{"id":948,"date":"2022-01-28T16:56:49","date_gmt":"2022-01-28T16:56:49","guid":{"rendered":"https:\/\/dajemo.com\/?p=948"},"modified":"2022-01-28T16:56:50","modified_gmt":"2022-01-28T16:56:50","slug":"interamna-history-5","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/dajemo.com\/?p=948","title":{"rendered":"Interamna History &#8211; 5"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>L\u2019ingresso nell\u2019Et\u00e0 Moderna e la Rivolta dei Banderari<\/strong><\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignleft size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"300\" height=\"300\" src=\"http:\/\/dajemo.com\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/Ritratto_di_Pio_IV.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-947\" title=\"\" srcset=\"https:\/\/dajemo.com\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/Ritratto_di_Pio_IV.jpg 300w, https:\/\/dajemo.com\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/Ritratto_di_Pio_IV-100x100.jpg 100w, https:\/\/dajemo.com\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/Ritratto_di_Pio_IV-150x150.jpg 150w, https:\/\/dajemo.com\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/Ritratto_di_Pio_IV-80x80.jpg 80w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Come abbiamo pi\u00f9 volte sottolineato nei precedenti articoli, Terni \u00e8 sempre stata una citt\u00e0 di frontiera\u00a0e per questo considerata come una citt\u00e0 sempre in guardia pronta a resistere ai continui tentativi di invasione ed alla quale, per questo, si poteva accedere soltanto tramite cinque porte: a sud da Porta Romana, a nord da Porta Spoletina, ad est da porta San Giovanni e dalla Porta del Sesto e per ultimo, ad ovest, da porta S. Angelo. Di queste porte sono rimaste visibili quella Spoletina e quella di S. Angelo ma anche alcuni dei torrioni di difesa si possono ancora ammirare inglobati nel tessuto urbano come, per esempio, quello situato in Via Battisti, di fronte a Piazza dell\u2019Orologio, ed utilizzato al pari di edicola votiva. Un vero e proprio baluardo difensivo doveva essere rappresentato invece dal forte del Cassero presso la Porta Romana. Questa era la Terni che si apprestava ad uscire dal periodo basso del Medioevo, un periodo caratterizzato da carestie, pestilenze, guerre che in generale in Europa coincisero con una grande riduzione demografica. A suffragio di ci\u00f2 \u00e8 sufficiente pensare che tra il 1347 e il 1350, la peste nera uccise quasi un terzo della popolazione del vecchio continente. A tutto questo va aggiunto che varie controversie, il tema delle eresie, lo scisma d\u2019occidente, il tutto all\u2019interno della Chiesa cattolica, portarono ad una serie infinita di conflitti e rivolte ma anche a sviluppi culturali e tecnologici che sarebbero stati destinati a trasportare il mondo verso l\u2019Et\u00e0 Moderna che, come noto, vide il suo inizio con la scoperta dell\u2019America e poi dopo tre secoli, con l\u2019avvento della Rivoluzione Francese, all\u2019Et\u00e0 contemporanea. Giusto nei primi anni del \u2018400, la Terni ghibellina visse un assedio perpetrato da\u00a0<strong><em>Braccio di Montone<\/em><\/strong>, al secolo Andrea Fortebraccio, un Capitano di ventura nato a Perugia e che in quel tempo prestava i suoi servigi all\u2019<strong><em>antipapa Alessandro V<\/em><\/strong>. Un assedio che consent\u00ec di avere la meglio sulla citt\u00e0 sfruttando anche le divergenze createsi tra due grandi famiglie ternane: i\u00a0<strong><em>Castelli\u00a0<\/em><\/strong>ed i\u00a0<strong><em>Camporeali<\/em><\/strong>. Braccio, dopo avergli teso un inganno, fece assassinare buona parte della famiglia Castelli che governava sia politicamente che militarmente la citt\u00e0 in base anche ad un alleanza con il\u00a0<strong><em>Re di Napoli Ladislao<\/em><\/strong>. L\u2019assedio si protrasse nel tempo, sostenuto ed istigato anche dalle vicine Spoleto e Narni ma che a quest\u2019ultima cost\u00f2 molto caro quando, con la tremenda rappresaglia del sacco di Narni del 17 luglio 1527, ternani e lanzichenecchi guidati da Sciarra Colonna la devastarono, la raziarono mettendo in atto una vera e propria strage, lasciandola altres\u00ec in uno stato realmente pietoso dal quale, per rialzarsi, gli occorsero decine e decine d\u2019anni. In realt\u00e0 fu una coincidenza dato che gli stessi lanzichenecchi erano di ritorno dal sacco di Roma e accampatesi a Terni, trovarono una citt\u00e0 schierata a favore degli imperiali e della famiglia Colonna e non poteva che essere cosi dato che la citt\u00e0 era da tempo insofferente all\u2019azione del Papato reo, secondo lei, di aver sempre impedito, anche con azioni dure e crudeli, l\u2019espansione comunale. Non a caso nel 1501, lo stesso papato l\u2019aveva dichiarata\u00a0<strong><em>Citt\u00e0 ribelle<\/em><\/strong>. Ci\u00f2 che per\u00f2 condusse alla totale scomparsa del struttura comunale fu una fatto avvenuto nell\u2019agosto del 1564 e che \u00e8 ben conosciuto nella stessa storia della citt\u00e0 tanto da conservarne memoria anche nella toponomastica urbana, dedicandone un largo ai protagonisti:\u00a0<strong>i Banderari.<\/strong>\u00a0Giusto per informazione, la delibera per l&#8217;intestazione di quella che sie era venuta a creare una piccola piazza, \u00e8 relativamente recente dato che risale al 1954 e sostitu\u00ec nella toponomastica quello che era un piccolo vicolo nei pressi della chiesa di San Cristoforo a loro dedicato gi\u00e0 dal 1917 e dove, alcune memorie storiche indicavano come il luogo dove caddero molti Banderari viitime delle barbaroe di Monte de&#8217; Valenti.\u00a0Quella conosciuta come la rivolta dei Banderari prese le mosse dall\u2019impossibilit\u00e0 di quest\u2019ultimi, che bisogna ricordare in numero di ventiquattro partecipavano al Consiglio di Credenza della citt\u00e0 in rappresentanza di sei rioni ed in contrapposizione di altrettanti Cittadini che invece rappresentavano i nobili, di poter accedere al Priorato ed al Consiglio di Cerna. I Banderari erano il ceto borghese composto da artieri, mercanti, agricoltori e la storia racconta che in quella notte d\u2019estate\u00a0dei sicari perpetrarono una strage uccidendo adulti e bambini, prendendo di mira quelle famiglie come i Manassei, i Gigli, i Mazzancolli, antagoniste a loro\u00a0 nell\u2019amministrazione della citt\u00e0. In realt\u00e0, il coinvolgimento dei Banderari non apparve cosi certo ma Monsignor Monte dei Valeri, inviato a Terni da papa\u00a0<strong>Pio IV\u00a0<\/strong>per far luce sui fatti delittuosi, li accus\u00f2 di essere mandanti e complici e, in base ai larghi poteri conferitegli dallo stesso pontefice, mise in atto una repressione durissima che in breve riemp\u00ec non soltanto le carceri cittadine ma anche quelle di Narni e addirittura di Roma. Pene durissime, esecuzioni, rappresaglie, confische di beni e case fecero il resto; testimonianze giunte sino a noi, parlano delle teste dei decapitati che rimasero esposte per un anno intero a monito per le genti ed il Comune fu tenuto a pagare tutte le spese processuali, quelle sostenute per approntare le accuse, per ricostruire quanto distrutto e fortificare i palazzi del potere, il tutto perch\u00e9 reo di non essere stato in grado di stroncare quelle violenze che nel passato avevano segnato la citt\u00e0. Inutile dire che ai Banderari non fu pi\u00f9 permesso di far parte delle vita pubblica e politica di Terni. Il 17 dicembre dello stesso anno, venne ratificato dal Consiglio cittadino quanto pochi giorni prima aveva deciso il Consiglio di Cerna e cio\u00e8 dichiarare quello che ai giorni nostri sarebbe inteso come\u00a0<strong><em>dissesto finanziario dell\u2019amministrazione comunale.\u00a0<\/em><\/strong>Oggi subentrerebbe un\u00a0<strong><em>Commissario straordinario,\u00a0<\/em><\/strong>allora Terni fu costretta a rinunciare alla possibilit\u00e0 di amministrarsi da sola, affidando le proprie sorti alla\u00a0<strong><em>Camera Apostolica<\/em><\/strong>, ovvero al\u00a0<strong><em>Governo Pontificio<\/em><\/strong>\u00a0non prima per\u00f2 che alcune famiglie facoltose ternane ebbero a fornire importanti garanzie economiche a fronte degli innumerevoli debiti contratti.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>di Roberto Pagnanini<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<div style=\"text-align:center\" class=\"wp-block-algori-social-share-buttons-block-algori-social-share-buttons\"><button class=\"bttn-pill bttn-md bttn-primary algori-social-share-buttons-settings algori-social-share-buttons-facebook\" onclick=\"window.open('https:\/\/www.facebook.com\/sharer.php?u=https:\/\/dajemo.com\/?p=948', '_blank')\"><i class=\"fab fa-facebook-f\"><\/i>\u00a0 \u00a0Facebook<\/button><button class=\"bttn-pill bttn-md bttn-primary algori-social-share-buttons-settings algori-social-share-buttons-email\" onclick=\"window.open('mailto:?body=https:\/\/dajemo.com\/?p=948', '_blank')\"><i class=\"fas fa-envelope\"><\/i>\u00a0 \u00a0Email<\/button><button class=\"bttn-pill bttn-md bttn-primary algori-social-share-buttons-settings algori-social-share-buttons-whatsapp\" onclick=\"window.open('https:\/\/web.whatsapp.com\/send?text=https:\/\/dajemo.com\/?p=948', '_blank')\"><i class=\"fab fa-whatsapp\"><\/i>\u00a0 \u00a0WhatsApp<\/button><button class=\"bttn-pill bttn-md bttn-primary algori-social-share-buttons-settings algori-social-share-buttons-telegram\" onclick=\"window.open('https:\/\/t.me\/share\/url?url=https:\/\/dajemo.com\/?p=948', '_blank')\"><i class=\"fab fa-telegram\"><\/i>\u00a0 \u00a0Telegram<\/button><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019ingresso nell\u2019Et\u00e0 Moderna e la Rivolta dei Banderari Come abbiamo pi\u00f9 volte sottolineato nei precedenti articoli, Terni \u00e8 sempre stata una citt\u00e0 di frontiera\u00a0e per questo considerata come una citt\u00e0 sempre in guardia pronta&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":947,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_eb_attr":"","pgc_sgb_lightbox_settings":"","footnotes":""},"categories":[6],"tags":[],"class_list":["post-948","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-interamna-history"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/dajemo.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/948","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/dajemo.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/dajemo.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/dajemo.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/dajemo.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=948"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/dajemo.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/948\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":949,"href":"https:\/\/dajemo.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/948\/revisions\/949"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/dajemo.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/947"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/dajemo.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=948"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/dajemo.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=948"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/dajemo.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=948"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}