{"id":983,"date":"2022-01-31T10:44:39","date_gmt":"2022-01-31T10:44:39","guid":{"rendered":"https:\/\/dajemo.com\/?p=983"},"modified":"2022-01-31T10:44:40","modified_gmt":"2022-01-31T10:44:40","slug":"interamna-history-16","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/dajemo.com\/?p=983","title":{"rendered":"Interamna History &#8211; 16"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>Perch\u00e9 Ludovico Aminale partecip\u00f2 alla disfida di Barletta?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignleft size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"300\" height=\"300\" src=\"http:\/\/dajemo.com\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/disfida-3.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-982\" title=\"\" srcset=\"https:\/\/dajemo.com\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/disfida-3.jpg 300w, https:\/\/dajemo.com\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/disfida-3-100x100.jpg 100w, https:\/\/dajemo.com\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/disfida-3-150x150.jpg 150w, https:\/\/dajemo.com\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/disfida-3-80x80.jpg 80w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>nterrompiamo per un attimo il narrare cronologico degli eventi che ci siamo posti come filo conduttore per questa rubrica, e facciamo un salto all\u2019indietro di circa di tre secoli, tornando cosi agli albori del XVI e precisamente al 1503, al 13 febbraio di quell\u2019anno.<\/p>\n\n\n\n<p>Le cronache di ci\u00f2 che accadde quel giorno ci sono state tramandate da molti e ne scrissero anche Elia Rossi Passavanti cosi come il Ludovico Silvestri; ma perch\u00e9 vi chiederete voi?<\/p>\n\n\n\n<p>La&nbsp;<strong><em>Disfida di Barletta<\/em><\/strong>&nbsp;fu uno scontro che si tenne proprio la mattina del&nbsp;<strong><em>13 febbraio del 1503<\/em><\/strong>&nbsp;nel territorio di Trani; uno scontro che vide coinvolti tredici cavalieri italiani, sotto l\u2019egida spagnola, ed altrettanti francesi. &nbsp;Prima per\u00f2 di vedere come e perch\u00e9 questo evento vide anche risvolti nostrani, vale la pena ricapitolare un po\u2019 come e perch\u00e9 vi si giunse. A seguito del&nbsp;<strong><em>Trattato di Granada<\/em><\/strong>&nbsp;firmato in segreto nel 1500 da Luigi&nbsp;<strong><em>XII di Francia&nbsp;<\/em><\/strong>e&nbsp;<strong><em>Ferdinando II di Aragona<\/em><\/strong>, il Regno di Napoli, governato all\u2019epoca da&nbsp;<strong><em>Federico I<\/em><\/strong>, venne spartito tra loro in parti uguali ma, gi\u00e0 appena dopo dell\u2019entrata in vigore dello stesso, non tardarono ad emergere le prime difficolt\u00e0 da parte degli occupanti sulla sua interpretazione.&nbsp; Questo port\u00f2 ben presto alla contrapposizione in armi dei due eserciti che avevano come comandanti rispettivamente&nbsp;<strong><em>Luis d\u2019Armagnac<\/em><\/strong>&nbsp;e&nbsp;<strong><em>Consalvo da Cordova<\/em><\/strong>. Gli spagnoli che si schieravano in campo con truppe in inferiorit\u00e0 numerica, chiesero immediatamente aiuto alla&nbsp;<strong><em>famiglia Colonna<\/em><\/strong>, una delle pi\u00f9 importanti del medioevo e precedentemente gi\u00e0 al fianco dello stesso Federico I. Tra le tante battaglie di cui si ha cronaca, emerge la figura di quel famoso condottiero che risponde al nome di&nbsp;<strong><em>Ettore Fieramosca<\/em><\/strong>. Il Fieramosca, o&nbsp;<strong><em>Ferramosca,<\/em><\/strong>&nbsp;nacque nel 1476 e dopo aver ricevuto una educazione umanistica venne avviato alla carriera militare; giovanissimo assunse ben presto il comando di differenti compagnie prestando servizio sotto i vari&nbsp;<strong><em>Carlo VIII<\/em><\/strong>,&nbsp;<strong><em>Ferdinando II<\/em><\/strong>&nbsp;e&nbsp;<strong><em>Federico IV<\/em><\/strong>. Quando Federico I ormai sconfitto tratt\u00f2 la resa e rinunci\u00f2 al trono, lui che aveva combattuto ai suoi ordini non esit\u00f2 a scortarlo oltralpe verso il Ducato di Angi\u00f2, la contropartita ottenuta dal re da parte degli spagnoli e dei francesi, ma a Fieramosca questo comportamento cost\u00f2 l\u2019infamia del tradimento da parte dei suoi concittadini. Venne privato di tutte le sue rendite nobiliari e non gli rimase quindi che unirsi alle bande di&nbsp;<strong><em>Prospero Colonna<\/em><\/strong>&nbsp;che nel frattempo aveva seguito Consalvo da Cordova alla conquista della Puglia. In quell\u2019epoca non era raro che per dirimere questioni militari si ricorresse, in luogo di scontri aperti e battaglie, a sfide tra cavalieri esattamente come quella di Barletta. Proprio la citt\u00e0 pugliese vedeva acquartierati gli spagnoli che da li cercavano di amministrare ci\u00f2 che restava dei loro possedimenti legati al Regno di Napoli. Fieramosca, durante una spedizione, riusc\u00ec tramite una imboscata a far prigioniero il cavaliere francese&nbsp;<strong><em>Charles de Tourgues&nbsp;<\/em><\/strong>che per\u00f2, aizzato dagli stessi spagnoli, tacci\u00f2 gli italiani di codardia sfidandoli a duello. Fu cosi che si giunse alla Disfida di Barletta con tredici cavalieri italiani comandati da Fieramosca contrapposti ad altrettanti cavalieri francesi comandati dal&nbsp;<strong><em>de Tourgues<\/em><\/strong>, conosciuto anche come&nbsp;<strong><em>Monsieur Guy de la Motte<\/em>.&nbsp;<\/strong>Tutto venne programmato nei minimi dettagli e chi avesse perso avrebbe concesso cavalli ed armi ai vincitori e per ogni sconfitto fu fissato un riscatto pari a cento ducati; furono anche nominati quattro giudici ed ogni parte consegn\u00f2 due ostaggi. C\u2019era per\u00f2 da costituire il gruppo dei cavalieri e mentre per i francesi fu lo stesso&nbsp;<strong><em>de la Motte&nbsp;<\/em><\/strong>ad occuparsene, sul fronte italiano l\u2019onere fu assunto da Fabrizio e Prospero Colonna. Ed \u00e8 proprio a partire da questo fatto che la Disfida di Barletta si colora con sfumature rosso-verdi \u2026 Infatti, fu proprio quest\u2019ultimo a chiamare&nbsp;<strong><em>Ludovico Aminale<\/em><\/strong>&nbsp;che la nostra tradizione vuole essere nato nel 1477 in quel che oggi \u00e8 Via dell\u2019Arringo dove al tempo fabbri, falegnami e carpentieri avevano numerose le loro officine. Ma a quel che si tramanda, quelle attivit\u00e0 non dovevano attirarlo molto e quindi, giovanissimo, prefer\u00ec a pialle, chiodi e martelli le pi\u00f9 nobili armi e si diede cosi alla vita militaresca ed a quella del soldato di ventura nello specifico. Per ricostruire la storia della Disfida e dei cavalieri coinvolti, molto utili sono stati i loro stemmi; purtroppo per\u00f2, di quello dell\u2019Aminale non v\u2019\u00e8 traccia e quindi \u00e8 bene fare riferimento a quanto scritto da uno storico di alto lignaggio come il&nbsp;<strong><em>Guicciardini<\/em><\/strong>, contemporaneo tra l\u2019altro ai fatti narrati, che certifica la sua identit\u00e0 nel libro&nbsp;<strong><em>La storia d\u2019Italia.<\/em><\/strong>&nbsp;Ludovico Aminale non era un nobile e quindi, presumibilmente, il suo scudo recava l\u2019immagine del Thyrus, simbolo della citt\u00e0 di origine. Comunque, a suffragare questa verit\u00e0 storica depone anche il fatto che Terni ha sempre rappresentato una sorta di territorio primario al quale gli stessi Colonna attingevano per il reclutamento dei soldati necessari a rinfoltire le fila del proprio esercito, considerando i nostri concittadini dotati di alto livello militare e di una tenacia tutta nostrana; per ultimo, c\u2019\u00e8 anche da considerare che la nobile famiglia romana era da sempre stata alleata dei ghibellini ternani. Tornando a Barletta, a far compagnia al nostro Ludovico Aminale da Terni ed a Ettore Fieramosca, capuano, furono chiamati, cosi come scrive lo stesso Guicciardini: Giovanni Capoccio, Giovanni Bracalone e Ettore Giovenale, tutti romani, Marco Cerellario, napoletano, Mariano da Sarni, Romanello da Forl\u00ec, Francesco Salamone e Guglielmo Albimonte, siciliani, Miale da Troia, Riccio e Fanfulla, parmigiani&nbsp;<strong><em>\u201cNutriti tutti nell\u2019armi e sotto i Colonnesi\u201d.&nbsp;<\/em><\/strong>Proprio a quest\u2019elenco fa eco per\u00f2 un falso anonimo stampato nel 1547 a Capua dove addirittura si omette il nome di Ettore Fieramosca e si sostituisce a quello dell\u2019Aminale un tal Ludovico Abenavolo de Capua; tra l\u2019altro, per dare pi\u00f9 valore al tutto, fu sottoscritto e firmato come&nbsp;<strong><em>Guicciardinus Gravissimus Hist.cus<\/em><\/strong>, titolo ed appellativo chiaramente sospetti. Ma questo non fu l\u2019unico tentativo per alterare la verit\u00e0 perch\u00e9 Marco Gorolamo Vida sostituisce il ternano con Abenabolus Campanus. A dirimere qualsiasi dubbio comunque, dovrebbe concorrere un ulteriore documento che dava a Barletta l\u2019unica memoria della disfida se non quello dei tredici nomi incisi sul lato destro del Duomo dagli stessi cavalieri italiani vincitori. Si, perch\u00e9 la&nbsp;<strong><em>Disfida di Barletta<\/em><\/strong>&nbsp;fu ad appannaggio degli&nbsp;<strong><em>Ittallici&nbsp;<\/em><\/strong>che giunsero in anticipo sul posto seguiti dai&nbsp;<strong><em>Gallici&nbsp;<\/em><\/strong>che per\u00f2 entrarono per primi sul campo. Dopo la classica carica a lance spianate, si prosegu\u00ec con le spade e le scuri sino a giungere al punto che tutti i francesi vennero catturati o feriti; i cavalieri d\u2019oltralpe erano talmente sicuri della vittoria che non portarono con loro il riscatto e tanto bast\u00f2 perch\u00e9 venissero rinchiusi a Barletta sino a quando lo stesso non venne pagato. Ma del nostro Ludovico cosa ne fu? Nominato Caballero de Espana come tutti i suoi compagni da Gonzalo Consalvo de Cordoba, Gran Capitano e Vicer\u00e8 di Napoli, a m\u00f2 di premio gli venne concesso da Prospero Colonna di poter far ritorno a Terni dalla sua Biancofiore ma qui, le cronache del tempo raccontano che trov\u00f2 l\u2019amata tra le braccia di qualcun altro e di lui, da quel momento, non si ebbero pi\u00f9 tracce. Ci\u00f2 che la leggenda ci tramanda lo vede ucciso da alcuni briganti che gli tesero un agguato.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>di Roberto Pagnanini\u00a0<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<div style=\"text-align:center\" class=\"wp-block-algori-social-share-buttons-block-algori-social-share-buttons\"><button class=\"bttn-pill bttn-md bttn-primary algori-social-share-buttons-settings algori-social-share-buttons-facebook\" onclick=\"window.open('https:\/\/www.facebook.com\/sharer.php?u=https:\/\/dajemo.com\/?p=983', '_blank')\"><i class=\"fab fa-facebook-f\"><\/i>\u00a0 \u00a0Facebook<\/button><button class=\"bttn-pill bttn-md bttn-primary algori-social-share-buttons-settings algori-social-share-buttons-email\" onclick=\"window.open('mailto:?body=https:\/\/dajemo.com\/?p=983', '_blank')\"><i class=\"fas fa-envelope\"><\/i>\u00a0 \u00a0Email<\/button><button class=\"bttn-pill bttn-md bttn-primary algori-social-share-buttons-settings algori-social-share-buttons-whatsapp\" onclick=\"window.open('https:\/\/web.whatsapp.com\/send?text=https:\/\/dajemo.com\/?p=983', '_blank')\"><i class=\"fab fa-whatsapp\"><\/i>\u00a0 \u00a0WhatsApp<\/button><button class=\"bttn-pill bttn-md bttn-primary algori-social-share-buttons-settings algori-social-share-buttons-telegram\" onclick=\"window.open('https:\/\/t.me\/share\/url?url=https:\/\/dajemo.com\/?p=983', '_blank')\"><i class=\"fab fa-telegram\"><\/i>\u00a0 \u00a0Telegram<\/button><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Perch\u00e9 Ludovico Aminale partecip\u00f2 alla disfida di Barletta? nterrompiamo per un attimo il narrare cronologico degli eventi che ci siamo posti come filo conduttore per questa rubrica, e facciamo un salto all\u2019indietro di circa&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":982,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_eb_attr":"","pgc_sgb_lightbox_settings":"","footnotes":""},"categories":[6],"tags":[],"class_list":["post-983","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-interamna-history"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/dajemo.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/983","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/dajemo.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/dajemo.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/dajemo.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/dajemo.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=983"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/dajemo.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/983\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":984,"href":"https:\/\/dajemo.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/983\/revisions\/984"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/dajemo.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/982"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/dajemo.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=983"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/dajemo.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=983"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/dajemo.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=983"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}