{"id":960,"date":"2022-01-28T17:26:37","date_gmt":"2022-01-28T17:26:37","guid":{"rendered":"https:\/\/dajemo.com\/?p=960"},"modified":"2022-01-28T17:26:39","modified_gmt":"2022-01-28T17:26:39","slug":"interamna-history-9","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/dajemo.com\/?p=960","title":{"rendered":"Interamna History &#8211; 9"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Piediluco e le streghe, tra fantasia e realt\u00e0<\/strong><\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignleft size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"300\" height=\"300\" src=\"http:\/\/dajemo.com\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/Lago-di-Piediluco-stampa-depoca.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-959\" title=\"\" srcset=\"https:\/\/dajemo.com\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/Lago-di-Piediluco-stampa-depoca.jpg 300w, https:\/\/dajemo.com\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/Lago-di-Piediluco-stampa-depoca-100x100.jpg 100w, https:\/\/dajemo.com\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/Lago-di-Piediluco-stampa-depoca-150x150.jpg 150w, https:\/\/dajemo.com\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/Lago-di-Piediluco-stampa-depoca-80x80.jpg 80w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Chiss\u00e0 quante volte, nel nostro comune immaginario, hanno trovato spazio streghe, malocchi, fatture o qualcosa che comunque avesse a che fare con un mondo magico, magari soltanto per curiosit\u00e0 e non certo per convinzione. Elementi che negli studi antropologici hanno spazio in quelle identit\u00e0 culturali con radici ben piantate soprattutto nel mondo contadino e rurale. Qualcosa atres\u00ec connesso con nascite, morti, gravidanze e perch\u00e9 no, anche al menarca. Fatture, contro fatture, la necessit\u00e0 di&nbsp;<strong><em>sfasciarle&nbsp;<\/em><\/strong>rapidamente onde evitare situazioni ben pi\u00f9 gravi che si potrebbero generare, legamenti, invidie, sono presenti molto pi\u00f9 di quanto si possa realmente pensare nel vita e nelle credenze popolari tanto che, ancora oggi, fanno spesso la fortuna economica di maghi, cartomanti e fattucchiere. E\u2019 per questo che la figura delle&nbsp;<strong><em>lamie<\/em><\/strong>&nbsp;ha avuto quasi sempre nei secoli una accezione negativa, pensando che le stesse operassero per recare danno alla comunit\u00e0, soprattutto nei contesti agricoli. Ma la cosa incredibile \u00e8 che qualche volta, storie e pseudo esperienze inerenti a questo mondo venivano, e vengono, supportate e incoraggiate da racconti ben circostanziati da parte dei soggetti interessati. Detto ci\u00f2 veniamo all\u2019argomento di questo articolo fatto&nbsp;<strong><em>de streghe sdrolighe<\/em><\/strong>&nbsp;<strong><em>e occhiacci.&nbsp;<\/em><\/strong>Il paese di Piediluco, che vale la pena ricordare era gi\u00e0 abitato nell\u2019et\u00e0 del bronzo e successivamente fu conquistato prima dai Sabini e poi dai Romani, mostra a tal proposito materiale molto interessante e con questo, non siamo a dire che gli stessi abitanti siano dei creduloni che si affidano alla fantasia&nbsp;<strong><em>paranormale<\/em><\/strong>&nbsp;di terzi per gestire il&nbsp;<strong><em>normale<\/em><\/strong>&nbsp;del quotidiano, ma perch\u00e9 la loro appartenenza sociale \u00e8 sempre stata molto forte cosi come estremamente caratterizzata dagli stessi luoghi e, nei secoli passati, ha costituito terreno fertile per credenze e leggende. Esiste infatti una sorta di consapevolezza popolare del fatto che per lungo tempo, la stessa comunit\u00e0 lacustre si sentisse circondata da forze magiche ostili che molti pensavano fossero il frutto dell\u2019attivit\u00e0 di alcune&nbsp;<strong><em>streghe<\/em><\/strong>. Di certo la precariet\u00e0 della vita quotidiana, la sua durezza, a volte la difficolt\u00e0 dello stesso sopravvivere alimentata dalla crudelt\u00e0 della natura, necessitavano di un capro espiatorio sul quale scaricare tutte queste sventure e cosi, molto spesso, i bersagli a cui addossare queste responsabilit\u00e0 venivano individuati in&nbsp;<strong><em>Ancilla<\/em><\/strong>,&nbsp;<strong><em>Laura<\/em><\/strong>,&nbsp;<strong><em>Maria<\/em><\/strong>,&nbsp;<strong><em>Menica<\/em><\/strong>,&nbsp;<strong><em>Agnocca<\/em><\/strong>,&nbsp;<strong><em>la Tufa<\/em><\/strong>,&nbsp;<strong><em>la Mecia<\/em><\/strong>&nbsp;e&nbsp;<strong><em>la Badecchia<\/em><\/strong>. Donne realmente esistite e tutte caratterizzate dalla tribolata e misera vita il cui comune denominatore era rappresentato dalla vecchiaia e della povert\u00e0. L\u2019andare lento, la postura curva, la magrezza, la vedovanza altro poi non facevano che accumunare le loro figure a quelle appunto di streghe o comunque, a persone certamente non positive dalle quali stare lontano. In realt\u00e0 invece, altro non erano che donne provate da una vita fatta di stenti e di elemosine che si sostituivano a quei sostentamenti persi per esempio con la morte del coniuge. L\u2019ignoranza popolare poi, che normalmente ed anche oggi non fa sconti a nessuno, contribuiva per il resto e non erano rari i casi in cui persino ai bambini veniva negata la possibilit\u00e0 di accettare una semplice caramella da queste donne per il timore che fossero&nbsp;<strong><em>indrujate co\u2019 chiccosa<\/em><\/strong>, manipolate cio\u00e8 con qualcosa capace di generare ad esempio un malocchio. Le coincidenze della vita, come spesso accade, contribuirono inoltre ad accrescerne il mito. Si racconta infatti che una di loro si nutrisse con il sangue del suo stesso figlio e che Ancilla&nbsp;<strong><em>sdegugn\u00f2<\/em><\/strong>&nbsp;la nipote che per contro inizi\u00f2 a camminare soltanto all\u2019et\u00e0 di sette anni. Che dire invece dell\u2019invidia che normalmente accompagna le relazioni sociali? E cosi un\u2019altra narrazione descrive una strega che per necessit\u00e0 era in uso chiedere a volte un tozzo di pane piuttosto che un bicchiere d\u2019olio e finch\u00e9 esaudita tutto and\u00f2 bene ma, al momento che gli fu negato un pezzo di lardo da una donna che non pot\u00e9 soddisfare la richiesta perch\u00e9 ne era sprovvista, il figlio di quest\u2019ultima cess\u00f2 di mangiare colpito dal malocchio. Ma laddove non possono i fatti arriva la fantasia e cosi gli eventi iniziano a vivere di racconti mitici. Gi\u00e0, proprio cosi perch\u00e9 da li a credere che queste streghe fossero in grado di volare e che cosi facendo erano in grado di recarsi in groppa a caproni o altri animali al sabba, il passo \u00e8 breve. Il sabba si sa, \u00e8 il convegno delle streghe dove in presenza del Demonio venivano compiute pratiche magiche, orge e riti blasfemi sino a profanare l\u2019ostia, ricevendo in cambio il dono di trasformarsi in spiriti capaci di introdursi anche nelle case dei vicini. E se l\u2019ignoranza era capace di far credere al volo delle streghe, immaginate voi cosa fosse capace di partorire di fronte alla crudelt\u00e0, quantit\u00e0 e qualit\u00e0 dei misfatti che le povere streghe fossero state capaci di compiere. Per di pi\u00f9, in un paesaggio come quello di Piediluco caratterizzato da un lago, la credenza popolare riusc\u00ec ha legare il volo delle streghe alle barche dei pescatori che loro avrebbero utilizzato al posto degli animali. Si arriv\u00f2 persino alla certezza dell\u2019esistenza della formula magica con la quale le streghe facevano spiccare il volo a queste barche, il tutto presso quello che le genti avevano individuato come il&nbsp;<strong><em>Noce di Benevento<\/em><\/strong>&nbsp;e che, radunate in circolo, usavano recitare cosi: \u201c<strong><em>Vola per una, vola per due&nbsp;<\/em><\/strong>(e cosi per quante esse fossero),&nbsp;<strong><em>sopra l\u2019acqua, sopra li venti, sopra la noce de Boniventi!\u201d&nbsp;<\/em><\/strong>Insomma<strong><em>,&nbsp;<\/em><\/strong>vite difficili quelle delle streghe piedilucane, fosse anche solo per gli orari di lavoro; e gi\u00e0 perch\u00e9 al pari di tutte le altre sparse per il mondo, anche loro alle prime luci dell\u2019alba dovevano tornare nelle loro case o rifugi. E se cosi non fosse stato? Beh succedeva per esempio che a chi fosse stato in grado di aiutarle si apriva la possibilit\u00e0 di avere dei benefici cosa che, a detta dei ben informati, deve essere capitato ad un certo&nbsp;<strong>Paccone<\/strong>, al secolo Aduardo Crisostomi, che dopo averne incontrata una tutta nuda e all\u2019alba, certa Nocenzia&nbsp;<strong><em>ch\u2019era annata volanno de notte<\/em><\/strong>, la copr\u00ec con una giacca e la ospit\u00f2 in casa. Il risultato fu che Paccone si guadagn\u00f2 la condizione che&nbsp;<strong><em>pe\u2019 sette generazioni li Crisostomi nun dovevano da esse pi\u00f9 sdreguniati.<\/em><\/strong>&nbsp;Ma non soltanto streghe ma anche stregoni: vuole la volont\u00e0 popolare che&nbsp;<strong><em>Merluzzito&nbsp;<\/em><\/strong>per esempio, si intrufol\u00f2 sotto le mentita vesti di un gatto nell\u2019abitazione del suo vicino, uscendone poi di nuovo con sembianze umane ma con gli arti fasciati perch\u00e9 il capo famiglia&nbsp;<strong><em>lo corg\u00f2 de botte.&nbsp;<\/em><\/strong>Ma anche nel caso dei felini il rapporto uomo-donna-gatto non era sempre malefico e cosi risalendo nei ricordi ed arrivando al bisnonno, o addirittura trisavolo, di un testimone, c\u2019\u00e8 chi racconta che rinvenuto un felino in casa,&nbsp; e ricoverato per la notte in una cassapanca, all\u2019indomani aprendo il coperchio trov\u00f2 al suo posto una giovane ragazza&nbsp;<strong><em>nuda come mamma l\u2019aveva fatta,&nbsp;<\/em><\/strong>chiaramente una strega, dalla quale dopo avergli dato &nbsp;i soldi per tornare a casa, si assicur\u00f2 l\u2019immunit\u00e0 per gli anni a venire. Come dicevamo prima, molte credenze trovavano terreno fertile nelle stesse difficolt\u00e0 del quotidiano che spesso era caratterizzato anche da malattie ed epidemie che traevano forza dalle precarie condizioni di vita, dalla malnutrizione e dalla fame. Il bene pi\u00f9 prezioso in tutto questo era rappresentato dai figli,&nbsp; coloro i quali erano in grado di fornire un aiuto concreto alla sopravvivenza ed al sostentamento della famiglia. Lo stesso livello culturale degli interlocutori non era tale da fornire spiegazioni su molti dei decessi che facevano si che la mortalit\u00e0 infantile sommasse percentuali molto alte.&nbsp;<strong><em>\u201cQuello fiju \u00e8 mortu, le sdreghe j\u2019hanno seccatu lu sangue \u2026\u201d<\/em><\/strong>&nbsp; era una accusa che in tempi di Medioevo avrebbe portato al rogo ma che successivamente generava si una pena certamente pi\u00f9 lieve ma pur sempre triste, l\u2019emarginazione. Una condizione da affrontare spesso da sole, colpite dalla maledizione di uno status certamente non voluto ma figlio dell\u2019ignoranza. Poteri, quelli delle streghe, anche trasmettibili. Una narrazione vuole che una volta, un uomo che non riusciva mai a ritrovare la propria barca nel posto dove la lasciava, decise di caricarci una cassapanca dentro la quale si nascose. E non nascose neppure lo stupore nel vedere che la sua barca venisse usata dalle streghe per volare sino un luogo dove si recavano per raccogliere dei fiori. Giusto in quell\u2019occasione, anche lui ne raccolse uno che poi appunt\u00f2 sul suo cappello per la festa. Passeggiando per i paese<strong><em>&nbsp;\u2018na femmina lo chiama e jaddimanna<\/em><\/strong>:&nbsp;<strong><em>\u201cDo\u2019 l\u2019hai presu quillu fiore? Se me lu voli regal\u00e0 me fai contenta, me faresti un bellu favore.\u201d&nbsp;<\/em><\/strong>Alla fine lui gli regal\u00f2 quel fiore e lei disse:&nbsp;<strong><em>\u201cEcco, mo\u2019 m\u2019hai fatto un favore. Me s\u2019\u00e8 passato lu male!\u201d<\/em><\/strong>&nbsp; Purtroppo, neppure con la morte le nostre streghe riacquistavano la dignit\u00e0 ed il rispetto. Era infatti uso comune pensare che nemmeno con il trapasso i lori poteri malvagi si esaurissero ma che anzi, si sarebbero trasmessi alla persona che dandole conforto nell\u2019ultimo momento di vita, ne avesse tenuto la mano. Da qui la consuetudine da parte dei parenti di ingannarle, sostituendo appunto la mano con un manico di scopa e come disse un testimone presente al momento del trapasso di l\u2019Agnocca:&nbsp;<strong><em>\u201cDio ce ne guardi!<\/em><\/strong>&nbsp;<strong><em>Quillo je diede la scopa pe\u2019 non fasse lasci\u00e0 l\u2019eredit\u00e0 perch\u00e9 ce lo sapea che la nonna era \u2018na sdrega \u2026\u201d&nbsp;<\/em><\/strong>Comunque un consiglio: non fate mai rubare da una gatta gli avanzi del cibo lasciati da una donna che allatta perch\u00e9 la micia, secondo le credenze, gli ruberebbe tutto il latte. Ma a contrastare questa vocazione malefica di Piediluco, il cui nome significa&nbsp;<strong><em>ai piedi del monte sacro<\/em><\/strong>, si contrappone anche un aurea divina che ogni anno viene ricordata in occasione della&nbsp;<strong><em>Feste della Acque<\/em><\/strong>. Riti, fuochi, sfilate sul lago celebrano infatti l\u2019entrata del sole nella costellazione del Cancro nel giorno del solstizio d\u2019estate. Nell\u2019antichit\u00e0, nel tempo in cui la luce iniziava a contrarsi ed i giorni incominciavano a farsi pi\u00f9 corti, le popolazioni autoctone usavano rivolgersi alle Divinit\u00e0 con danze, fuochi, lavacri di acqua profumata, il tutto per ingraziarsi i favori di&nbsp;<strong><em>Diana<\/em><\/strong>, Dea delle selve e degli incantesimi ed alla quale le genti avevano consacrato il lago ed il monte Caperno, quello antistante il paese dove \u00e8 posizionata la Madonnina che li fu traslata nel maggio del 1911 e la cui forma a piramide, doveva non poco aver alimentato la fantasia dell\u2019allora abitanti dei luoghi. &nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong><em>Roberto Pagnanini<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<div style=\"text-align:center\" class=\"wp-block-algori-social-share-buttons-block-algori-social-share-buttons\"><button class=\"bttn-pill bttn-md bttn-primary algori-social-share-buttons-settings algori-social-share-buttons-facebook\" onclick=\"window.open('https:\/\/www.facebook.com\/sharer.php?u=https:\/\/dajemo.com\/?p=960', '_blank')\"><i class=\"fab fa-facebook-f\"><\/i>\u00a0 \u00a0Facebook<\/button><button class=\"bttn-pill bttn-md bttn-primary algori-social-share-buttons-settings algori-social-share-buttons-email\" onclick=\"window.open('mailto:?body=https:\/\/dajemo.com\/?p=960', '_blank')\"><i class=\"fas fa-envelope\"><\/i>\u00a0 \u00a0Email<\/button><button class=\"bttn-pill bttn-md bttn-primary algori-social-share-buttons-settings algori-social-share-buttons-whatsapp\" onclick=\"window.open('https:\/\/web.whatsapp.com\/send?text=https:\/\/dajemo.com\/?p=960', '_blank')\"><i class=\"fab fa-whatsapp\"><\/i>\u00a0 \u00a0WhatsApp<\/button><button class=\"bttn-pill bttn-md bttn-primary algori-social-share-buttons-settings algori-social-share-buttons-telegram\" onclick=\"window.open('https:\/\/t.me\/share\/url?url=https:\/\/dajemo.com\/?p=960', '_blank')\"><i class=\"fab fa-telegram\"><\/i>\u00a0 \u00a0Telegram<\/button><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Piediluco e le streghe, tra fantasia e realt\u00e0 Chiss\u00e0 quante volte, nel nostro comune immaginario, hanno trovato spazio streghe, malocchi, fatture o qualcosa che comunque avesse a che fare con un mondo magico, magari&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":959,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_eb_attr":"","pgc_sgb_lightbox_settings":"","footnotes":""},"categories":[6],"tags":[],"class_list":["post-960","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-interamna-history"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/dajemo.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/960","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/dajemo.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/dajemo.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/dajemo.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/dajemo.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=960"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/dajemo.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/960\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":961,"href":"https:\/\/dajemo.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/960\/revisions\/961"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/dajemo.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/959"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/dajemo.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=960"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/dajemo.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=960"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/dajemo.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=960"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}