{"id":954,"date":"2022-01-28T17:08:33","date_gmt":"2022-01-28T17:08:33","guid":{"rendered":"https:\/\/dajemo.com\/?p=954"},"modified":"2022-01-28T17:08:34","modified_gmt":"2022-01-28T17:08:34","slug":"interamna-history-7","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/dajemo.com\/?p=954","title":{"rendered":"Interamna History &#8211; 7"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>Il Seicento ternano<\/strong><\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignleft size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"300\" height=\"300\" src=\"http:\/\/dajemo.com\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/Francesco_Angeloni0001.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-953\" title=\"\" srcset=\"https:\/\/dajemo.com\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/Francesco_Angeloni0001.jpg 300w, https:\/\/dajemo.com\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/Francesco_Angeloni0001-100x100.jpg 100w, https:\/\/dajemo.com\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/Francesco_Angeloni0001-150x150.jpg 150w, https:\/\/dajemo.com\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/Francesco_Angeloni0001-80x80.jpg 80w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Per immaginare la nostra Terni del XVII secolo, pu\u00f2 tornarci utile far riferimento ad una incisione all\u2019acquaforte realizzata su lastra di rame da un disegno del capitano&nbsp;<strong>Domitio Gubernari<\/strong>, un ingegnere dell\u2019esercito pontificio, che fu tra l\u2019altro edita anche nella&nbsp;<strong><em>Historia di Terni<\/em><\/strong>&nbsp;di&nbsp;<strong>Francesco Angeloni<\/strong>&nbsp;nel 1646 oppure, ad una veduta paesaggistica contenuta nel&nbsp;<strong><em>Theatrum civitatum et admirandorum Italie\u2026<\/em><\/strong>&nbsp;della stamperia olandese&nbsp;<strong>Blaeu<\/strong>. Una curiosit\u00e0 prima di proseguire: quella veduta del capitano Gubernari, per&nbsp; scelta del Comune, nel 1640 fu incisa e distribuita gratuitamente a cittadini e forestieri, in una vera e propria operazione di marketing dell\u2019epoca. Un elemento importante che si evince da entrambe queste opere \u00e8 il fatto di come fosse importante il rapporto tra l\u2019acqua ed il territorio, il tutto rappresentato da un intrigato e complesso reticolo di canali naturali ed artificiali. Molti di questi corsi d\u2019acqua oggi non sono pi\u00f9 visibili ma al tempo quelli del Raggio Vecchio, del Raggio Nuovo, della Forma Cittadini, del Gobbo, del Pastore e molti altri, raccontavano di una citt\u00e0 operosa che proprio dall\u2019acqua traeva la propria forza. Una Terni laboriosa, ordinata, piena di attivit\u00e0 produttive ma anche di orti ricchi di alberi da frutto e di eleganti giardini all\u2019italiana. L\u2019acqua \u00e8 sempre stato un elemento fondamentale per la nostra citt\u00e0 e lo stesso Silvestri, raccontandone la storia alla met\u00e0 dell\u2019800, non manca di sottolineare come&nbsp;<strong>\u2026<em>La citt\u00e0, in antico come al presente, aveva eccellente acqua potabile dai suoi pozzi; facile \u00e8 rinvenire pure e freschi sorgenti per ogni dove\u2026<\/em><\/strong>&nbsp;Il Seicento ternano fu contraddistinto da un periodo di pace che coincise con il dominio papale e che trov\u00f2 in Roma cosi nelle famiglie&nbsp;<strong>Aldobrandini<\/strong>&nbsp;e&nbsp;<strong>Barberini<\/strong>, una sponda sicura. Lo stesso Francesco Angeloni fu segretario del cardinale Ippolito Aldobrandini cosi come Angelo Rapaccioli fu legatissimo al cardinale Maffeo Barberini, il futuro papa Urbano VIII. Terni era suddivisa in quindici parrocchie, era circondata da alte mura quadrate in pietra che contavano anche di trenta torrioni, di cinque porte per accedervi, due delle quali dotate di ponti e, al suo interno, si contavano fino a trecento torri.&nbsp; Sei erano i rioni: Di Sotto, dei Rigoni, degli Amingoni, dei Fabbri, di Castello e degli Adultrini e la popolazione contava su circa ottomila anime. Nel 1657 la nostra citt\u00e0 fu imperversata per sei mesi dalla peste che si diffuse proveniente da Napoli dove aveva gi\u00e0 fatto contare moltissime vittime. Si ricorse a mille provvedimenti per debellarla, incluse le suppliche a tutti i Santi protettori, ma nonostante questo i decessi furono tanti al punto che neppure il cimitero era pi\u00f9 in grado di contenere le salme e per tanto, il comune fu costretto ad approntare una nuova area nella zona sud-ovest per potergli dare degna sepoltura. Un episodio legato a quel periodo, e che vale la pena sottolineare, vide come protagonista la famosa&nbsp;<strong><em>Torre Barbarasa<\/em><\/strong>&nbsp;edificata dall\u2019omonima potente famiglia ternana che visse a cavallo dei secoli XV e XVI. Nonostante i soldati vennero posti di guardia alle porte della citt\u00e0 per evitare che i forestieri potessero entrarvi, che al Duomo ed in tutte le chiese si proseguisse senza sosta a celebrare funzioni religiose per ingraziarsi la benevolenza dei Santi, che le osterie e luoghi di ritrovo venissero chiusi, i casi di contagio iniziarono a moltiplicarsi tanto che nel 1657, un anno dopo il nascere dell\u2019epidemia, non vi era ancora maniera per fermarla. Fu cosi che&nbsp;<strong>Sebastiano Gentili<\/strong>, vescovo in quel periodo, organizz\u00f2 una grande processione per le vie cittadine ed al termine della stessa sal\u00ec sulla torre che era l\u2019edificio pi\u00f9 alto di Terni, e procedette all\u2019ostensione della&nbsp;<strong><em>reliquia del Preziosissimo sangue<\/em><\/strong>, invocando la protezione divina ed alla benedizione della citt\u00e0. Ancora oggi sulla parete della torre che incide su Via Roma, \u00e8 visibile una targa a ricordo di quell\u2019evento. In ogni caso, come gi\u00e0 abbiamo sottolineato, il XVII secolo fu per Terni un periodo di pace caratterizzato anche da tante figure che si elevarono a livello nazionale per le proprie prerogative professionali.&nbsp;<strong>Freacesco Angeloni<\/strong>&nbsp;per esempio eccelse come storico, umanista e grande antiquario,&nbsp;<strong>Anastasio De Filiis<\/strong>&nbsp;fu un astronomo di fama riconosciuta e addirittura tra i fondatori dell\u2019Accademia dei Lincei,&nbsp;<strong>Caterina Tramazzoli<\/strong>, conosciuta poi con il nome di&nbsp;<strong><em>Madre Maria Eletta di Ges\u00f9<\/em><\/strong>, che giovanissima venne chiamata a dirigere prima un Carmelo a Vienna e poi un altro a Praga commissionato direttamente dall\u2019Imperatore Federico III d\u2019Asburgo dove, a tutt\u2019oggi, viene venerata ed ancora&nbsp;<strong>Lattanzio Mazzancolli<\/strong>, beato sacerdote dell&#8217;ordine minore, al quale vengono accreditati numerosi miracoli. Terni fu anche meta di famosi ed importanti personaggi dell&#8217;arte e della cultura che provenienti da Roma, non mancarono di soggiornarvi e lavorarvi:&nbsp;<strong>Antonio da Sangallo il Giovane<\/strong>&nbsp;diresse i lavori della&nbsp;<em>cava paolina<\/em>&nbsp;alla Cascata delle Marmore,&nbsp;<strong>Jacopo Barozzi da Vignola<\/strong>&nbsp;e&nbsp;<strong>Carlo Fontana<\/strong>&nbsp;curarono il rifacimento del&nbsp;<strong><em>Ponte Romano<\/em><\/strong>&nbsp;ma ancora&nbsp;<strong>Carlo Maderno<\/strong>&nbsp;o&nbsp;<strong>Girolamo Troppa<\/strong>. Ci\u00f2 che per\u00f2 continuava a caratterizzare la nostra citt\u00e0 era il suo essere una citt\u00e0 di frontiera e per questo fu tantissime volta attraversata da truppe impegnate nelle varie successioni che caratterizzarono quei periodi, da quella spagnola a quella polacca sino ad arrivare a quella austriaca. Tutto questo, frutto anche le tante diserzioni, port\u00f2 al compiersi di atti di saccheggio e violenza contro la popolazione e contro le stesse casse comunali. Il tessuto sociale, vista la conclamata devozione alla Roma papale, era sostenuto dalla grande presenza del clero al quale era demandata la gestione della scuola e di tutti gli enti di utilit\u00e0 pubblica. Nel clero quindi convogliavano la maggior parte delle donazioni e delle imposte che venivano poi utilizzate per il sostentamento di tutte quelle attivit\u00e0. La vocazione del territorio era quasi prettamente agricola e lo sfruttamento veniva gestito se non totalmente, in buona parte in regime di&nbsp;<strong><em>mezzadria<\/em><\/strong>&nbsp;e cio\u00e8 dividendo i benefici tra la propriet\u00e0 delle terre,&nbsp;<strong><em>concedente<\/em><\/strong>, ed il coltivatore,&nbsp;<strong><em>mezzadro<\/em><\/strong>, che rappresentava anche la sua famiglia,&nbsp;<strong><em>famiglia colonica<\/em><\/strong>. La coltivazione dell\u2019olivo era senza dubbio la pi\u00f9 presente ma i numerosi corsi d\u2019acqua diedero vita anche ai primi progetti di piccole industrie come quella di una segheria idraulica, parliamo del 1715, una ratiera per le lavorazioni tessili a telaio del 1730 e poi successivamente,&nbsp; ma siamo gi\u00e0 alla fine del XVIII secolo, anche di una ferriera per opera della famiglia Gazzoli. In effetti, soltanto dalla seconda met\u00e0 del Settecento si potranno notare quelli che saranno i sintomi di una ripresa economica e coincideranno con l\u2019invasione degli eserciti napoleonici dello Stato Pontificio. Sar\u00e0 in quel periodo che sorger\u00e0 un patriziato colto cosi come una borghesia intellettuale, entrambi ansiosi di un affrancamento da Roma e dal Papato. Il nuovo secolo per\u00f2 si apr\u00ec con un altro evento tragico e cio\u00e8 con il terremoto che nel 1703 colp\u00ec la citt\u00e0 lasciandole come dote tantissimi edifici danneggiati o diroccati. Si dovette quindi provvedere al loro ripristino e fu cosi che in molti casi, anche di fronte a strutture medioevali, si procedette con l\u2019apposizione di intonaco sulle originali pareti in pietra, si chiusero porte e finestre per aprirne altre e molti palazzi, anche nobiliari, cambiarono il loro aspetto: da quello&nbsp;<strong><em>Manassei<\/em><\/strong>&nbsp;a quello&nbsp;<strong><em>Carrara<\/em><\/strong>, dal&nbsp;<strong><em>Fabrizi<\/em><\/strong>&nbsp;al&nbsp;<strong><em>Canale<\/em><\/strong>&nbsp;sino al&nbsp;<strong><em>Gazzoli<\/em><\/strong>&nbsp;molti aspetti e prospetti non furono pi\u00f9 come prima. Ma i danni maggiori furono figli del secolo precedente quando per affermare l\u2019<strong><em>orrore dello stil gotico&nbsp;<\/em><\/strong>reo di essere tetro e triste, tutto venne votato al bianco ed alla luce con la cancellazione di pitture murali, la rimozione di bifore e rosoni e l\u2019apertura di finestre sulle antiche mura delle chiese. Si demoliscono, come nel caso delle chiese di San Francesco e San Pietro, i sepolcri dei Capitani ed&nbsp; i loro trofei fatti di armi e bandiere. Sempre agli inizi del Seicento, il vescovo&nbsp;<strong>Antonio Onorati<\/strong>&nbsp;diede il via alle ricerche per trovare il corpo di San Valentino che gi\u00e0 era collocato all\u2019interno di un cimitero pagano, luogo dove &nbsp;poi sorse la basilica. Fu cosi che tra il 1605, anno del ritrovamento, ed il 1618 si assisti al restauro della chiesa ed alla costruzione del convento dei padri carmelitani scalzi. Nel 1625, dopo la visita a Terni dell\u2019<strong>arciduca Leopoldo d\u2019Austria,&nbsp;<\/strong>e della sua promessa di restituire una parte del cranio del Santo che era stato donato alla sua famiglia, si procedette alla realizzazione dell\u2019altare maggiore in marmo con il contributo dello stesso arciduca e di altre famiglie ternane. Il Seicento \u00e8 il secolo nel quale si trova traccia anche del primo pittore attivo in citt\u00e0:&nbsp;<strong>Ludovico Carosi<\/strong>. Sua la decorazione della cupola della chiesa del Carmine. Alcune delle notizie e dei fatti indicati in questo articolo sono tratti dal un volume facente parte di una serie intitolata&nbsp;<strong><em>Storia Illustrata delle Citt\u00e0 dell\u2019Umbria<\/em><\/strong>&nbsp;che, per ci\u00f2 che concerne Terni, \u00e8 stato curato da&nbsp;<strong>Michele Giorgini<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p><em><strong>di Roberto Pagnanini<\/strong><\/em><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<div style=\"text-align:center\" class=\"wp-block-algori-social-share-buttons-block-algori-social-share-buttons\"><button class=\"bttn-pill bttn-md bttn-primary algori-social-share-buttons-settings algori-social-share-buttons-facebook\" onclick=\"window.open('https:\/\/www.facebook.com\/sharer.php?u=https:\/\/dajemo.com\/?p=954', '_blank')\"><i class=\"fab fa-facebook-f\"><\/i>\u00a0 \u00a0Facebook<\/button><button class=\"bttn-pill bttn-md bttn-primary algori-social-share-buttons-settings algori-social-share-buttons-email\" onclick=\"window.open('mailto:?body=https:\/\/dajemo.com\/?p=954', '_blank')\"><i class=\"fas fa-envelope\"><\/i>\u00a0 \u00a0Email<\/button><button class=\"bttn-pill bttn-md bttn-primary algori-social-share-buttons-settings algori-social-share-buttons-whatsapp\" onclick=\"window.open('https:\/\/web.whatsapp.com\/send?text=https:\/\/dajemo.com\/?p=954', '_blank')\"><i class=\"fab fa-whatsapp\"><\/i>\u00a0 \u00a0WhatsApp<\/button><button class=\"bttn-pill bttn-md bttn-primary algori-social-share-buttons-settings algori-social-share-buttons-telegram\" onclick=\"window.open('https:\/\/t.me\/share\/url?url=https:\/\/dajemo.com\/?p=954', '_blank')\"><i class=\"fab fa-telegram\"><\/i>\u00a0 \u00a0Telegram<\/button><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il Seicento ternano Per immaginare la nostra Terni del XVII secolo, pu\u00f2 tornarci utile far riferimento ad una incisione all\u2019acquaforte realizzata su lastra di rame da un disegno del capitano&nbsp;Domitio Gubernari, un ingegnere dell\u2019esercito&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":953,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_eb_attr":"","pgc_sgb_lightbox_settings":"","footnotes":""},"categories":[6],"tags":[],"class_list":["post-954","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-interamna-history"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/dajemo.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/954","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/dajemo.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/dajemo.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/dajemo.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/dajemo.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=954"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/dajemo.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/954\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":955,"href":"https:\/\/dajemo.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/954\/revisions\/955"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/dajemo.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/953"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/dajemo.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=954"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/dajemo.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=954"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/dajemo.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=954"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}