{"id":957,"date":"2022-01-28T17:23:12","date_gmt":"2022-01-28T17:23:12","guid":{"rendered":"https:\/\/dajemo.com\/?p=957"},"modified":"2022-01-28T17:23:13","modified_gmt":"2022-01-28T17:23:13","slug":"interamna-history-8","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/dajemo.com\/?p=957","title":{"rendered":"Interamna History &#8211; 8"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>Il Monte di Piet\u00e0 a Terni<\/strong><\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignleft size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"300\" height=\"300\" src=\"http:\/\/dajemo.com\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/Barnaba-Manassei.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-956\" title=\"\" srcset=\"https:\/\/dajemo.com\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/Barnaba-Manassei.jpg 300w, https:\/\/dajemo.com\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/Barnaba-Manassei-100x100.jpg 100w, https:\/\/dajemo.com\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/Barnaba-Manassei-150x150.jpg 150w, https:\/\/dajemo.com\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/Barnaba-Manassei-80x80.jpg 80w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Vuoi per il difficile momento causato dal Covid-19, vuoi perch\u00e9 in generale la situazione economica non \u00e8 tra le migliori, ultimamente sono tornati in auge i&nbsp;<strong><em>Monti di Piet\u00e0<\/em><\/strong>, il sistema finanziario sorto in tarda et\u00e0 medioevale per conto di alcuni frati francescani che, cosi facendo, volevano contribuire a contrastare il prestito ad usura perpetrato dagli ebrei. Una questione, quella della liceit\u00e0 degli interessi, lungamente dibattuta dal clero e che con&nbsp;<strong><em>Leone X<\/em><\/strong>&nbsp;fu regolamentata con un decreto che riconobbe appunto i Monti di Piet\u00e0 come istituzioni benefiche ispirate a scopi umanitari. Chiaramente, i fondi iniziali per la loro costituzione provenivano da elargizioni di privati o da associazioni religiose oppure da contributi versati da enti comunali. C\u2019\u00e8 da dire che per gli ebrei l\u2019attivit\u00e0 del prestare denaro a fronte di interessi molte volte usurai, e sempre con pegno di beni, era la naturale conseguenza del non poter accedere a professioni legate ai pubblici uffici o neppure alla semplice propriet\u00e0 e quindi rappresentava molto spesso l\u2019unica fonte di sopravvivenza per le classi meno abbienti tanto che, invece di venire combattuto come metodo, gli stessi comuni cercavano di regolamentarlo. Anche Terni si adoper\u00f2 a tal proposito autorizzando questi prestiti con una serie di decreti redatti negli anni e che variarono in base alle contingenti situazioni del momento cosi come degli eventi. La fondazione del Monte di Piet\u00e0 nella nostra citt\u00e0 risale al&nbsp;<strong><em>1467<\/em><\/strong>&nbsp;ma in realt\u00e0, altro non era che la naturale prosecuzione dell\u2019opera svolta dalla&nbsp;<strong><em>confraternita di San Nicandro<\/em><\/strong>&nbsp;gi\u00e0 avviata nel&nbsp;<strong><em>1464<\/em><\/strong>&nbsp;che, anche in questo caso, fu conseguenza della sospensione da parte del&nbsp;<strong><em>Consiglio generale del Comune<\/em><\/strong>&nbsp;dei contratti usurai in essere con gli ebrei. Una commissione costituita da otto membri e presieduta dal frate francescano&nbsp;<strong><em>Nicola di Spoleto<\/em><\/strong>, costitu\u00ec cosi un monte di prestito denominato&nbsp;<strong><em>Mont mutuationis<\/em><\/strong>&nbsp;&nbsp;che per\u00f2, visti gli esigui fondi a disposizione, ebbe un breve quanto poco regolare funzionamento e soltanto nel 1467 appunto, quando iniziarono a giungere nelle casse titoli lucrativi di eredit\u00e0, donazioni, riscossioni dovute a tasse comunali, dazi ed anche dello stipendio di colui che doveva ricoprire la carica di Governatore, titolo in quel momento vacante,&nbsp; si pot\u00e8 provvedere a riorganizzare e rendere davvero efficace. La prima radicale trasformazione riguard\u00f2 la forma giuridica che pass\u00f2 da privata a istituzione pubblica gestita dal Comune anche se la confraternita di San Nicandro, continuava ad esercitare una forte opera di controllo oltre che eleggere gli amministratori. I primi statuti furono redatti da due deputati,&nbsp;<strong><em>Monaldo de Paradisis<\/em><\/strong>&nbsp;e&nbsp;<strong><em>Angelino de Zaffinis<\/em><\/strong>, e da due frati,&nbsp;<strong><em>Barnaba Manassei<\/em><\/strong>&nbsp;e&nbsp;<strong><em>Fortunato Coppoli<\/em><\/strong>&nbsp;ed a testimonianza dell\u2019importante ruolo rappresentato dalla confraternita, al nome Monte di Piet\u00e0 venne aggiunto quello&nbsp;<strong><em>della Vergine Maria, matre della Misericordia<\/em><\/strong>. La struttura amministrativa era relativamente semplice e prevedeva due&nbsp;<strong><em>depositari<\/em><\/strong>&nbsp;che si occupavano appunto del deposito dei beni e del denaro cosi come si occupavano di tutte le pratiche relative alle concessioni, un&nbsp;<strong><em>trombetta<\/em><\/strong>, in pratica l\u2019incaricato di annunciare le aste pubbliche degli stessi beni quando erano messi in vendita perch\u00e9 non riscossi, e da un&nbsp;<strong><em>podest\u00e0<\/em><\/strong>&nbsp;che era chiamato in causa per dirimere eventuali controversie. I prestiti erogati venivano concessi a quei cittadini ternani davvero poveri, a volte addirittura indigenti e non in grado di soddisfare i bisogni primari; non venivano elargiti per scopi superflui, il bene dato in pegno doveva avere un valore superiore di almeno un terzo rispetto alla cifra richiesta, ogni famiglia non poteva sommare pi\u00f9 di cinque fiorini di prestito e la polizza non poteva avere una durata superiore ai nove mesi. Chiaramente, trascorso questo tempo, il beneficiario del prestito doveva ritirare il pegno riconsegnando al contempo l\u2019intera cifra pi\u00f9 una piccola percentuale di interessi perch\u00e9 al contrario, il bene sarebbe stato venduto. Tra alti e bassi, il Monte di Piet\u00e0 continu\u00f2 a svolgere la sua funzione per molti anni anche se, con il passare del tempo, la sua gestione si andava sempre pi\u00f9 svincolando dalla confraternita a favore del Comune e conseguentemente si assistette ad alcune modifiche amministrative come ad esempio l\u2019importo del prestito sceso da cinque ad un massimo di tre fiorini e la durata della polizza che pass\u00f2 da nove a dodici mesi. Molta pi\u00f9 attenzione fu rivolta all\u2019origine dei pegni che non dovevano essere ne deteriorabili ne sacri perch\u00e9 avrebbero potuto nascondere una provenienza furtiva e per di pi\u00f9, non potevano essere conservati neppure nell\u2019abitazione del&nbsp;<strong><em>montista&nbsp;<\/em><\/strong>cosi da evitare che quest\u2019ultimo, per il tempo della durata della polizza, ne potesse usufruire per un uso proprio. Dal&nbsp;<strong>1474<\/strong>&nbsp;l\u2019attivit\u00e0 del Monte di Piet\u00e0 torn\u00f2 ad essere affiancata a quella degli ebrei, questa volta reatini, ai quali in base ad un contratto sottoscritto con il Comune, veniva riconosciuto il diritto di prestare denaro ad un tasso di interesse del trenta per cento se destinato a cittadini ternani e del quaranta per i forestieri; a fronte di questa attivit\u00e0, gli ebrei contrattarono, e si impegnavano per dodici anni, a versare nelle casse comunali quaranta fiorini cada annualit\u00e0. Una operazione che non port\u00f2 per\u00f2 i guadagni sperati tanto che gli scarsi profitti generati, furono di consiglio affinch\u00e9 il contratto, a fronte di un pagamento di settanta ducati, venisse rescisso con due anni d\u2019anticipo. Nel&nbsp;<strong><em>1490<\/em><\/strong>&nbsp;a fianco del Monte di Piet\u00e0 venne creato il&nbsp;<strong><em>Monte Frumentario<\/em><\/strong>&nbsp;ad opera di&nbsp;<strong><em>Andrea da Faenza<\/em><\/strong>, un francescano impegnato soprattutto in una nuova opera moralistica della citt\u00e0 che vale la pena ricordare era attraversata da una ondata sfrenata di corruzione, con lo scopo di prestare grano agli agricoltori. I benefici del suo lavoro trovarono riscontro anche nel rifiorire dello stesso Monte di Piet\u00e0 dentro le cui casse confluirono anche tutti i proventi derivanti dalle multe pecuniarie elevate ai bestemmiatori, alle meretrici ed ai rei di altri delitti previsti e puniti dagli&nbsp;<strong><em>Statuti morali<\/em><\/strong>&nbsp;redatti nello stesso anno. I tempi per\u00f2 non erano dei migliori ed i cittadini non erano neppure in grado di pagare le tasse previste dal Comune e cosi si assistette ad una nuova decadenza dell\u2019istituto che, tra mille cambiamenti e modifiche, si trascin\u00f2 sino al&nbsp;<strong><em>1552<\/em><\/strong>&nbsp;quando non fu pi\u00f9 in grado di soddisfare le stesse esigenze per le quali era stato costituito. L\u2019usura continuava a rappresentare un grande problema per le famiglie ternane tanto che il Comune fu costretto a proibire qualsiasi prestito in denaro, in olio ed in vino con pene molto precise per chi non rispettava tali dettami; pene estese anche ai notai che rogavano polizze o ai testimoni che vi assistevano. Fu allora che si cerc\u00f2 una nuova riorganizzazione del Monte di Piet\u00e0; all\u2019imposta straordinaria sul grano richiesta ai ternani, cosi come al contributo di cinquecento scudi alla quale fu chiamata la confraternita di San Nicandro, il Comune rispose con la cessione di alcuni beni di sua propriet\u00e0 tra i quali delle paludi bonificate delle Marmore che, date in affitto agli abitanti dei castelli di Papigno e Miranda, portarono nella casse ulteriori fondi. Furono ridotti i tassi di interessi, sei baiocchi l\u2019anno per ogni scudo, e mantenuti segreti i nomi di chi impegnava i beni. L\u2019evoluzione del Monte prosegu\u00ec anche nel XVII secolo ma la sua gestione non fu priva di irregolarit\u00e0; l\u2019uso improprio del denaro destinato alla classi meno abbienti per esempio, chiam\u00f2 in causa direttamente papa&nbsp;<strong><em>Paolo V<\/em><\/strong>&nbsp;che dovette emanare un decreto per condannare tale abuso. Sin dagli inizi del XV secolo, la sede del Monte di Piet\u00e0 ternano aveva trovato spazio in un edificio situato nei pressi dell\u2019attuale Piazza della Repubblica; un palazzo ricevuto in eredit\u00e0 da&nbsp;<strong><em>donna Cremesina<\/em><\/strong>&nbsp;dalla famiglia&nbsp;<strong><em>Paradisi&nbsp;<\/em><\/strong>ma poco adatto alle nuove esigenze tanto che costrinsero l\u2019istituto a dotarsi di una sede pi\u00f9 consona che venne edificata nei pressi di quella originale. Con i nuovi statuti comparvero anche nuove figure amministrative come il&nbsp;<strong><em>cassiere<\/em><\/strong>, il&nbsp;<strong><em>cancelliere<\/em><\/strong>, i&nbsp;<strong><em>reggenti<\/em><\/strong>, tra i quali veniva eletto il&nbsp;<strong><em>depositario<\/em><\/strong>. Anche la peste che colp\u00ec Terni nel&nbsp;<strong><em>1657&nbsp;<\/em><\/strong>coinvolse le attivit\u00e0 del Monte cosi come la sua operativit\u00e0 arriv\u00f2 sino a finanziare progetti importanti per la comunit\u00e0 come la riedificazione della&nbsp;<strong><em>Cattedrale<\/em><\/strong>, l\u2019istituzione del&nbsp;<strong><em>Seminario<\/em><\/strong>, la costituzione del&nbsp;<strong><em>Conservatorio delle Orfane<\/em><\/strong>&nbsp;o, come nel caso della grande carestia che colp\u00ec la citt\u00e0 nel&nbsp;<strong><em>1764<\/em><\/strong>&nbsp;l\u2019acquisto di grano da destinare ai pi\u00f9 bisognosi. Quella che fu una attivit\u00e0 quasi continua nell\u2019arco di oltre tre secoli, trov\u00f2 una interruzione durante il periodo della Repubblica francese quando il&nbsp;<strong><em>generale Berthier<\/em><\/strong>&nbsp;ne ordin\u00f2 la chiusura per poi, sotto le pressioni della popolazione ternana, autorizzarne la riapertura mettendone per\u00f2 il controllo sotto le autorit\u00e0 francesi; un periodo che segn\u00f2 gravi perdite economiche per il Monte a causa di una forte svalutazione delle cedole. Dopo il periodo&nbsp;<strong><em>pontificio<\/em><\/strong>, con l\u2019avvento dell\u2019<strong><em>Unit\u00e0 d\u2019Italia&nbsp;<\/em><\/strong>il Monte di Piet\u00e0 si svincol\u00f2 dal controllo ecclesiastico per passare a quello delle&nbsp;<strong><em>Congregazioni di Carit\u00e0<\/em><\/strong>, un organo appositamente creato nei vari comuni e per quanto riguarda Terni, tutto avvenne con un decreto del&nbsp;<strong><em>28 gennaio 1864<\/em><\/strong>. Una successiva modifica ne certific\u00f2 il passaggio all\u2019<strong><em>ECA<\/em><\/strong>,<strong><em>&nbsp;Ente Comunale di Assistenza<\/em><\/strong>, &nbsp;nel 1937 e nel 1938 il nome mut\u00f2 in&nbsp;<strong><em>Monte di Credito su Pegno<\/em><\/strong>&nbsp;e poi, definitivamente, dal 1954 fu incorporato dalla&nbsp;<strong><em>Cassa di Risparmio<\/em><\/strong>&nbsp;che ne trasfer\u00ec la sede da&nbsp;<strong><em>Palazzo Mazzancolli<\/em><\/strong>, dove era stato collocato a partire dal&nbsp;<strong><em>1879<\/em><\/strong>, all\u2019interno di alcuni locali siti in Via Angeloni. Cosi come certifica il&nbsp;<strong><em>Sistema Informativo per le Sopraintendenze Archivistiche,<\/em><\/strong>&nbsp;il fondo del Monte di Piet\u00e0 di Terni contiene 105 buste con estremi cronologici che vanno dal 1551 al 1875. Si tratta di deliberazioni della congregazione della reggenza, protocolli della corrispondenza, pegni e relativi&nbsp;<strong><em>spegni,<\/em><\/strong>&nbsp;carteggi amministrativi, registrazioni dei depositi, libri di entrata e uscita, libri mastri, apoche, le ricevute o le quietanze che costituiscono per il debitore prova dell\u2019avvenuto pagamento, certificati di depositi, memorie storiche, libri di istrumenti, decreti e rendiconti, copie di bollette. Un\u2019altra parte molto importante degli archivi \u00e8 conservata invece dalla&nbsp;<strong><em>Fondazione Cassa di Risparmio di Terni e&nbsp; Narni<\/em><\/strong>&nbsp; ed abbraccia un arco temporale che va dal XIII sino al XIX secolo; in questo caso non soltanto materiale inerente al Monte di Piet\u00e0, ma anche quello prodotto da altre Opere pie come le confraternite di&nbsp;<strong><em>San Nicandro<\/em><\/strong>, dei&nbsp;<strong><em>Disciplinati di Ges\u00f9 Cristo<\/em><\/strong>&nbsp;e della&nbsp;<strong>Croce Santa<em>, Pio Conservatorio delle Orfane<\/em><\/strong>,&nbsp;<strong><em>Legato Teofoli<\/em><\/strong>&nbsp;e&nbsp;<strong><em>Orfanotrofio Guglielmi<\/em><\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>di Roberto Pagnanini<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<div style=\"text-align:center\" class=\"wp-block-algori-social-share-buttons-block-algori-social-share-buttons\"><button class=\"bttn-pill bttn-md bttn-primary algori-social-share-buttons-settings algori-social-share-buttons-facebook\" onclick=\"window.open('https:\/\/www.facebook.com\/sharer.php?u=https:\/\/dajemo.com\/?p=957', '_blank')\"><i class=\"fab fa-facebook-f\"><\/i>\u00a0 \u00a0Facebook<\/button><button class=\"bttn-pill bttn-md bttn-primary algori-social-share-buttons-settings algori-social-share-buttons-email\" onclick=\"window.open('mailto:?body=https:\/\/dajemo.com\/?p=957', '_blank')\"><i class=\"fas fa-envelope\"><\/i>\u00a0 \u00a0Email<\/button><button class=\"bttn-pill bttn-md bttn-primary algori-social-share-buttons-settings algori-social-share-buttons-whatsapp\" onclick=\"window.open('https:\/\/web.whatsapp.com\/send?text=https:\/\/dajemo.com\/?p=957', '_blank')\"><i class=\"fab fa-whatsapp\"><\/i>\u00a0 \u00a0WhatsApp<\/button><button class=\"bttn-pill bttn-md bttn-primary algori-social-share-buttons-settings algori-social-share-buttons-telegram\" onclick=\"window.open('https:\/\/t.me\/share\/url?url=https:\/\/dajemo.com\/?p=957', '_blank')\"><i class=\"fab fa-telegram\"><\/i>\u00a0 \u00a0Telegram<\/button><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il Monte di Piet\u00e0 a Terni Vuoi per il difficile momento causato dal Covid-19, vuoi perch\u00e9 in generale la situazione economica non \u00e8 tra le migliori, ultimamente sono tornati in auge i&nbsp;Monti di Piet\u00e0,&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":956,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_eb_attr":"","pgc_sgb_lightbox_settings":"","footnotes":""},"categories":[6],"tags":[],"class_list":["post-957","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-interamna-history"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/dajemo.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/957","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/dajemo.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/dajemo.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/dajemo.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/dajemo.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=957"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/dajemo.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/957\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":958,"href":"https:\/\/dajemo.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/957\/revisions\/958"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/dajemo.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/956"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/dajemo.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=957"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/dajemo.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=957"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/dajemo.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=957"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}