{"id":994,"date":"2022-01-31T12:07:11","date_gmt":"2022-01-31T12:07:11","guid":{"rendered":"https:\/\/dajemo.com\/?p=994"},"modified":"2022-01-31T15:15:34","modified_gmt":"2022-01-31T15:15:34","slug":"interamna-history-20","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/dajemo.com\/?p=994","title":{"rendered":"Interamna History &#8211; 20"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>Il Risorgimento ternano (Seconda parte)<\/strong><\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignleft size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"243\" height=\"281\" src=\"http:\/\/dajemo.com\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/giuseppe-petroni.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-995\" title=\"\"><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Quello di&nbsp;<strong><em>Pio IX<\/em><\/strong>, salito al soglio di Pietro il 21 giugno del 1846 per rimanervi poi sino alla sua morte che si verific\u00f2 il 7 febbraio 1878, fu uno dei papati pi\u00f9 lunghi della storia.&nbsp;<strong><em>Giovanni Maria Battista Pietro Pellegrino Isidoro Mastai-Ferretti<\/em><\/strong>, infatti, guid\u00f2 la chiesa per oltre trent\u2019anni e neppure in un periodo molto tranquillo. Dopo la morte del suo predecessore, papa&nbsp;<strong><em>Gregorio XVI<\/em><\/strong>, il&nbsp; nuovo pontefice si trov\u00f2 subito ad affrontare chi prima, animato da speranze e sogni, aveva sostenuto a grande forza l&#8217;esperienza della Repubblica Romana e poi chi convintamente partecip\u00f2 ai moti del 1848. In tutto questo Terni, che vale la pena ricordare vedeva operare al suo interno esponenti rivoluzionari di chiara fede mazziniana, non accettava di buon grado quelle che erano le direttive impartite dal comitato di Perugia che invece era in linea con la politica cavouriana; ma non soltanto quello perch\u00e9 la citt\u00e0 esprimeva anche una insofferenza marcata verso il potere papale e questo non manc\u00f2 di manifestarsi tramite proteste forti come nel caso di quelle del 1850 contro la tassa sul macinato o quelle del \u201952 relative sempre alla tassazione delle attivit\u00e0 artigiane ed artistiche. Nell\u2019estate del 1860,&nbsp; gli eserciti del Regno di Sardegna e dello Stato Pontificio diedero luogo alla famosa&nbsp;<strong><em>Battaglia di Castelfidardo<\/em><\/strong>&nbsp;che vide la vittoria dei piemontesi ma gi\u00e0 qualche tempo prima, agli ordini del colonnello&nbsp;<strong><em>De Pimodan<\/em><\/strong>, un contingente di zuavi si era acquartierato a Terni e fu proprio da qui che part\u00ec per dar manforte alle truppe papaline durante lo scontro. Il successo sabaudo ebbe come conseguenza l\u2019annessione delle Marche e dell\u2019Umbria al Regno di Sardegna ed apr\u00ec di certo le porte a quella che sarebbe stata la nascita del Regno d\u2019Italia nel 1861. Sempre nello stesso anno arrivarono in citt\u00e0 i bersaglieri agli ordini del generale Brignone che vi stabil\u00ec il comando della XV divisione. Come sempre nel corso dei secoli, la sua posizione di confine e di frontiera rendevano Terni un avamposto eccellente verso Roma e, in quella fase storica, una base di appoggio logisticamente perfetta per quella che fu poi la liberazione della futura capitale d\u2019Italia. Sempre in quel periodo Giuseppe Garibaldi condusse una campagna di arruolamento militare per incorporare dei volontari all\u2019interno dell\u2019esercito sardo; questa nuova formazione che andava formandosi passo alle cronache della storia con il nome&nbsp;<strong><em>Cacciatori delle Alpi<\/em><\/strong>&nbsp;e, stanziata ai confini lombardo-veneti, rappresent\u00f2 una vera provocazione verso l\u2019Austria tanto che, per il suo essere, fu sufficiente per dare vita alla&nbsp;<strong><em>Seconda Guerra di Indipendenza<\/em><\/strong>. Quella dei Cacciatori delle Alpi non fu la sola formazione militare a nascere;&nbsp;<strong>determinante in Umbria fu infatti l\u2019azione dei&nbsp;<em>Cacciatori del Tevere<\/em>, entit\u00e0 formatasi da volontari umbri e toscani che affiancando l\u2019azione dell\u2019esercito piemontese, contribu\u00ec in maniera importante alla liberazione di Todi cosi come di tutta la regione. Come ricordato anche nelle precedenti uscite, questa formazione rispondeva agli ordini del colonnello Luigi Masi, assisano e figura imponente del Risorgimento. Masi con i suoi Cacciatori riusc\u00ec a conquistare in pochi giorni Orvieto, Bagnoregio, Montefiascone, Viterbo, la Teverina, Amelia, Magliano Sabina, Civita Castellana, Tuscania, Tarquinia e altre localit\u00e0 della Tuscia giungendo sino a Fiano Romano.&nbsp;<\/strong>Nel frattempo la fede patriottica e repubblicana che si respirava a Terni faceva sempre pi\u00f9 proseliti in citt\u00e0; gi\u00e0 da qualche anno si era distinta la figura di&nbsp;<strong><em>Federico dei Conti Fratini<\/em><\/strong>, responsabile per la Giovane Italia, che condivise alcuni lustri di cella con&nbsp;<strong><em>Giuseppe Petroni<\/em><\/strong>. Nonostante il suo diniego a qualsiasi concessione fu graziato nel giungo del 1867 ma fu giusto in tempo di tornare libero che lo divise dall\u2019imbastire nuove azioni. Fu infatti dal suo piccola cascina di Pescecotto che un manipolo di soli ternani presero le mosse verso Roma con l\u2019intento di liberarla e fu sempre lui che, dopo la fuga da Caprera, accolse il Nizzardo nell\u2019attesa che potesse raggiungere Menotti in sabina. Ma ancora, fu proprio dalla sua casa nella notte del 20 ottobre dello stesso anno,&nbsp;<strong><em>Enrico<\/em><\/strong>&nbsp;e&nbsp;<strong><em>Giovanni Cairoli<\/em><\/strong>&nbsp;insieme ad un centinaio di patrioti mossero alla volta di Roma cercando di rompere gli indugi ma il 23 dello steso mese, a&nbsp;<strong><em>Villa Glori<\/em><\/strong>, dopo aver passato il confine per poter portare aiuti ai rivoluzionari romani, aver navigato il Tevere ed essersi attestati in un casale sul Monte Parioli, il gruppo venne a contato con circa 300 carabinieri svizzeri e nello scontro Enrico perse la vita. Terni era comunque divenuta un centro di raccolta per tutti quei volontari pronti a combattere nelle file garibaldine. Da quel 17 marzo del 1861 quando il Parlamento italiano riunitosi a Torino proclam\u00f2 la nascita dello&nbsp;<strong><em>Stato Unitario<\/em><\/strong>&nbsp;dovette trascorrere quasi un decennio affinch\u00e9 Roma venisse liberata dal potere papale ed incoronata&nbsp;<strong><em>Capitale d\u2019Italia<\/em><\/strong>. Era il 20 settembre del 1871 ed attraverso quella che noi tutti conosciamo come la&nbsp;<strong><em>Breccia di Porta Pia<\/em><\/strong>, i bersaglieri entrano in citt\u00e0 dando vita a quello che fu senza ombra di dubbio l\u2019atto finale e pi\u00f9 alto del Risorgimento. Terni era per definizione un centro insurrezionale per eccellenza e nessuna azione rivolta verso Roma non poteva che avere inizio se non da li. Sempre tramite il Faustini, capo della vendita carbonara in citt\u00e0, si operava un grande azione di raccordo con gli altri focolai cospiratori di tutta l\u2019Umbria, l\u2019alto Lazio sino a giungere a Firenze. In tutto questo, il generale Cadorna stabil\u00ec a Terni il suo quartier generale nell\u2019allora albergo del Giappone situato in quella che oggi \u00e8 Via Mancini. Logisticamente la citt\u00e0 ospit\u00f2 le cucine che tramite ferrovia dovevano poi &nbsp;alimentare i soldati in marcia verso Roma cosi come venne allestito un ospedale da campo capace di ospitare circa 400 eventuali feriti. Tutto era pronto ed organizzato per quello che doveva essere l\u2019attacco finale ma, se non fosse stato per la scintilla fatta scoccare dagli stessi patrioti, tutto avrebbe vissuto di tempi pi\u00f9 lunghi. Un segnale inequivocabile fu dato su ordine del&nbsp;<strong><em>Gran Maestro della Massoneria Italiana Ludovico Frapolli&nbsp;<\/em><\/strong>ed in tutta la penisola i&nbsp;<strong><em>fratelli<\/em><\/strong>&nbsp;si fecero carico di diffonderlo: un movimento democratico era pronto a sostituirsi ad un governo timoroso ed attendista. Di fronte a tutto questo, il generale Cadorna si vide costretto a muovere ma non prima di aver rassicurato dal nostro&nbsp;<strong><em>Palazzo Vescovile<\/em><\/strong>&nbsp;con il&nbsp;<strong><em>Proclama agli Italiani delle province Romane<\/em><\/strong>&nbsp;che sarebbe stata comunque&nbsp;<strong><em>\u201c \u2026 rispettata la dignit\u00e0 e l\u2019autorit\u00e0 spirituale del Sommo Pontefice cosi come l\u2019inviolabilit\u00e0 della Santa Sede.\u201d<\/em><\/strong>&nbsp;La storia ci racconta di quante poche cannonate furono sufficienti ad abbattere quella porzione di mura romane ma, seppur non citandola direttamente, &nbsp;non pu\u00f2 esimersi dal ricordare che ancora una volta lei stessa deve molto a Terni, cosi come deve molto anche a quel centinaio di concittadini che seguirono i bersaglieri di Cadorna alla volta della Citt\u00e0 eterna.&nbsp; Il Giorno seguente, il 21 di settembre, venne liberato&nbsp;<strong><em>Giuseppe Petroni<\/em><\/strong>, mazziniano e patriota che divenne cos\u00ec l\u2019ultimo prigioniero del Papa Re. Petroni \u00e8 stato indubbiamente un simbolo del Risorgimento italiano; carbonaro della prima ora, parte della Giovane Italia poi, amico di Giuseppe Mazzini, partecip\u00f2 attivamente i moti del \u201931, alle Cinque giornate di Milano, alla Repubblica Romana. In quest\u2019ultima ricopr\u00ec anche l\u2019incarico di Sottosegretario al Ministero di Grazie e Giustizia. Condannato a morte dopo l\u2019arresto del 1853, la pena gli fu commutata in ergastolo e sempre rifiut\u00f2 qualsiasi grazia che gli venne offerta finanche dallo stesso Pio IX. Dopo la sua liberazione avvenuta appena dopo l\u2019entrata dei bersaglieri a Roma, ader\u00ec alla Massoneria di cui riconosceva valori e gli permetteva di combattere l\u2019oscurantismo della Chiesa. Non ateo era al contrario dotato di grandissima religiosit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Un doveroso ringraziamento va al&nbsp;<strong><em>prof. Sergio Bellezza<\/em><\/strong>&nbsp;che con il suo libro&nbsp;<strong><em>Dal Regno Pontificio allo Stato Unitario<\/em><\/strong>, dal quale abbiamo tratto pi\u00f9 di uno spunto, ha tracciato un quadro privo di retorica ed una sequenza precisa rispetto ai fatti ed ai personaggi che caratterizzarono quel preciso periodo storico.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>di Roberto Pagnanini<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<div style=\"text-align:center\" class=\"wp-block-algori-social-share-buttons-block-algori-social-share-buttons\"><button class=\"bttn-pill bttn-md bttn-primary algori-social-share-buttons-settings algori-social-share-buttons-facebook\" onclick=\"window.open('https:\/\/www.facebook.com\/sharer.php?u=https:\/\/dajemo.com\/?p=994', '_blank')\"><i class=\"fab fa-facebook-f\"><\/i>\u00a0 \u00a0Facebook<\/button><button class=\"bttn-pill bttn-md bttn-primary algori-social-share-buttons-settings algori-social-share-buttons-email\" onclick=\"window.open('mailto:?body=https:\/\/dajemo.com\/?p=994', '_blank')\"><i class=\"fas fa-envelope\"><\/i>\u00a0 \u00a0Email<\/button><button class=\"bttn-pill bttn-md bttn-primary algori-social-share-buttons-settings algori-social-share-buttons-whatsapp\" onclick=\"window.open('https:\/\/web.whatsapp.com\/send?text=https:\/\/dajemo.com\/?p=994', '_blank')\"><i class=\"fab fa-whatsapp\"><\/i>\u00a0 \u00a0WhatsApp<\/button><button class=\"bttn-pill bttn-md bttn-primary algori-social-share-buttons-settings algori-social-share-buttons-telegram\" onclick=\"window.open('https:\/\/t.me\/share\/url?url=https:\/\/dajemo.com\/?p=994', '_blank')\"><i class=\"fab fa-telegram\"><\/i>\u00a0 \u00a0Telegram<\/button><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il Risorgimento ternano (Seconda parte) Quello di&nbsp;Pio IX, salito al soglio di Pietro il 21 giugno del 1846 per rimanervi poi sino alla sua morte che si verific\u00f2 il 7 febbraio 1878, fu uno&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":995,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_eb_attr":"","pgc_sgb_lightbox_settings":"","footnotes":""},"categories":[6],"tags":[],"class_list":["post-994","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-interamna-history"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/dajemo.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/994","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/dajemo.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/dajemo.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/dajemo.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/dajemo.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=994"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/dajemo.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/994\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":996,"href":"https:\/\/dajemo.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/994\/revisions\/996"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/dajemo.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/995"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/dajemo.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=994"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/dajemo.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=994"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/dajemo.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=994"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}