{"id":986,"date":"2022-01-31T10:48:16","date_gmt":"2022-01-31T10:48:16","guid":{"rendered":"https:\/\/dajemo.com\/?p=986"},"modified":"2022-01-31T11:55:29","modified_gmt":"2022-01-31T11:55:29","slug":"interamna-history-17","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/dajemo.com\/?p=986","title":{"rendered":"Interamna History &#8211; 17"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>Terni citt\u00e0 dell&#8217;Impero francese<\/strong><\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignleft size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"300\" height=\"300\" src=\"http:\/\/dajemo.com\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/Napoleone-Bonaparte.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-985\" title=\"\" srcset=\"https:\/\/dajemo.com\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/Napoleone-Bonaparte.jpg 300w, https:\/\/dajemo.com\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/Napoleone-Bonaparte-100x100.jpg 100w, https:\/\/dajemo.com\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/Napoleone-Bonaparte-150x150.jpg 150w, https:\/\/dajemo.com\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/Napoleone-Bonaparte-80x80.jpg 80w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p><strong>Nei primi anni del 1800 l\u2019Europa si trov\u00f2 ad assistere, quasi impotente verrebbe da dire, alla grande sete di potere di&nbsp;<em>Napoleone Bonaparte<\/em>.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Al culmine della sua scalata, che vale la pena ricordare lo aveva portato dall\u2019essere un semplice ufficiale di artiglieria sino al grado di generale durante la rivoluzione francese e poi, successivamente al colpo di stato nel novembre del 1799, assumere la carica di Primo Console, il 2 dicembre &nbsp;del 1804 con il nome di Napoleone I, coron\u00f2 il suo sogno e divenne Imperatore dei francesi. Un vita segnata da infiniti successi militari ma anche macchiata da sconfitte importanti le ultime due delle quali, la disastrosa&nbsp;<strong><em>Campagna di Russia<\/em><\/strong>&nbsp;e la&nbsp;<strong><em>Battaglia di Waterloo<\/em><\/strong>&nbsp;intramezzate dall\u2019esilio sull\u2019Isola d\u2019Elba e dal Periodo dei cento giorni, lo portarono alla definitiva abdicazione, all\u2019oblio di Sant\u2019Elena &nbsp;ed alla morte che giunse il 5 maggio del 1821. Durante questi questo quattro lustri, Napoleone invi\u00f2 le sue truppe anche in Italia della quale si proclam\u00f2 Re a Milano, nel maggio del 1805. L\u2019anno prima, la scenografica consacrazione ad Imperatore, documentata da&nbsp;<strong><em>Jacques-Luis David<\/em><\/strong>&nbsp;su una tela da oltre cinquantaquattro metri quadri conservata presso il museo del Louvre, si tenne davanti a papa Pio VII ed al cardinale ed arcivescovo di Milano Giovanni Battista Caprara nella cattedrale di Notre Dame a Parigi mentre quella a Re d\u2019Italia, durante la quale sembra sia stata pronunciata la celeberrima frase&nbsp;<strong><em>\u201cDio me le l\u2019ha data, e guai a chi la tocca!\u201d<\/em><\/strong>&nbsp;nello stesso momento in cui egli stesso si cinse la testa con la&nbsp;<strong><em>Corona ferrea<\/em><\/strong>, all\u2019interno del Duomo della citt\u00e0 lombarda. E\u2019 fuor di dubbio che la dominazione francese in Italia risult\u00f2 essere estremamente dura ed a testimonianza di questo si possono contare gli enormi saccheggi perpetrati ed anche le decine di migliaia di uomini costretti a sottostare alla leva obbligatoria e cosi, a combattere e morire nelle varie campagne militari condotte da Napoleone. Come se non bastasse poi, c\u2019\u00e8 da sottolineare il fatto che la politica adottata dall\u2019invasore era atta a favorire le importazioni dalla Francia scoraggiando al contrario le esportazioni verso l\u2019estero da parte degli italiani, e questo inevitabilmente min\u00f2 ancor di pi\u00f9 l\u2019economia nostrana. Nonostante dalle cronache del tempo ci giunge notizia che il bilancio del Comune di Terni depositato nel 1803, ed approvato dal&nbsp;<strong><em>Cardinal Busca<\/em><\/strong>&nbsp;Prefetto del Buon Governo, presentasse un consuntivo con un attivo di 7.612,85 scudi ed un passivo di 6.250,78 per un saldo positivo di 1.362,78 scudi (facendo un semplice esercizio di fantasia,&nbsp; e considerando che sempre da quel che ci viene trasmesso il potere economico di uno scudo dei primi dell\u2019800 poteva tranquillamente essere paragonato a quello di oltre 60 euro attuali, nelle casse del Comune se ne trovava quindi una disponibilit\u00e0 di circa 80.000), la nostra citt\u00e0 venne pregiudicata in maniera consistente. In quel periodo infatti, Terni fu nuovamente attraversata ed occupata dagli eserciti francesi che avevano come obiettivo quello di giungere a Roma e Napoli, il tutto in conseguenza del trattato di Foligno che la pose al principio, insieme al suo circondario, sotto il controllo ed il comando di&nbsp;<strong><em>Gioacchino Murat<\/em><\/strong>&nbsp;e poi, a seguito di altre determinazioni, nel 1809, alle dirette dipendenze della corona imperiale. Bisogna ricordare che Terni dopo il ritorno di Papa Pio IV, dovette sottostare ad un Governatorato militare Austriaco che impose una Reggenza municipale che venne composta da nobili locali presieduti dal Capitano Foch che era il Comandate Imperiale della nostra citt\u00e0; i nobili rispondevano al nome di&nbsp;<strong><em>Paolo Gazzoli<\/em><\/strong>,&nbsp;<strong><em>Sebastiano Graziani<\/em><\/strong>,&nbsp;<strong><em>Marcello Sciamanna<\/em><\/strong>&nbsp;e&nbsp;<strong><em>Stefano Fabrizi<\/em><\/strong>. Morto Pio VI nel 1799 e succeduto a lui Emo Barnaba Chiaramonti con il nome di Pio VII, nel marzo dello stesso anno al governo di Terni venne istituita una deputazione di Triumviri presieduta dal&nbsp;<strong><em>Marchese Sciamanna<\/em><\/strong>&nbsp;affiancato dal&nbsp;<strong><em>Conte Manassei<\/em><\/strong>&nbsp;e dal&nbsp;<strong><em>Cavalier Antonelli<\/em><\/strong>. &nbsp;Erano gli inizi del 1809 quando il Generale francese Miollins occup\u00f2 Castel Sant\u2019Angelo a Roma puntando nel frattempo i propri cannoni verso il Quirinale; nel giugno dello stesso anno, come abbiamo visto, Terni pass\u00f2 alle dirette dipendenze della corona e come Governatore provvisorio venne chiamato il&nbsp;<strong><em>Conte Giovanni Spada<\/em><\/strong>.&nbsp; Fu in quei mesi che i castelli di Papigno e Miranda furono in un primo momento aggregati al dipartimento del Tevere nella Sottoprefettura di Rieti mentre la nostra citt\u00e0 entr\u00f2 a far parte di quello del Trasimeno nella Sottoprefettura di Spoleto; una situazione che dur\u00f2 poco perch\u00e9 a seguito di una istanza presentata alla Consulta straordinaria con la quale si spiegavano i legami profondi di questi luoghi con Terni, citando tra l\u2019altro gli interessi commerciali finanche alle stesse abitudini, gli stessi furono ricollocati all\u2019interno del dipartimento del Trasimeno. C\u2019\u00e8 da dire che con l\u2019avvento del nuovo governo cittadino che risentiva inevitabilmente del modus operandi francese di contro alla vecchia burocrazia papalina, molti aspetti della vita cittadina subirono cambiamenti importanti con ripercussioni tangibili anche sul decoro vero e proprio di Terni che al tempo ci viene descritta come malridotta dallo stesso&nbsp;<strong><em>Ludovico Silvestri<\/em><\/strong>. Strade e corsi d\u2019acqua vennero sistemati, venne realizzata una illuminazione pubblica notturna ed individuata un\u2019area fuori le mura per il camposanto. Nella seduta consigliare tenutasi il 12 settembre del 1810, venne erogata una somma pari a 14655 scudi per la ristrutturazione ed ampliamento di quella che oggi \u00e8 Piazza del Popolo. Successivamente &nbsp;si lavor\u00f2 al progetto della nuova Porta Romana e nel budget municipale dell\u2019anno 1814 furono posti bel 18500 franchi per approntarne i disegni ed il piano di attuazione. Nell\u2019ottobre del 1813 con il precipitare degli eventi dovuti alla sconfitta di Lipsia, conosciuta anche come Battaglia delle Nazioni, quando una coalizione russo-prussiana-austro-svedese costrinse Napoleone ad una difficile ritirata fino in Francia determinando anche un disfacimento delle alleanze strette in Europa, lo stesso Imperatore si vide costretto a condurre Papa Pio VII, che ormai teneva prigioniero da alcuni anni nei pressi di Parigi, presso Savona dove quest\u2019ultimo apprese che Roma era stata liberata dal dominio francese. Fu proprio durante quel viaggio di ritorno verso la Capitale della cristianit\u00e0, che il Pontefice fece sosta per una intera giornata a Terni, soggiornando presso il palazzo della nobile famiglia Gazzoli dal cui balcone impart\u00ec la benedizione alla popolazione. Il 15 maggio del 1814, venne cosi ripristinata la Sovranit\u00e0 Pontificia e Monsignor Ludovico Gazzoli, in qualit\u00e0 di delegato Apostolico per l\u2019Umbria e la Sabina, per ci\u00f2 che concerne la nostra citt\u00e0 ne affid\u00f2 la Reggenza provvisoria al Marchese Marcello Sciamanna; l\u2019effetto immediato fu l\u2019abolizione del Codice Napoleone ed il ripristino delle leggi dello Stato antecedenti l\u2019occupazione francese.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>di Roberto Pagnanini<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<div style=\"text-align:center\" class=\"wp-block-algori-social-share-buttons-block-algori-social-share-buttons\"><button class=\"bttn-pill bttn-md bttn-primary algori-social-share-buttons-settings algori-social-share-buttons-facebook\" onclick=\"window.open('https:\/\/www.facebook.com\/sharer.php?u=https:\/\/dajemo.com\/?p=986', '_blank')\"><i class=\"fab fa-facebook-f\"><\/i>\u00a0 \u00a0Facebook<\/button><button class=\"bttn-pill bttn-md bttn-primary algori-social-share-buttons-settings algori-social-share-buttons-email\" onclick=\"window.open('mailto:?body=https:\/\/dajemo.com\/?p=986', '_blank')\"><i class=\"fas fa-envelope\"><\/i>\u00a0 \u00a0Email<\/button><button class=\"bttn-pill bttn-md bttn-primary algori-social-share-buttons-settings algori-social-share-buttons-whatsapp\" onclick=\"window.open('https:\/\/web.whatsapp.com\/send?text=https:\/\/dajemo.com\/?p=986', '_blank')\"><i class=\"fab fa-whatsapp\"><\/i>\u00a0 \u00a0WhatsApp<\/button><button class=\"bttn-pill bttn-md bttn-primary algori-social-share-buttons-settings algori-social-share-buttons-telegram\" onclick=\"window.open('https:\/\/t.me\/share\/url?url=https:\/\/dajemo.com\/?p=986', '_blank')\"><i class=\"fab fa-telegram\"><\/i>\u00a0 \u00a0Telegram<\/button><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Terni citt\u00e0 dell&#8217;Impero francese Nei primi anni del 1800 l\u2019Europa si trov\u00f2 ad assistere, quasi impotente verrebbe da dire, alla grande sete di potere di&nbsp;Napoleone Bonaparte. 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