{"id":963,"date":"2022-01-28T17:29:22","date_gmt":"2022-01-28T17:29:22","guid":{"rendered":"https:\/\/dajemo.com\/?p=963"},"modified":"2022-01-28T17:29:23","modified_gmt":"2022-01-28T17:29:23","slug":"interamna-history-10","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/dajemo.com\/?p=963","title":{"rendered":"Interamna History &#8211; 10"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>Ospedali a Terni da Tristano al Convento dell&#8217;Annunziata<\/strong><\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignleft size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"300\" height=\"300\" src=\"http:\/\/dajemo.com\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/ospedale-corso-del-popolo.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-962\" title=\"\" srcset=\"https:\/\/dajemo.com\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/ospedale-corso-del-popolo.jpg 300w, https:\/\/dajemo.com\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/ospedale-corso-del-popolo-100x100.jpg 100w, https:\/\/dajemo.com\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/ospedale-corso-del-popolo-150x150.jpg 150w, https:\/\/dajemo.com\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/ospedale-corso-del-popolo-80x80.jpg 80w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>In uno degli scorsi articoli, parlando del Monte di Piet\u00e0 e di alcune opere pie che riguardarono la nostra citt\u00e0 a partire dal medioevo, abbiamo citato la&nbsp;<strong><em>Confraternita di San Nicandro<\/em><\/strong>, vero e proprio punto di riferimento nella Terni di quell\u2019epoca. Proprio a questa confraternita,&nbsp;<strong><em>Tristano di Joannuttii<\/em><\/strong>, esponente di una nota e ricchissima famiglia di cui per\u00f2 si persero successivamente le tracce ed al quale oggi la toponomastica cittadina vede intitolato il viale di accesso al nosocomio di Santa Maria, lasci\u00f2 in eredit\u00e0 tutti i suoi beni a patto che la stessa utilizzasse i denari per erigere un ospedale con quattro letti destinati ad assistere viandanti e poveri. Non si ha certezza di dove venne costruito ma tracce presenti in antichi atti riscontrabili negli archivi, ipotizzano la sua presenza nel rione Castello. Nella prima met\u00e0 del XV secolo poi, si ha memoria di un secondo ospedale presente nel rione dei Rigoni tant\u2019\u00e8 che successivamente tal&nbsp;<strong><em>Cesare Sperelli<\/em><\/strong>&nbsp;vescovo di Terni, in una lettera spedita alla Sacra Congregazione del Buon Governo agli inizi del \u2018700 li menzion\u00f2 entrambi. L\u2019<strong><em>Ospedale della Madonna di Piazza<\/em><\/strong>, altro nome con il quale era conosciuto quello di San Nicandro, nel 1727 poteva contare su due differenti infermerie, una per gli uomini con otto letti ed una per le donne con quattro, e di un locale dotato di semplici tavolacci all\u2019interno del quale potevano trovare rifugio poveri e appunto viandanti; non molto distante, nell\u2019area che oggi definiremmo compresa tra Via Tre Colonne e Via Roma, vi era invece quello di Sant\u2019Antonio o&nbsp;<strong><em>zenodochio<\/em><\/strong>&nbsp;che, esattamente come l\u2019altro, prevedeva una divisione tra persone di sesso differente cosi come tra infermi, viandanti e pellegrini religiosi che volendo, potevano anche cercare ristoro presso le&nbsp;<strong><em>osterie della Campana<\/em><\/strong>&nbsp;o quella&nbsp;<strong><em>dei Tre Pellegrini<\/em><\/strong>, quest\u2019ultime gestite al pari dell\u2019ospedale dalla&nbsp;<strong><em>Compagnia dei Disciplinati<\/em><\/strong>.&nbsp; Come lo stesso nome lasciava intendere, ci\u00f2 che allora si intendeva per ospedale, dal latino<strong><em>&nbsp;hospitalia<\/em><\/strong>, era un luogo deputato pi\u00f9 all\u2019ospitalit\u00e0, ed alla eventuale necessit\u00e0 di prestare l\u2019assistenza necessaria ai viaggiatori, che a luoghi di cura veri e propri; oltre questo poi, data la loro natura spesso caritatevole, si prestavano anche ad accogliere l\u2019infanzia abbandonata cosi come a raccogliere e distribuire le elemosine ai pi\u00f9 poveri. Le genti comunque non erano cosi avvezze a farsi curare in questi luoghi ed al contrario preferivano farlo in casa anche perch\u00e9, la presenza di viandanti tra i quali spesso si confondevano ladri o persone di malaffare, li rendevano tutt\u2019altro che sicuri. I due ospedali presenti in citt\u00e0 si organizzarono anche per gestire i flussi di coloro che transitavano per Terni e cosi, anche in base alla differente ubicazione all\u2019interno delle mura cittadine, &nbsp;in quello di San Nicandro ci si prendeva cura di chi da Spoleto viaggiava verso Roma ed in quello di Sant\u2019Antonio di chi affrontava il cammino inverso. A partire dal 1739, per ridurre le spese di gestione ed ottimizzarle, i due ospedali vennero incorporati in una unica struttura che fu individuata nella sede di quello di Sant\u2019Antonio, anche se questa sistemazione fu adottata per un breve periodo perch\u00e9 l\u2019anno seguente, era il 1740, le truppe spagnole di passaggio per Terni impegnate nella guerra di successione austriaca, lo trasformarono nel loro quartier generale. Tornata al suo utilizzo naturale, negli anni successivi la struttura mostr\u00f2 ben presto i suoi limiti logistici che la resero insufficiente ad ospitare le ormai centinaia di infermi che vi facevano riferimento. Fu cosi che nel 1781 si pens\u00f2 di utilizzare dei locali presenti in prossimit\u00e0 della chiesa di San Cleto nel Rione Castello, vicino alla Porta dei Tre Monumenti ma le non rosee condizioni economiche in cui versava la Confraternita di San Nicandro, costretta anche ad attingere a prestiti elargiti dal Monte di Piet\u00e0, non permisero questo trasferimento per il quale si dovette attendere alcuni decenni ed una sede differente. Tutta l\u2019attivit\u00e0 assistenziale era affidata generalmente a dei coniugi,&nbsp;<strong><em>gli ospedalieri<\/em><\/strong>, che vivevano all\u2019interno della struttura e fornendo con continuit\u00e0 la loro opera, si pu\u00f2 dire che ne fossero gli unici dipendenti. Loro si occupavano di tutto, dal lavare la biancheria al preparare il vitto, dal pulire i locali al preparare decotti e fumenti ma a volte, in occasioni particolari generate da eventi straordinari, potevano avvalersi dell\u2019aiuto di ulteriore personale che veniva modicamente retribuito, ma al quale veniva garantito vitto ed alloggio. Fu questo il caso per esempio, di quando Terni venne colpita da una grave forma di dissenteria o quando tra il 1763 ed il 1766 la citt\u00e0, ma non soltanto lei, fu gravata da una grande carestia di grano che influ\u00ec in maniera devastante sull\u2019economia. In tutto questo, le cure vere e proprie destinate ai ricoverati venivano prestate dal medico condotto della citt\u00e0 che per dieci scudi di stipendio li visitava due volte al giorno. Per l\u2019assistenza all\u2019infanzia abbandonata invece, non era previsto nessun reparto specifico all\u2019interno dell\u2019ospedale e cosi i bimbi venivano trattenuti soltanto per qualche giorno prima di essere trasferiti a Narni presto quello della SS.Trinit\u00e0. Gli<strong><em>&nbsp;esposti&nbsp;<\/em><\/strong>venivano raccolti dalla levatrice della citt\u00e0, la&nbsp;<strong><em>mammana<\/em><\/strong>, che dopo aver assistito le madri durante il parto li trasferiva in ospedale al pari di quelli che ugualmente venivano abbandonati in luoghi dove sarebbero stati notati con facilit\u00e0, in prossimit\u00e0 di chiese, edicole votive o la stessa porta del nosocomio. Raccolti e curati, in bimbi venivano battezzati e poi trasferiti a Narni dove per assisterli, lo stesso ospedale percepiva un compenso da quello ternano e per questo veniva chiamato&nbsp;<strong><em>bastardo<\/em><\/strong>; non era per\u00f2 raro che qualcuna di queste sfortunate creature, patisse da parte di colui deputato al trasporto un nuovo abbandono per evitare il viaggio verso Narni. Per scongiurare questo ulteriore obrobrio, si decise allora di pagare il dovuto alla struttura narnese soltanto a fronte di una ricevuta che certificasse l\u2019effettivo arrivo del bambino al brefotrofio. Nell\u2019arco degli anni poi, sempre pi\u00f9 neonati vennero portati direttamente a Narni anche perch\u00e9 l\u2019ospedale di Terni non era dotato della&nbsp;<strong><em>ruota pubblica<\/em><\/strong>, un marchingegno che permetteva alla madri di mantenere l\u2019anonimato durante l\u2019abbandono e preservare comunque il pargolo in buone condizioni di salute. La vera trasformazione dell\u2019ospedale ternano avvenne comunque soltanto tra il XIX ed il XX secolo sotto la spinta dei mutamenti socio-politici che stava vivendo l\u2019intera nazione oltre che al processo di industrializzazione a cui era sottoposta la citt\u00e0. Ancora per buona parte dell\u2019800 la gestione rimasse affidata alla Confraternita di San Nicandro ma la loro scarsa competenza specifica nel settore li port\u00f2 a chiedere aiuto ai religiosi che facevano parte dell\u2019ordine ospedaliero di&nbsp;<strong><em>San Giovanni di Dio<\/em><\/strong>, comunemente conosciuti come dei&nbsp;<strong><em>Fatebenefratelli.&nbsp;<\/em><\/strong>Tra alterne vicende e vari trasferimenti, era gi\u00e0 il 1867, l\u2019ospedale dopo aver trovato sede all\u2019interno del palazzo del conte Alderano Spada nei pressi di largo Manni in quella che era la Via della Mattonata ed attualmente Via dell\u2019Ospedale, fu da prima oggetto di una ristrutturazione, poi di un ampliamento e successivamente di una revisione amministrativa che determinava per esempio una retta per il ricovero e la cura dei pi\u00f9 facoltosi e la gratuit\u00e0 delle stesse prestazioni per i poveri. Soltanto nel 1937 la sua amministrazione pass\u00f2 all\u2019<strong><em>Ente Comunale di Assistenza&nbsp;<\/em><\/strong>cosi come a settembre dell\u2019anno successivo fu decretato il suo status di ente autonomo. I occasione dei primi bombardamenti del 1943, si dovette provvedere alla sua evacuazione anche perch\u00e9 la sala operatoria and\u00f2 completamente distrutta ed i ricoverati furono trasferiti a Narni, a Colle dell\u2019Oro ed in una struttura emergenziale che fu creata ad Acquasparta; in tutto questo, la Croce Rossa prest\u00f2 assistenza presso il complesso delle Grazie dove venne allestito un pronto soccorso per fornire le prime cure a centinaia di sfortunati concittadini. Nel 1945 al termine del secondo conflitto mondiale, l\u2019ospedale civile riprese lentamente la propria attivit\u00e0 e lo fece nei locali dell\u2019antico&nbsp;<strong><em>Convento dell\u2019Annunziata<\/em><\/strong>&nbsp;che successivamente era stato adibito a caserma; il complesso che molti ricorderanno era ubicato lungo l\u2019attuale Corso del Popolo, mostr\u00f2 ben presto i propri limiti e cosi quella che era una vecchia idea, cosi un progetto gi\u00e0 &nbsp;nelaborato, venne riportato in vita ed il 5&nbsp; novembre 1957 fu posta la prima pietra del nosocomio di Colle Obito inaugurato successivamente nel giugno del 1973.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>di Roberto Pagnanini<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<div style=\"text-align:center\" class=\"wp-block-algori-social-share-buttons-block-algori-social-share-buttons\"><button class=\"bttn-pill bttn-md bttn-primary algori-social-share-buttons-settings algori-social-share-buttons-facebook\" onclick=\"window.open('https:\/\/www.facebook.com\/sharer.php?u=https:\/\/dajemo.com\/?p=963', '_blank')\"><i class=\"fab fa-facebook-f\"><\/i>\u00a0 \u00a0Facebook<\/button><button class=\"bttn-pill bttn-md bttn-primary algori-social-share-buttons-settings algori-social-share-buttons-email\" onclick=\"window.open('mailto:?body=https:\/\/dajemo.com\/?p=963', '_blank')\"><i class=\"fas fa-envelope\"><\/i>\u00a0 \u00a0Email<\/button><button class=\"bttn-pill bttn-md bttn-primary algori-social-share-buttons-settings algori-social-share-buttons-whatsapp\" onclick=\"window.open('https:\/\/web.whatsapp.com\/send?text=https:\/\/dajemo.com\/?p=963', '_blank')\"><i class=\"fab fa-whatsapp\"><\/i>\u00a0 \u00a0WhatsApp<\/button><button class=\"bttn-pill bttn-md bttn-primary algori-social-share-buttons-settings algori-social-share-buttons-telegram\" onclick=\"window.open('https:\/\/t.me\/share\/url?url=https:\/\/dajemo.com\/?p=963', '_blank')\"><i class=\"fab fa-telegram\"><\/i>\u00a0 \u00a0Telegram<\/button><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ospedali a Terni da Tristano al Convento dell&#8217;Annunziata In uno degli scorsi articoli, parlando del Monte di Piet\u00e0 e di alcune opere pie che riguardarono la nostra citt\u00e0 a partire dal medioevo, abbiamo citato&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":962,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_eb_attr":"","pgc_sgb_lightbox_settings":"","footnotes":""},"categories":[6],"tags":[],"class_list":["post-963","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-interamna-history"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/dajemo.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/963","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/dajemo.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/dajemo.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/dajemo.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/dajemo.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=963"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/dajemo.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/963\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":964,"href":"https:\/\/dajemo.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/963\/revisions\/964"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/dajemo.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/962"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/dajemo.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=963"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/dajemo.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=963"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/dajemo.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=963"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}