{"id":998,"date":"2022-01-31T16:19:24","date_gmt":"2022-01-31T16:19:24","guid":{"rendered":"https:\/\/dajemo.com\/?p=998"},"modified":"2022-01-31T16:19:25","modified_gmt":"2022-01-31T16:19:25","slug":"interamna-history-21","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/dajemo.com\/?p=998","title":{"rendered":"Interamna History &#8211; 21"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>Il post Risorgimento e l&#8217;industrializzazione (Prima parte)<\/strong><\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignleft size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"300\" height=\"300\" src=\"http:\/\/dajemo.com\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/la-regia-fabbrica-darmi.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-997\" title=\"\" srcset=\"https:\/\/dajemo.com\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/la-regia-fabbrica-darmi.png 300w, https:\/\/dajemo.com\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/la-regia-fabbrica-darmi-100x100.png 100w, https:\/\/dajemo.com\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/la-regia-fabbrica-darmi-150x150.png 150w, https:\/\/dajemo.com\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/la-regia-fabbrica-darmi-80x80.png 80w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Successivamente all\u2019annessione al&nbsp;<strong><em>Regno d\u2019Italia<\/em><\/strong>&nbsp;l\u2019amministrazione locale, nello specifico rappresentata dal Commissario per l\u2019Umbria&nbsp;<strong><em>Gioacchino Napoleone Pepoli<\/em><\/strong>, figlio della principessa Letizia Murat e quindi imparentato anche con Napoleone Bonaparte, gi\u00e0 Comandante della Guardia civica di Bologna, insurrezionalista in Romagna e successivamente Ministro dell\u2019Agricoltura, Industria e Commercio del Regno d\u2019Italia, punt\u00f2 molto sulla industrializzazione manifatturiera della nostra citt\u00e0, supportando soprattutto l\u2019idea con la possibilit\u00e0 di sfruttare i potenziali duecentomila cavalli vapore ottenibili dalla grande disponibilit\u00e0 d\u2019acqua presente nella zona. Quasi una ovviet\u00e0 dato che, basti pensare, per ottenere lo stesso risultato utilizzando dal combustibile fossile, ne sarebbero servite cinque milioni di tonnellate, l\u2019equivalente di quanto avrebbero potuto fornire insieme Francia e Germania. Oltre questo, altro fattore determinante per il destino cittadino, fu la tangibile necessit\u00e0 da parte dello Stato Maggiore di poter disporre di una industria militare a supporto delle proprie attivit\u00e0 e non ultimo, il ricordo della sconfitta subita nella&nbsp;<strong><em>III Guerra di Indipendenza<\/em><\/strong>. Di tutto questo si fece portavoce il capitano&nbsp;<strong><em>Luigi Campofregoso<\/em><\/strong>&nbsp;che trov\u00f2 un\u2019ottima sponda a sostegno delle proprie tesi nel neo-deputato, ed ex garibaldino,&nbsp;<strong><em>Vincenzo Stefano Breda<\/em><\/strong>&nbsp;che, avvalendosi tra l\u2019altro di una organizzata campagna d\u2019informazione orchestrata sulla stampa nazionale, appoggi\u00f2 strenuamente &nbsp;l\u2019idea che Terni, anche in considerazione della sua posizione geografica ritenuta altamente strategica, fosse ideale per la realizzazione di uno stabilimento militare. Si arriv\u00f2 cos\u00ec al&nbsp;<strong><em>19 marzo del 1874,&nbsp;<\/em><\/strong>&nbsp;giorno in cui fu emanato un Regio Decreto firmato da&nbsp;<strong><em>Vittorio Emanuele II<\/em><\/strong>&nbsp;che autorizzava l\u2019utilizzo dei fondi gi\u00e0 stanziati, parliamo di un milione di lire previste gi\u00e0 nel 1866, per la realizzazione di una&nbsp;<strong><em>Fabbrica d\u2019Armi<\/em><\/strong>&nbsp; a Terni dove, c\u2019\u00e8 da sottolineare, esisteva gi\u00e0 uno stabilimento siderurgico denominato&nbsp;<strong><em>La Ferriera<\/em><\/strong>. Quasi contemporaneamente alla delibera per la costruzione della Fabbrica d\u2019Armi, e certamente non fu una mera coincidenza, fu il Ministero della Marina a chiedere ed ottenere che sempre a Terni venisse realizzata una acciaieria capace di produrre il materiale per la realizzazione di corazze e parti di cannoni. Il&nbsp;<strong><em>2 maggio del 1875<\/em><\/strong>, un anno appena dopo la delibera per la sua realizzazione, fu S.E. il&nbsp;<strong><em>generale Cesare Francesco Ricotti<\/em><\/strong>, lo stesso dell\u2019<strong><em>Ordinamenteo Ricotti&nbsp;<\/em><\/strong>che aveva ridisegnato l\u2019esercito in dieci corpi d\u2019armata territoriali e ridotto la leva obbligatoria da cinque a tre anni, a porre la prima pietra della nuova Fabbrica d\u2019Armi e durante la cerimonia fu sempre lui a pronunciare quel discorso che rimarr\u00e0 poi consegnato alla storia della nostra citt\u00e0: \u201c<strong><em>Signori, la cittadinanza di Terni ha voluto onorarmi del mandato di collocare la prima pietra della Fabbrica d\u00b4Armi che qui, per voto del Parlamento e determinazione del Re, deve essere impiantata \u2026<\/em><\/strong><em><strong>Tra breve, qui sorger\u00e0 un grandioso Stabilimento dello Stato che dar\u00e0 lavoro ed onesto guadagno ad un ragguardevole numero di operai e quindi non lieve vantaggio alla citt\u00e0; e, fornito delle macchine le pi\u00f9 perfette e d\u00b4ogni mezzo pi\u00f9 acconcio, potr\u00e0, lo spero, prontamente gareggiare colle pi\u00f9 rinomate fabbriche d\u00b4armi dell\u00b4estero, sia per quantit\u00e0 come per qualit\u00e0 dei prodotti. \u2026 Con questa convinzione, in nome di S.M. il Re d\u00b4Itala Vittorio Emanuele II pongo la prima pietra della Fabbrica d\u00b4Armi di Terni.<\/strong><\/em>&nbsp;\u201d Inaugurato nel 1880 questo nuovo insediamento industriale, primo in Italia del suo genere e capace nelle intenzioni di emancipare la nazione rispetto alla fornitura di armi dall\u2019estero, occupava, ed occupa tutt\u2019ora, una superficie che lo Stato aveva concesso in modo gratuito al Comune. L\u2019area situata lungo la strada che conduceva verso la Valnerina ospitava un fabbricato principale ed una serie di laboratori oltre che un poligono di tiro di duecento metri di lunghezza, idoneo alla prova delle armi. Ingegneristicamente l\u2019impianto era all\u2019avanguardia; basti pensare che la forza motrice, pari ad oltre mille cavalli vapore, giungeva agli alberi principali che attraversando longitudinalmente i laboratori, la distribuivano successivamente a quelli secondari ed ai loro rimandi. L\u2019apertura di questo nuovo insediamento industriale port\u00f2 con se la necessit\u00e0 di mano d\u2019opera e questo fece si che Terni divenne oggetto di una forte immigrazione di maestranze provenienti principalmente da Torino, Brescia e Torre Annunziata. Lavorare alla Fabbrica d\u2019Armi rappresentava anche una posizione privilegiata rispetto agli altri; intanto la fatica fisica a cui si era sottoposti non era paragonabile rispetto a quella degli altri opifici, le stesse condizioni di lavoro erano migliori e pi\u00f9 sane, i locali ampi e quasi totalmente privi di rumori, si era dispensati dal servizio militare in caso di guerra, c\u2019erano delle agevolazioni sui biglietti ferroviari, insomma, si era quasi parte di un elite operaia con a disposizione un dopolavoro, una cooperativa di consumo ed una societ\u00e0 di mutuo soccorso. Tante le storie in citt\u00e0 a dipingere questa posizione privilegiata relativa ad una vera e propria fabbrica modello:&nbsp;<strong><em>All\u2019Acciaieria colla berretta, alla Reggia colla bombetta!&nbsp;<\/em><\/strong>si cantava \u2026 Quella che non era ammessa, o per lo meno molto limitata, era la partecipazione alla vita pubblica e sindacale e questo, in una citt\u00e0 come Terni caratterizzata da un\u2019anima politica vigorosa, strideva non poco. Una delle prime realizzazioni interne alla Fabbrica d\u2019Armi fu quella relativa al fucile&nbsp;<strong><em>Vetterli mod. 1870<\/em><\/strong>&nbsp;ma la svolta avvenne nel 1891 quando fu progettato, e si part\u00ec poi con la produzione, del&nbsp;<strong><em>mod. 91 cal. 6,5<\/em><\/strong>, il famoso&nbsp;<strong><em>Carcano<\/em><\/strong>, dal nome del capotecnico&nbsp;<strong><em>Salvatore Carcano<\/em><\/strong>&nbsp;che fu parte della commissione che lo deliber\u00f2. Lo sviluppo della Fabbrica d\u2019Armi fu rapido ed esponenziale, basti pensare che nel 1918 vi erano impiegati oltre settemila lavoratori dei quali pi\u00f9 di tremila donne, &nbsp;tutti su due turni da dodici ore. Un episodio legato a questo fucile che molti forse non conoscono, \u00e8 quello inerente all\u2019assassinio del presidente americano&nbsp;<strong><em>John Fitzgerald Kennedy<\/em><\/strong>&nbsp;avvenuto a Dallas, in Texas, il 22 novembre del 1963. Nel marzo dello stesso anno&nbsp;<a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Lee_Harvey_Oswald\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong><em>Lee Harvey Oswald<\/em><\/strong><\/a>&nbsp;utilizzando l\u2019identit\u00e0 di comodo&nbsp;<strong><em>A. Hidell<\/em><\/strong>, acquist\u00f2 per corrispondenza un fucile&nbsp;<strong><em><a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Carcano_Mod._91#Fucile_Mod._91.2F38.2C_varianti_e_Mod._91.2F41\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Carcano Mod. 91\/38<\/a><\/em><\/strong>&nbsp;ed \u00e8 ufficialmente accettato che fu proprio questo fucile ad essere utilizzato all\u2019interno del&nbsp;<strong><em>Texas School Book Depository<\/em><\/strong>&nbsp;&nbsp;per&nbsp;assassinare il presidente Kennedy al suo passaggio insieme al corteo di auto che lo accompagnava. Il fucile di Oswald \u00e8 lo stesso che per anni ha rappresentato l&#8217;arma lunga d&#8217;ordinanza delle&nbsp;<a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Forze_armate_italiane\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">forze armate italiane<\/a>&nbsp;e l&#8217;esemplare in suo possesso fu&nbsp;<strong><em>fabbricato proprio a&nbsp;<\/em><\/strong><a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Terni\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong><em>Terni<\/em><\/strong><\/a><strong><em>&nbsp;nel 1940<\/em><\/strong>. Detto questo, e tornando a fatti pi\u00f9 attinenti all\u2019epoca che stiamo trattando, quella post-risorgimentale, c\u2019\u00e8 da dire che lo sviluppo industriale della nostra citt\u00e0 aveva necessit\u00e0 di essere supportato dall\u2019energia che nelle intenzioni doveva essere fornita dalla acque presenti in grande quantit\u00e0. Fu cosi che nel 1872, lo stesso comune decise la realizzazione a proprie spese del&nbsp;<strong><em>Canale Nerino<\/em><\/strong>, una derivazione capace di convogliare e sfruttare appunto le acque del Nera. Ci\u00f2 che ne resta oggi \u00e8 visibile a circa due chilometri lungo la Strada Valnerina dopo essere usciti da Terni: la diga del bacino e l\u2019imbocco. Progettato da&nbsp;<strong><em>Adriano Sconocchia<\/em><\/strong>, era in grado di prelevare l\u2019acqua a quota 136 metri e portarla a 118 con una portata di circa 27 metri cubi al secondo. Una concessione governativa ne prevedeva lo sfruttamento e questa nuova realizzazione che garantiva quella energia necessaria al movimento delle macchine, divent\u00f2 molto attrattiva per diversi industriali dell\u2019epoca:&nbsp;<strong><em>Mazzoni<\/em><\/strong>,&nbsp;<strong><em>Lucowich<\/em><\/strong>,&nbsp;<strong><em>Cini<\/em><\/strong>, il genovese&nbsp;<strong><em>Centurini<\/em><\/strong>&nbsp;sono soltanto alcuni di quelli che intravidero l\u2019opportunit\u00e0 di far fortuna a Terni. L\u2019acqua e la sua forza rappresentavano linfa vitale, beni preziosi da condividere: alla Fabbrica d\u2019Armi vennero destinati 8,5 mc, a tutte le altre il resto tra cui 8 mc allo Jutificio Centurini e 7 al Lanificio Gruber. Non solo quindi alimentare nuove opportunit\u00e0 ma anche rivitalizzare quelle gi\u00e0 esistenti come il&nbsp;<strong><em>Lanificio Gruber&nbsp;<\/em><\/strong>appunto.L\u2019opificio, opera dei&nbsp;<strong><em>fratelli Fonzoli<\/em><\/strong>&nbsp;che lo realizzarono nel 1846, visse di alterne vicende ed era localizzato non lontano dalla ex&nbsp;<strong><em>Ferriera Pontificia,&nbsp;<\/em><\/strong>occupandosi in principio della sola realizzazione di filati in cotone. Dopo la creazione di una prima societ\u00e0 con la famiglia&nbsp;<strong><em>Guillaume<\/em><\/strong>&nbsp;nel 1856 conosce un importante sviluppo con l\u2019utilizzo di oltre 120 telai ai quali lavorano un centinaio di donne ma \u00e8 successivamente, a seguito della cessione a favore del&nbsp;<strong><em>Lanificio Gruber &amp; C.&nbsp;<\/em><\/strong>nel 1870, che conobbe una espansione che lo port\u00f2 alla costruzione di ben cinque corpi di fabbrica &nbsp;arrivando ad occupare una superficie di circa 65.000 mq. Dopo la Fabbrica d\u2019Armi nascono cosi lo&nbsp;<strong><em>Jutificio Centurini<\/em><\/strong>&nbsp;e le&nbsp;<strong><em>Acciaierie<\/em><\/strong>. Imprenditori importanti, i cui nomi risuonano tutt\u2019oggi nella toponomastica cittadina, contribuiscono a cambiare il volto di questa valle situata a sud dell\u2019Umbria, di questa che da sempre era stata una citt\u00e0 di frontiera. Nel 1879&nbsp;<strong><em>Cassian Bonn<\/em><\/strong>, un industriale belga, acquista da&nbsp;<strong><em>Giovanni Lucowich<\/em><\/strong>&nbsp;la fonderia di sua propriet\u00e0 e nel 1881 fonda la&nbsp;<strong><em>Societ\u00e0 degli Altoforni e Fonderia di Terni<\/em><\/strong>&nbsp;e poi, successivamente, era il 1886, si unisce a&nbsp;<strong><em>Vincenzo Stefano Breda<\/em><\/strong>&nbsp;in un progetto destinato a fornire acciaio al Ministero della Marina per la realizzazione di corazze e cannoni per le navi da guerra. Nel 1884&nbsp;<strong><em>Alessandro Centurini<\/em><\/strong>&nbsp;inizia la costruzione di un lanificio e jutifico capace di trasformare la canapa, materia prima proveniente dall\u2019India e trasportata dal porto di Ancona, in filati e sacchi da imballaggio tramite macchinari importati dall\u2019Inghilterra, nel 1890&nbsp;<strong><em>Antonio Bosco<\/em><\/strong>&nbsp;inaugura uno stabilimento per la produzione di macchinari destinati all\u2019agricoltura e poi, nel 1896, fonda la&nbsp;<strong><em>Societ\u00e0 Italiana del Carburo di Calcio, Acetilene ed altri Gas<\/em><\/strong>&nbsp;al tempo leader nella produzione del carburo di calcio ma anche nella gestione di centrali idroelettriche. In tutto questo nel 1883 viene aperta la&nbsp;<strong><em>ferrovia Terni-Sulmona<\/em><\/strong>&nbsp;e al nostra citt\u00e0 entra negli annali per essere la quarta in Italia ad essere dotata di illuminazione pubblica ad elettricit\u00e0.&nbsp;<strong><em>E\u2019 del 1901 l\u2019istituzione della Camera del Lavoro<\/em><\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>di Roberto Pagnanini<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<div style=\"text-align:center\" class=\"wp-block-algori-social-share-buttons-block-algori-social-share-buttons\"><button class=\"bttn-pill bttn-md bttn-primary algori-social-share-buttons-settings algori-social-share-buttons-facebook\" onclick=\"window.open('https:\/\/www.facebook.com\/sharer.php?u=https:\/\/dajemo.com\/?p=998', '_blank')\"><i class=\"fab fa-facebook-f\"><\/i>\u00a0 \u00a0Facebook<\/button><button class=\"bttn-pill bttn-md bttn-primary algori-social-share-buttons-settings algori-social-share-buttons-email\" onclick=\"window.open('mailto:?body=https:\/\/dajemo.com\/?p=998', '_blank')\"><i class=\"fas fa-envelope\"><\/i>\u00a0 \u00a0Email<\/button><button class=\"bttn-pill bttn-md bttn-primary algori-social-share-buttons-settings algori-social-share-buttons-whatsapp\" onclick=\"window.open('https:\/\/web.whatsapp.com\/send?text=https:\/\/dajemo.com\/?p=998', '_blank')\"><i class=\"fab fa-whatsapp\"><\/i>\u00a0 \u00a0WhatsApp<\/button><button class=\"bttn-pill bttn-md bttn-primary algori-social-share-buttons-settings algori-social-share-buttons-telegram\" onclick=\"window.open('https:\/\/t.me\/share\/url?url=https:\/\/dajemo.com\/?p=998', '_blank')\"><i class=\"fab fa-telegram\"><\/i>\u00a0 \u00a0Telegram<\/button><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il post Risorgimento e l&#8217;industrializzazione (Prima parte) Successivamente all\u2019annessione al&nbsp;Regno d\u2019Italia&nbsp;l\u2019amministrazione locale, nello specifico rappresentata dal Commissario per l\u2019Umbria&nbsp;Gioacchino Napoleone Pepoli, figlio della principessa Letizia Murat e quindi imparentato anche con Napoleone Bonaparte, gi\u00e0&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":997,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_eb_attr":"","pgc_sgb_lightbox_settings":"","footnotes":""},"categories":[6],"tags":[],"class_list":["post-998","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-interamna-history"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/dajemo.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/998","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/dajemo.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/dajemo.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/dajemo.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/dajemo.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=998"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/dajemo.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/998\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":999,"href":"https:\/\/dajemo.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/998\/revisions\/999"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/dajemo.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/997"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/dajemo.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=998"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/dajemo.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=998"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/dajemo.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=998"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}