richieste ad altri comuni: dalle casse ternane si richiese infatti soltanto un esborso di 500 fiorini per un periodo di dieci anni. Ma la storia di Terni continu\u00f2 parallelamente alla sua natura di citt\u00e0 di frontiera tanto che&nbsp;<strong><em>Antonio Tomacelli<\/em><\/strong>, fratello di&nbsp;<strong><em>Bonifacio IX<\/em><\/strong>, la trasform\u00f2 in una rocca fortificata contro i Visconti,&nbsp;<strong><em>Ladislao I d\u2019Angi\u00f2<\/em><\/strong>&nbsp;in testa di ponte per tentare la conquista di Spoleto,&nbsp;<strong><em>Braccio di Montone<\/em><\/strong>&nbsp;in signoria ed i mercenari di&nbsp;<strong><em>Martino V<\/em><\/strong>&nbsp;la riportarono ancora sotto i papi. Sono molte le testimonianze architettoniche medioevali a Terni ed alcune anche ben conservate come la&nbsp;<strong><em>Torre dei Barbarasa<\/em><\/strong>&nbsp;in Via Roma, una vera e propria casa-torre, o quella dei&nbsp;<strong><em>Castelli<\/em><\/strong>&nbsp;ed ancora&nbsp;<strong><em>Porta Spoletina<\/em><\/strong>&nbsp;e&nbsp;<strong><em>Porta Sant\u2019Angelo<\/em><\/strong>. Proprio dall\u2019alto della Torre dei Barbarasa, anche se in un periodo storico che racconteremo nelle prossime uscite, il vescovo&nbsp;<strong><em>Sebastiano Gentili<\/em><\/strong>&nbsp;bened\u00ec con la&nbsp;<strong><em>Reliquia del Preziosissimo Sangue di Ges\u00f9 Cristo<\/em><\/strong>&nbsp;le genti ternane, stremate e rinchiuse nelle proprie case a causa della peste che colp\u00ec la citt\u00e0 tra il 1656 ed il 1657. Ma l\u2019elemento di pi\u00f9 sicuro interesse \u00e8 senz\u2019altro la&nbsp;<strong><em>Chiesa di San Francesco<\/em><\/strong>&nbsp;i cui lavori per l\u2019edificazione risalgono al 1265 ad opera dei frati Minori che, sino ad allora, trovavano rifugio in quello che tutti noi conosciamo come il cenacolo di San Marco ma che prima era incluso nel complesso di San Cassiano. Questo spazio era stato donato a Francesco dal vescovo Raniero che era rimasto affascinato dal suo carisma che pi\u00f9 volte aveva notato durante le sue prediche perpetrate nella nostra citt\u00e0. Vi era la presenza anche di una casa nel rione Amingoni che, per similitudini storiche ed anche per la presenza di una piccola croce greca su in antico architrave che affaccia appunto sull\u2019attuale piazza, pu\u00f2 essere individuata in quella costruzione attigua posteriormente alla chiesa e nella quale, gli stessi frati si sarebbero trasferiti per seguire pi\u00f9 da vicino le opere di costruzione che iniziarono circa quarant\u2019anni dopo la morte del&nbsp;<strong><em>Poverello di Assisi.<\/em><\/strong>&nbsp;Anche le varie chiese di&nbsp;<strong><em>San Salvatore<\/em><\/strong>, citata gi\u00e0 in documenti del 1047,&nbsp;<strong><em>San Lorenzo<\/em><\/strong>, edificata anch\u2019essa tra l\u2019XI ed il XII secolo,&nbsp;<strong><em>Sant\u2019Al\u00f2<\/em><\/strong>&nbsp;dedicata al Santo Aloysius, un orafo vissuto alla corte dei re Merovingi ed eretta intorno al 1000 sui resti di un antico tempio forse dedicato alla dea Cibele, ed ancora&nbsp;<strong><em>San Pietro<\/em><\/strong>&nbsp;legata alla presenza degli&nbsp;<strong><em>Agostiniani&nbsp;<\/em><\/strong>e la cui costruzione si fa risalire al \u2018300sulla base di quella si presume fosse l\u2019antica cattedrale ariana della citt\u00e0, e dove forse fu firmato l\u2019accordo tra Papa Zaccaria ed il re longobardo Liutprando ricordato nel&nbsp;<strong><em>Liber Pontificalis<\/em><\/strong>,&nbsp; rappresentano altrettante testimonianze importanti di un\u2019epoca che vide Terni essere protagonista attiva di vicende che cambiarono non soltanto al sua storia, ma quella della stessa Italia. A pochi chilometri dal centro cittadino poi, risalenti proprio nel Medioevo, troviamo le prime indicazioni del castello di Papigno, una fortificazione posta in posizione altamente strategica che la famiglia degli Arroni cedettero in pegno al comune di Terni per 1300 lire lucchesi a fronte di un prestito. Successivamente acquistato dallo stesso comune, il castello permetteva un controllo privilegiato su quelli che erano due assi viari importanti come la Valnerina e la Via Curia che risaliva la montagna per condurre sino a Rieti. Un\u2019altra fortificazione fu eretta tra Miranda e Rocca Carlea, il luogo che oggi conosciamo come Perticara Alta. Un castello che nei secoli fu al centro di continue faide, battaglie e domini. Saccheggiato da Ottone IV, fu poi sottomesso a Narni e poi completamente distrutto da Federico II. Soltanto successivamente fu permesso ai Narnesi di riedificarlo che lo persero definitivamente nel 1331 dopo l\u2019ennesima guerra contro Terni. Passato sotto la giurisdizione della Chiesa per opera di Bonifacio IX, venne completamente dismesso quando Ladislao Re di Napoli, la ritenne troppo pericoloso per le mire narnesi.&nbsp; Anche Piediluco vanta testimonianze medioevali tra le quali la Rocca Albornoz che era integrata in quello che, il cardinale spagnolo appunto, intravedeva come sistema difensivo dei territori conquistati dalla Chiesa. Come tralasciare poi il borgo di Portaria situato all\u2019interno del comune di Acquasparta la cui costruzione sembra risalga al XII secolo ma che danno la zona abitata da molti secoli prima. Successivamente poi, le cronache di Portaria erano destinata ad arricchirsi anche della presenza di Lucrezia Borgia, figlia illegittima di papa Alessandro VI, figura femminile tra le pi\u00f9 controverse del Rinascimento Italiano.&nbsp; In pratica per\u00f2, tutto il circondario ternano \u00e8 pieno di testimonianze di epoca medioevale: da Stroncone a San Gemini, da San Liberato a San Mamiliano, da Torreorsina a Sismano, a Tenaglie e decine di altri piccoli borghi, provano l\u2019importanza di un territorio che appunto, era di confine. Tornando nel nostro centro urbano, a parte le chiese delle quali abbiamo trattato all\u2019inizio di questo articolo, non possiamo tralasciare uno dei segni ancora ben visibili e che fanno parte del nostro quotidiano come cinta muraria che si fonda in et\u00e0 romana ma che viene migliorata e fortificata proprio nel Medioevo. Terni era una citt\u00e0 sempre in guardia pronta a resistere ai continui tentativi di invasione ed alla quale si poteva accedere soltanto tramite cinque porte: a sud da Porta Romana, a nord da Porta Spoletina, ad est da porta San Giovanni e dalla Porta del Sesto e per ultimo, ad ovest, da porta S. Angelo. Di queste porte ne sono rimaste solo due, quella Spoletina e S. Angelo. Alcuni dei torrioni di difesa sono ancora oggi visibili e inglobati nel tessuto urbano come, per esempio, quello situato in Via Battisti ed utilizzato come edicola votiva. Un vero e proprio baluardo difensivo doveva essere rappresentato dal forte del Cassero situato presso la Porta Romana. Il periodo basso del Medioevo fu caratterizzato da carestie, pestilenze, guerre che in generale, in Europa, coincisero con una grande riduzione demografica, basti pensare che tra il 1347 e il 1350, la peste nera uccise quasi un terzo della popolazione. A tutto questo va aggiunto che varie controversie, il tema delle eresie, lo scisma d\u2019occidente, il tutto all\u2019interno della Chiesa cattolica, portarono ad una serie infinita di conflitti e rivolte ma anche a sviluppi culturali e tecnologici che sarebbero stati destinati a portare il mondo verso l\u2019Et\u00e0 Moderna che vide il suo inizio con la scoperta dell\u2019America e, dopo tre secoli, con l\u2019evento della Rivoluzione Francese, all\u2019Et\u00e0 contemporanea. Di tutte queste trasformazioni non fu immune Terni e di questo, e molto altro, racconteremo nelle prossime uscite.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>di Roberto Pagnanini<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<div style=\"text-align:center\" class=\"wp-block-algori-social-share-buttons-block-algori-social-share-buttons\"><button class=\"bttn-pill bttn-md bttn-primary algori-social-share-buttons-settings algori-social-share-buttons-facebook\" onclick=\"window.open('https:\/\/www.facebook.com\/sharer.php?u=https:\/\/dajemo.com\/?p=943', '_blank')\"><i class=\"fab fa-facebook-f\"><\/i>\u00a0 \u00a0Facebook<\/button><button class=\"bttn-pill bttn-md bttn-primary algori-social-share-buttons-settings algori-social-share-buttons-email\" onclick=\"window.open('mailto:?body=https:\/\/dajemo.com\/?p=943', '_blank')\"><i class=\"fas fa-envelope\"><\/i>\u00a0 \u00a0Email<\/button><button class=\"bttn-pill bttn-md bttn-primary algori-social-share-buttons-settings algori-social-share-buttons-whatsapp\" onclick=\"window.open('https:\/\/web.whatsapp.com\/send?text=https:\/\/dajemo.com\/?p=943', '_blank')\"><i class=\"fab fa-whatsapp\"><\/i>\u00a0 \u00a0WhatsApp<\/button><button class=\"bttn-pill bttn-md bttn-primary algori-social-share-buttons-settings algori-social-share-buttons-telegram\" onclick=\"window.open('https:\/\/t.me\/share\/url?url=https:\/\/dajemo.com\/?p=943', '_blank')\"><i class=\"fab fa-telegram\"><\/i>\u00a0 \u00a0Telegram<\/button><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le testimonianze medioevali nel tessuto urbano ternano Nell\u2019articolo pubblicato nello scorso numero di Daje m\u00f2 abbiamo cercato di descrivere l\u2019essere per Terni, nel Medioevo, una citt\u00e0 di frontiera. 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